Politica

Italia-Svizzera, c'è un nuovo accordo sui frontalieri

L'approvazione unanime in Senato: ecco cosa prevede

Nuove norme per gli accordi tra Italia e Svizzera. Nella mattinata di oggi, primo febbraio, infatti, il Senato ha votato all'unanimità le nuove norme che regoleranno i rapporti tra lo stato italiano e la confederazione elvetica. Il nuovo accordo, già approvato da Berna, ora passa alla Camera per la definitiva approvazione. Dovrebbe entrare in vigore dal 2024. La riforma modifica la convenzione tra i due Paesi per evitare le doppie imposizioni e per regolare gli aspetti legati alle imposte sul reddito e sul patrimonio. Il nuovo accordo non si applicherà a chi è già frontaliere. Grande e bipartisan la soddisfazione tra i partiti politici.

"Merito di Fontana"

"Se oggi chiudiamo un accordo che migliorerà la condizione dei lavoratori transfrontalieri nelle aree di confine lo dobbiamo all'impegno di Regione Lombardia e del presidente Attilio Fontana", sono le prole di Massimiliano Romeo, presidente dei senatori della Lega. "La nostra priorità - sottolinea - resta la tutela delle zone di confine. Nel provvedimento che votiamo oggi la Lega ha proposto delle modifiche in questa direzione, quali l'aumento della Naspi - erogata per i primi 3 mesi sul parametro svizzero - e l'utilizzo del Fondo previsto da questa legge per gli assegni
integrativi dello stipendio dei lavoratori nei territori italiani di confine, per scongiurare la desertificazione produttiva di queste aree, dovuta alla maggiore competitività salariale dei territori oltre confine. Il voto di oggi è un primo segnale, che riflette la battaglia storica della Lega per l'istituzione delle Zes per le zone di confine, un'istanza che continueremo a portare avanti per tutelare quelle aree e renderle finalmente competitive, come abbiamo sempre fatto e continueremo a fare".

Del "premio di confine", pensato per far rimanere nelle zone di confine i lavoratori, aveva parlato anche il ministro all'Economia, Giancarlo Giorgetti, solo qualche giorno fa dalla Valtellina. "Rispetto al trattato originario, con un emendamento a prima firma Garavaglia, inseriamo per la prima volta una norma che prevede che i fondi che derivano dalla tassazione dei frontalieri restino nei territori dei Comuni di confine, in forma di assegno a sostegno dello stipendio degli italiani che lavorano nei nostri territori di confine. Nel passaggio alla Camera ci prefiggiamo anche di impegnare il governo a sostegno delle imprese, con regole che aprono la strada a una Zona Economica Speciale o una Zona Logistica Speciale, mettendo i territori nella condizione di essere finalmente competitivi a burocrazia zero, e scongiurando il problema della desertificazione economica", hanno spiegato i deputati leghisti Stefano Candiani ed Eugenio Zoffili.

"Giornata storica"

Soddisfazione anche tra le fila del Partito Democratico. Tra i primi a sottolineare pubblicamente il giusto senso delle nuove norme l'ossolano Enrico Borghi. "Si tratta indubbiamente di una giornata storica per i lavoratori frontalieri e per i territori di confine con la Svizzera. Il disegno di legge approvato inserisce per la prima volta nella legislazione italiana diritti e garanzie per i lavoratori frontalieri e per i territori di confine che fino a questo momento non erano sanciti, e la cui assenza dava luogo a problematiche di interpretazione fiscale".

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