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Lunedì, 27 Maggio 2024
Così non va

I lupi continuano indisturbati le predazioni, agli allevatori arrivano i verbali

La denuncia di Mario Pighetti e Michele Corti coordinatori dei comitati per la tutela delle persone e degli animali dai lupi

I rappresentanti dei comitati spontanei per la tutela delle persone e degli animali dai lupi hanno portato giovedì scorso all’attenzione della Commissione speciale sui grandi predatori del consiglio regionale la difficile situazione determinata dalla crescente presenza dei lupi in provincia di Sondrio.

Predazioni frequenti

Il giorno dopo è peraltro giunta notizia di nuove predazioni nel Parco dello Stelvio e domenica è stato consegnato un verbale con la sanzione per “pascolo vagante” all’allevatore che ha promosso in Alta Valtellina la raccolta firme per la tutela delle persone e degli animali dai lupi. La notte tra giovedì e venerdì scorso, presso l'agriturismo Ables di Santa Caterina (agriturismo con alloggio), a distanza di soli 150 metri dai fabbricati, una capra è stata sbranata. È stata denunciata la predazione e venerdì erano sul posto le guardie per gli accertamenti. Evidentemente si è trattato del ”lavoro” di più lupi.

Qualche giorno fa, nello stesso posto, era stata uccisa e divorata un altro capo dell'agriturismo Questo episodio, che conferma la presenza dei lupi nell’area del parco dello Stelvio, segue di pochi giorni l’annuncio da parte della vigilanza (cc forestali) di sanzioni agli allevatori che non custodiscono in modo continuativo il loro bestiame. Un annuncio preceduto, poco meno di un mese fa, da comunicazioni “irrituali” da parte del Parco (tramite messaggi whatsapp agli allevatori), in cui si citavano articoli del codice penale da applicare a coloro che “si ostinano” a tenere le capre e le pecore al pascolo senza essere presente costantemente o senza chiuderle nelle reti (che in alta montagna non possono consentire di pascolare ma al massimo possono essere utilizzate per la protezione notturna).

Alla richiesta al Parco di chiarimenti su queste comunicazioni da parte di Mario Pighetti (coordinatore dei Comitati della provincia di Sondrio) non si è avuta risposta. "Bisogna sapere che, sin da questa primavera, gli allevatori chiedevano di essere aiutati a poter custodire i propri animali (consentendo l'accesso con le moto ai pascoli, riattando le baite, adducendo l'acqua per le esigenze minime dei pastori) - sottolinea Mario Pighetti insieme a Michele Corti, anche lui coordinatore dei comitati -. Ma il Parco dello Stelvio aveva risposto picche. Per la "prevenzione" (delle predazioni da parte dei lupi) il Parco dello Stelvio può mettere a disposizione solo due reti elettrificate per allevatore (insufficienti a proteggere un gregge medio). Questo lo “sforzo” del progetto Life Wolf Alps, un progetto che spende milioni per la comunicazione mentre per la “prevenzione” (ACTION A2, che vede Ersaf e Parco dello Stelvio operare con gli ambientalisti dell’Associazione Eliante) ci sono briciole. Come se non bastasse, dopo aver pesantemente raccomandata l'adozione di cani da guardiania, il Parco, dopo le prime lamentele da parte di turisti e rifugisti, ha indotto a riportarseli a casa. Invece di aiutare alla prevenzione degli attacchi si preferisce forse far sparire gli animali dai pascoli a colpi di sanzioni per evitare che il lupo venga colpevolizzato, che gli allevatori si lamentino o pensino di torcergli un pelo?".

Tutte queste circostanze sono state fatte presenti giovedì 13 alla Commissione grandi predatori del Consiglio regionale dai Comitati. Questa Commissione è stata istituita per iniziativa del presidente della Commissione montagna del consiglio regionale, Giacomo Zamperini dopo l’incontro di Chiavenna del 17 giugno organizzato dalla Comunità Montana. La nuova Commissione si è riunita per la prima volta giovedì 13 luglio ascoltando a lungo i due esponenti dei comitati e ricevendo le firme raccolte in Valchiavenna (3840) a sostegno della petizione “No lupi nei paesi”. Ieri, all’allevatore che ha promosso la raccolta firme in Alta Valtellina, che in trent’anni di attività non ha mai ricevuto una sanzione per il pascolo, è stato consegnato il verbale con la sanzione per “pascolo vagante”. Cosa pensare?

"Ci si domanda se la “soluzione” al problema del lupo che pare venire avanti (consistente nel far sparire le capre e le pecore, usare metodi repressivi e non aiutare sul serio gli allevatori), veda d’accordo le amministrazioni comunali, la comunità montana, il consorzio di gestione del Parco, la Regione Lombardia o se essi intendano dissociarsi dalla linea che parrebbe essere quella adottata dal Parco, dall’Ersaf, dalla Polizia Provinciale, linea ispirata palesemente dalla parte animal-ambientalista, al di fuori di ogni principio di democrazia e di autogoverno locale - concludono Pighetti e Corti -. Per quanto riguarda la Regione il confronto è stato aperto e si è registrata la disponibilità, anche da parte della consigliera valchiavennasca Snider, presente all’audizione di giovedì, ad ascoltare le istanze degli allevatori e dei cittadini preoccupati della crescente presenza dei lupi sulle nostre montagne. Per gli altri enti sarebbe auspicabile una presa di posizione.

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