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"Un manager per il territorio? Riflessione corretta, serve fare sintesi"

Il commento di Michele Diasio, assessore sondriese a Turismo e Sviluppo territoriale, dopo la proposta del viticoltore Davide Fasolini: "Serve un soggetto propositivo unico capace di fare sintesi tra le diverse esigenze del territorio"

La proposta di incaricare un manager per la gestione del territorio valtellinese e valchiavennasco, avanzata nei giorni scorsi dal viticoltore Davide Fasolini, ha stimolato una riflessione a livello locale. Proprio nelle giornate in cui si discute del futuro prossimo dell'ente provinciale, con la chiacchierata scelta del presidente Moretti di posticipare la chiamata alle urne con la conseguente esclusione di numerosissimi candidabili, piace l'idea di individuare "un caposquadra che coordini e che sappia dialogare con tutti gli enti".

"Quella di Fasolini è una riflessione corretta che, in qualche modo, è già stata fatta perchè il bisogno esiste nel nostro territorio. Trovo giusto pensare ad un 'cappello' sovraccomunale per valorizzare gli asset che caratterizzano la nostra provincia. Serve un soggetto, indipendentemente che sia una società o un singolo, che sappia fare sintesi delle diverse peculiarità della nostra valle con visione". È la visione di Michele Diasio, assessore al Turismo e alle Politiche per lo sviluppo territoriale della città di Sondrio.

Difficile pensare al futuro prossimo di Valtellina e Valchiavenna senza pronunciare la parola Olimpiadi. "La vera scommessa oggi è quella che sarà l'eredita post Giochi olimpici. Serve un soggetto propositivo unico che sappia fare sintesi tra le diverse esigenze del territorio per permettere a tutti di essere nella stessa condizione. E che sappia comunicare in maniera efficace perchè oggi la comunicazione è la chiave dello sviluppo", prosegue l'amministratore sondriese.

A differenza della proposta iniziale, Diasio pensa ad un soggetto che sappia dialogare con autorevolezza soprattutto nei tavoli di sviluppo e promozione del territorio. "Alcune 'partite' richiedono un'elevata competenza tecnico-giuridico-amministrativa tanto che è difficile immaginare ad una persona unica. Si pensi per esempio alle complessità nelle conferenze di servizio. Resta però il fatto che serve visione, magari con la virtuosa collaborazione tra pubblico e privato".

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