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Treni fermi dal 26 giugno, il Pd di Colico: "Ancora danni ai pendolari"

Valentina Angelica Codurelli, segretaria del circolo PD: "Danni viabilistici, economici ed ambientali"

Continua a far discutere la programmata chiusura della tratta ferroviaria Tirano-Colico durante l'estate per una serie di interventi di manutenzione. Dopo le forti preoccupazioni espresse dai sindacati locali è la segretaria del circolo del Partito Democratico di Colico, Valentina Angelica Codurelli, ad esprimere i propri dubbi.

"Il PD Circolo di Colico condivide l’indignazione dei cittadini del lago e della Valtellina e dei sindacati che non ne possono più di questi voltafaccia recati ai danni della quotidianità dei pendolari e non solo. Ai vertici regionali questo però sembra non essere rilevante e degno di nota. Oltre ai sicuri disagi che colpiranno i pendolari vi saranno gravi danni alla già fragile viabilità lombarda" commenta Codurelli.  

Traffico pesante

L'aumentare del traffico su gomma preoccupa non poco. "Il rischio è che il traffico diventi pesante, soprattutto sul fronte del trasporto merci, sia lungo la statale 36 che la statale 38, come afferma anche Andrea Frangiamore, segretario generale della Filt Cgil Lecco e Sondrio. Questa grave situazione ferroviaria infatti non coinvolge solamente i pendolari ma anche l’economia turistica e non. Come conseguenza naturale ci sarà un maggior utilizzo del trasporto su gomma, creando così problemi di transito, sia in entrata che in uscita, delle merci, in un momento in cui l’approvvigionamento è complesso per via della situazione globale. La viabilità lombarda è già infatti molto fragile, basti pensare a come, ogni volta che, per un’incidente o un evento naturale, che colpisca sia la statale 36, sia la 38, il traffico viene paralizzato" continua la dem

Danni

"I danni alla viabilità saranno molti. La stima è di 120 corse autobus al giorno che per oltre due mesi intaseranno le strade, la superstrada 36, che collega Milano alla Valtellina, e la statale 38, senza contare poi i mezzi pesanti che dovranno trasportare i prodotti aziendali in sostituzione dei treni merci, con ricadute anche sull’ambiente oltre che sulla vita dei pendolari. Ai danni sulla viabilità ed economici vanno inoltre sommati i danni ambientali visto il certo incremento dell'inquinamento nelle zone dell'alto lago e della Valtellina. Dunque saranno diversi i danni ai quali Rfi dovrà dare risposta" prosegue la segretaria.

Infine un pensiero a Regione Lombardia, rea di non aver dato il giusto peso alla questione. "Una risposta la esigiamo anche dalla Regione, la quale, nonostante il PD, a qualsiasi livello, ha sempre segnalato le problematiche relative alla viabilità ferroviaria in Lombardia, queste non sono mai state seriamente prese in considerazione, e la scelta di effettuare degli interventi che vedono la chiusura di una linea importante per ben 75 giorni non fa altro che aggravare una situazione che era già ampiamente delicata, e a farne le spese saranno, in particolar modo, i pendolari". 

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