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Martedì, 4 Ottobre 2022
Politica Sondalo

Morelli presidio autonomo? Letizia Moratti sarebbe d'accordo

L'assessore al Welfare lombardo sarebbe in linea con le richieste dei sindaci dell'Alta Valle. Silvia Cavazzi (Bormio): "A fine luglio abbiamo ricevuto una lettera nella quale veniva caldeggiata la nostra soluzione di autonomia"

L'ipotesi formulata dai sindaci dell'Alta Valle di un "presidio autonomo" per l'ospedale "Eugenio Morelli" piacerebbe all'assessore regionale al Welfare, Letizia Moratti. A renderlo noto nei giorni scorsi è stato il sindaco di Bormio, Silvia Cavazzi, negli studi di TeleMonteneve, intervistata dalla direttrice Gloria Massera in un dibattito (a tratti acceso) a quattro con il sindaco livignasco Remo Galli ed i due rappresentanti del movimento “Rinascita Morelli Autonomo”, Ezio Trabucchi e Giuliano Pradella. 

"Come sindaci abbiamo lavorato per avere delle soluzioni. Ci è stata suggerita, perché più veloce e snella, l’idea di creare, all’interno dell’Asst Valtellina e Alto Lario, quello che può esser chiamato 'Distretto dell’Alta Valtellina'. Su questo percorso dobbiamo ancora incontrarci con Regione Lombardia ma, alla fine di luglio, abbiamo ricevuto una lettera dell’assessore regionale al Welfare, Letizia Moratti, nella quale veniva caldeggiata questa soluzione di autonomia con l’indicazione di una convocazione a breve di noi sindaci per incontrare la Direzione generale" ha dichiarato Silvia Cavazzi nella trasmissione della testata livignasca.

L'ipotesi avanzata dai primi cittadini del Bormiese, terreno di scontro con il movimento popolare, prevede l'istituzione di un “presidio autonomo di Sondalo, sia per la parte sanitaria che socio-sanitaria, dotato di autonomia funzionale, finanziaria, con risorse specificatamente assegnate, e con capacità programmatoria per quanto riguarda i servizi, le dotazioni organiche ivi compresa l’edilizia sanitaria, che avvenga mediante il coinvolgimento dei sindaci del territorio interessato". Una sorta di distretto capace di azioni autonome, "collocato" però all'interno della stessa Asst Valtellina e Alto Lario, seppur con un suo direttore generale. Una proposta lontana dalle altre due ipotesi in campo negli scorsi mesi: una fondazione pubblico-privato e la creazione di un'Asst ad hoc in Alta Valtellina, idea quest'ultima fortemente sostenuta dal movimento di Trabucchi, Pradella e Marchica.

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Una scelta divisiva, dettata da questioni di tempo come affermato dai sindaci di Bormio e Livigno, che ha però visto il favorevole accoglimento da parte del vicepresidente di Regione Lombardia. "Raccogliamo la vostra richiesta volta all’efficientamento e potenziamento del servizio sanitario dell’ospedale ‘Morelli’ di Sondalo. Richiamato quanto previsto nella recente legge regionale 22/2021, articolo 6, la sottoscrizione di accordi con università ed enti locali per favorire le professioni mediche sanitarie negli enti con sede in montane disagiate", è il contenuto della lettera regionale letta davanti alle telecamere dal sindaco di Bormio.

"Questa lettera per noi è un risultato importante. È chiaro che è solo l'inizio un percorso a cui dobbiamo lavorare, perché le convenzioni con le università aprono alla possibilità di avere gli specializzandi ma, soprattutto, richiamano al tema dell’area montana e dell’autonomia. È in questo senso che abbiamo bisogno di una guida, di un direttore dedicato con un budget dedicato, che vada a cercare i professionisti, li tuteli e li motivi. Questa è la giusta direzione, è il cammino che perseguiremo con i colleghi sindaci. Un ospedale è fatto di struttura fisica, di personale ed è fatto di organizzazione. Questi sono i tre punti su cui lavoreremo insieme a Regione Lombardia per dare una risposta concreta ai nostri cittadini", ha aggiunto il primo cittadino bormiese.

Visioni diverse

Di diversa opinione i rappresentanti del movimento “Rinascita Morelli Autonomo”. "I sindaci hanno in mano una letterina fatta da un assessorato che, da una parte prende in giro i sindaci, e dall’altra parte sta chiudendo parte dell’ospedale". "Non credete alle balle di Pavesi (direttore generale dell'assessorato al Welfare di Regione Lombardia, ndr) e Moratti scritte su quel pezzo di carta perché intanto loro stanno chiudendo l’ospedale Morelli" ha dichiarato Giuliano Pradella rivolgendosi ai sindaci presenti in studio. Dal canto suo, il sindaco di Livigno, Remo Galli, ha ripetutamente invitato i presenti all'unità di intenti: "Solo uniti possiamo tutelare i nostri cittadini".

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