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Domenica, 25 Settembre 2022
Lieto fine / Sondalo

Il direttore generale di Asst Valtellina Saporito: "Michela potrà continuare le sue cure a Sondalo"

Lo stesso dirigente poi rassicura: "Il Morelli non chiuderà"

Il direttore generale di Asst Valtellina e Alto Lario Tommaso Saporito, attraverso una nota stampa, rassicura sulle sorti dell'ospedale Morelli di Sondalo, ma, soprattutto, prospetta una soluzione positiva al caso di Michela, la ragazza malata di sclerosi multipla che, dopo molti anni di cure proprio nel nosocomio sondalino, avrebbe dovuto spostarsi da settembre, per le sue infusioni con le flebo, a Sondrio. Questo non accadrà, come precisato proprio da Saporito

Lieto fine

"La presenza in servizio di due soli neurologi, sui tre in organico, sta creando difficoltà anche all'attività ambulatoriale svolta in favore dei malati di sclerosi multipla, circa 230 in tutta la provincia di Sondrio, che con regolarità devono essere sottoposti a speciali terapie. - sottolinea il direttore generale di Asst Valtellina e Alto Lario - Per una parte di essi, che assume farmaci monoclonali, la somministrazione deve avvenire in presenza di un neurologo. A Sondrio, dove vengono curati 180 pazienti, l'ambulatorio è aperto tutti i giorni per accogliere nel migliore dei modi i pazienti. A Sondalo, dove confluiscono i malati di sclerosi multipla dell'Alta Valle, una cinquantina in totale, di cui 5 curati con i farmaci monoclonali, esistono difficoltà oggettive a garantire la presenza di uno dei due neurologi in servizio, delle quali abbiamo discusso con gli stessi medici. Nel confronto interno, tra le diverse soluzioni emerse, era stato valutato lo spostamento dei pazienti a Sondrio, ma si trattava soltanto di una ipotesi, una delle tante, che incautamente è stata anticipata alla paziente, la quale si è giustamente allarmata. Ma questo non succederà, poiché abbiamo individuato una diversa organizzazione: la signora Michela e gli altri pazienti continueranno ad eseguire la speciale terapia per la sclerosi multipla a Sondalo".

Situazione diffusa

La carenza di personale, però, impatta non soltanto sulle cure per i malati di sclerosi multipla: "Le nostre strutture sanitarie e il personale hanno prodotto uno sforzo straordinario durante l'emergenza covid e successivamente con la campagna vaccinale: nella cura, nei controlli attraverso il sistema dei tamponi e nella prevenzione abbiamo dato prova di efficienza ed efficacia organizzativa. Terminata la fase emergenziale sono emerse le problematiche relative alla carenza di medici e di infermieri, un fenomeno, è bene ribadirlo, comune a tutta Italia, le cui cause sono strutturali e risalgono ad alcuni decenni orsono, prima fra tutte l'introduzione del numero chiuso per l'accesso alla facoltà di Medicina. - queste le parole di Saporito - Le zone montane, decentrate e più problematiche, sono ulteriormente penalizzate poiché gli specialisti scelgono innanzitutto di lavorare vicino ai luoghi di residenza e negli ospedali dei centri urbani che offrono maggiori opportunità dal punto di vista professionale. Ce ne rendiamo conto ogni qualvolta riceviamo le comunicazioni di mancata accettazione dell'incarico da parte dei medici che vincono i nostri concorsi, i quali scelgono altre sedi. Nonostante ciò, continuiamo a bandire concorsi per la ricerca di medici e infermieri, a confrontarci con le università per poter contare sugli specializzandi, a incaricare cooperative, a reclutare medici liberi professionisti o in pensione per sopperire alle carenze di organico. L'estate, come ci aspettavamo, è risultata essere la stagione peggiore poiché non riusciamo ad avere tutti i medici sempre in servizio. I cittadini devono sapere che il nostro personale sta dando prova di serietà, professionalità e dedizione al lavoro fuori dal comune: per il bene di pazienti e utenti si sta prodigando rinunciando a giorni di riposo e rendendosi disponibile a turni aggiuntivi. Ma c'è anche un problema legato alla sicurezza, dei medici e dei pazienti, che deve essere considerato, per questo motivo, su suggerimento dei medici, nelle ultime settimane ci siamo visti costretti, come Direzione generale, ad adottare provvedimenti di sospensione temporanea di alcuni servizi". 

Scelte ponderate

"Ai cittadini dobbiamo e vogliamo garantire le migliori cure e la migliore assistenza sanitaria, interventi in urgenza tempestivi ed efficaci. Se, per le ragioni sopra esposte, questo non è possibile negli ospedali di Sondrio, Sondalo e Chiavenna, non possiamo che rivolgerci altrove, come sta accadendo per la Stroke Unit, assicurando il trasporto in elicottero in un ospedale pronto ad accogliere e a curare i pazienti colpiti da ictus. - ha proseguito Saporito - È una situazione temporanea, poiché con l'autunno riusciremo ad avere in servizio altri medici neurologi. Si tratta di un servizio organizzato in modo diverso: una volta stabilizzati, i pazienti tornano a Sondrio per proseguire le cure. In questa situazione così difficile dobbiamo intervenire man mano che i problemi si presentano".

"Questa è la situazione reale: esistono delle difficoltà evidenti che siamo impegnati a superare. L'indirizzo della Regione Lombardia è di garantire la piena efficienza dell'Ospedale Morelli: come abbiamo più volte spiegato, la sospensione di alcuni servizi è determinata esclusivamente dalla carenza di personale e tali servizi saranno riattivati non appena riusciremo a reclutare i medici specialisti di cui necessitiamo. - così si conclude la nota stampa - Creare allarmismo non giova alla popolazione né soprattutto ai 960 dipendenti che con impegno garantiscono la piena efficienza dei servizi".

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