Polemica alla Bertacchi di Chiavenna, la maggioranza fa quadrato intorno a Martocchi

Il gruppo Vivi Chiavenna: «La minoranza ha ritenuto che la priorità fosse quella di strumentalizzare una vicenda scolastica per provare a attaccare l'amministrazione comunale, trasformandola in una questione politica»

Il gruppo 'Vivi Chiavenna'

Subito dopo le dimissioni dell'Assessore all'istruzione del comune di Chiavenna Lorenza Martocchi, la maggioranza comunale guidata dal Sindaco Luca Della Bitta ha voluto esprimere la sua vicinanza all'ex Assessore, ringraziandola per il suo operato e accusando la minoranza di aver strumentalizzato la polemica guidata da alcuni genitori nei confronti dell'Istituto Bertacchi.

«Stiamo parlando - si legge nel comunicato diramato dal gruppo 'Vivi Chiavenna' - di una vicenda che interessa la scuola, istituzione autonoma e indipendente, e che nulla ha a che vedere con le competenze e con le attività dell'Amministrazione Comunale, compreso il settore dell'istruzione. In questi giorni in cui siamo alle prese con un problema enorme e la preoccupazione di tutti è nel gestire l'emergenza nazionale legata al coronavirus, la minoranza ha ritenuto che la priorità fosse quella di strumentalizzare una vicenda scolastica per provare a attaccare l'amministrazione comunale, trasformandola in una questione politica».

«Ma stiamo ai fatti: 9 genitori su 146 degli alunni di classe prima media ritengono vi siano delle irregolarità e non vi sia uniformità nella composizione dei gruppi. Per questo motivo presentano un esposto alle autorità scolastiche, come giustamente previsto dal nostro ordinamento. In risposta a questo le autorità scolastiche si esprimono così:

“…In relazione alle problematiche sollevate da più parti riguardo alla correttezza delle operazioni di formazione delle classi prime della Scuola Secondaria di I grado “Bertacchi” di Chiavenna, questo Ufficio, attraverso una attenta istruttoria condotta di concerto con l’Ufficio Scolastico Regionale per la Lombardia - scrive il dirigente dell'UST di Sondrio - non ha rilevato alcuna irregolarità procedurale”.

Di fronte ad una risposta del genere, proprio in ragione del rispetto e della fiducia nelle istituzioni competenti, a partire dalla scuola, crediamo tutti si debba prendere atto di un'evidenza. Invece abbiamo assistito ad un susseguirsi di uscite a mezzo stampa che hanno avuto il risultato di mettere in dubbio le scelte fatte e la credibilità della scuola nel suo insieme e nei diversi livelli. Pare evidente dunque siamo di fronte ad una vicenda con risvolti di cattiveria personale e di strumentalizzazione politica da parte della minoranza». 

Polemica alla Bertacchi di Chiavenna, si dimette l'Assessore Martocchi

«Innanzitutto - si legge - ribadiamo il valore condiviso di rispetto dell'autonomia della scuola, della sua indipendenza, della necessità di dare fiducia alla realtà che si occupa dell'educazione dei nostri figli (ma in tutto questo percorso forse non si è considerato che si metteva a rischio, con il risalto mediatico, la serenità dei ragazzi...). Proprio in ragione di questo, balza subito all'occhio l'anomalia dei due consiglieri di minoranza Della Bella e Panzeri che da insegnanti, per uno scopo politico, non si fanno scrupoli a mettere in dubbio pubblicamente le scelte tecniche fatte dal loro livello scolastico provinciale e regionale. Questo non giova certamente all'obiettivo condiviso e credo sarà opportuno chiedere le necessarie verifiche a chi di dovere».

«Abbiamo letto una lettera di ex docenti dell'istituto e di altre scuole della città che hanno sentito il dovere di esprimere il loro punto di vista, pur non essendo operativi nella scuola (e quindi su quali elementi?), richiamando i valori di trasparenza, inclusione, correttezza e invitando a ridare fiducia alle istituzioni scolastiche. Talmente convinti di questi valori, in particolare della trasparenza, che non pubblicano i loro nomi e con una lettera, nella sostanza, mettono in discussione le capacità e le competenze dei loro colleghi attualmente in servizio presso la scuola Bertacchi»

«L’Assessore Martocchi ha comunicato già nei giorni scorsi la sua volontà di dimettersi. Non certo perché la vicenda abbia a che fare con l’operato dell’Amministrazione Comunale, come è evidente, e soprattutto non certo perché vi siano a suo carico riconoscimenti di errori. Anzi, le istituzioni scolastiche hanno detto chiaramente che il tutto è regolare. Ritiene, come anche noi, sia giusto ora fare giustizia verso chi davvero ha costruito un caso mediatico che non ha fatto certamente bene alla scuola ed ai ragazzi, oltre che alle persone direttamente coinvolte. Nelle sedi opportune, non sulla stampa, con le giuste conseguenze di ogni natura di chi si è reso protagonista. In questo percorso non vuole trascinare (essendo evidente che nulla ha a che fare l’attività comunale nella vicenda della formazione delle classi) il Comune di Chiavenna e l’Amministrazione Comunale. Con grande rammarico raccogliamo questa decisione e mettiamo in evidenza la scelta di massimo rispetto per le istituzioni».

«Il gruppo Vivi Chiavenna esprime convinto massima fiducia nella persona e nell’operato dell’Assessore Martocchi che in questi anni si è spesa come gli altri in questo difficile compito di amministrare, con particolare attenzione al mondo dell’istruzione. Solo a titolo esemplificativo ricordiamo alcuni risultati concreti di questi anni, grazie al lavoro condiviso. Siamo stati i primi in Italia, grazie al progetto aree interne, ad introdurre in tutti i livelli scolastici le lezioni con insegnante madrelingua, abbiamo portato a Chiavenna i due nuovi licei (sportivo e linguistico) che hanno visto numeri elevati di iscrizione da parte delle famiglie, costituito per la prima volta il fondo nel diritto allo studio per l’inclusione e per le famiglie degli alunni in difficolta. E ancora abbiamo creato la commissione mensa per coinvolgere i genitori nella gestione del servizio, avviato percorsi di costruzione di una città a misura di famiglia e bambini anche con l’organizzazione ogni anno di una giornata dedicata come il Giochiavenna, organizzato campus estivi per i ragazzi, promosso serate di formazione per genitori ed educatori e molto altro. Senza dimenticare l’attività dei progetti promossi nelle scuole, gli interventi di oltre un milione di euro sugli edifici scolastici. Non dimentichiamo la gestione della fase di grande criticità con i problemi del tetto della Scuola Pestalozzi che l’ha vista personalmente impegnata e che abbiamo risolto definitivamente in meno di un anno, gestendo senza disagi per i ragazzi la fase temporanea».

Piena fiducia e un sentito ringraziamento per l’impegno e l’attività profusa

«Ci auguriamo, come ricordato puntualmente dal Provveditore agli studi di Sondrio, che si spengano i riflettori mediatici e si torni a parlare nelle sedi opportune. E sia fatta giustizia come giustamente ora chiede l’assessore stesso nell’ambito della sua attività professionale, nei confronti di chicchessia. Per quanto ci riguarda siamo stati obbligati da parte di alcuni ad entrare in un tema che non è di competenza del comune e non interessa la sua attività. Rimaniamo convinti occorra che ciascuno, se vogliamo consegnare un mondo migliore ai nostri figli, torni a fare ciò che gli compete: il comune faccia il comune, la scuola faccia la scuola, i genitori facciano i genitori. Una volta era così… e forse conviene che si torni a pensarlo per i nostri bambini che crescono».

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«Resta il grande rammarico di come un tema di assoluto rilievo come la scuola, la formazione e l’educazione dei nostri ragazzi possa essere così duramente piegato ad altre logiche, non certo positive, per meri obiettivi personali e, per quanto ci riguarda, di naturale strumentalmente politica».

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