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scontro aperto / Sondalo

I sindaci dell'Alta Valle rispondono alle accuse del movimento

La replica dopo esser stati tacciati di tradimento: "Per portare a casa risultati servirebbe un territorio coeso, unito con determinazione verso l’obiettivo, invece assistiamo a perenni attacchi dai toni inaccettabili, a proclami che hanno unicamente l’obiettivo di dividere la gente dalle istituzioni locali"

Come un vero "botta e risposta" che si rispetti non si è fatta attendere la risposta dei sindaci del Bormiese al movimento “Rinascita Morelli Autonomo”. Dopo esser stati accusati di tradimento e scarsa determinazione per salvare le sorti dell'ospedale "Eugenio Morelli" di Sondalo, oltre che dell'intera sanità nell'Alta Valle, i primi cittadini hanno voluto fare delle puntualizzazioni attraverso una nota congiunta, non risparmiando alcune accuse personali.

"A fronte di tante strumentalizzazioni e verità travisate riteniamo doverose, a fronte delle ultime comunicazioni diramate dal movimento Rinascita Morelli Autonomo, alcune precisazioni. Non dovrebbero essere necessarie ricostruzioni storiche, ma forse per chi ha memoria corta diventano indispensabili. Sin dalla presentazione del Piano di riqualificazione della rete ospedaliera provinciale, redatto nel 2019 dal Politecnico di Milano, abbiamo anteposto la tutela della salute dei cittadini, schierandoci contro quel documento che sanciva  il ridimensionamento e depotenziamento del 'Morelli'. Lo abbiamo fatto anche con il prezioso contributo di una persona che oggi fa parte del movimento" hanno dichiarato i rappresentanti del popolo, facendo riferimento all'impegno del medico Giuliano Pradella durante le prime fasi della protesta.

"Durante l’emergenza covid-19, iniziata nel marzo 2020, periodo nel quale l’ospedale di Sondalo era stato destinato unicamente alla gestione della pandemia, arrestando in toto l’attività ambulatoriale e chirurgica, con il trasferimento presso l’Ospedale di Sondrio delle tre alte specialità, abbiamo intrapreso tutte le azioni necessarie a far sì che il Morelli tornasse ad essere, a pandemia rallentata, sede delle 3 alte specialità. Cosa poi avvenuta a partire dall’agosto 2021" hanno continuato i sindaci.

I problemi

Numerosi i problemi che affliggono la sanità locale. "Ormai da troppo tempo ci sono grandi criticità: attività chirurgica ridotta ai minimi termini, liste d’attesa inaccettabili, drammatica carenza di personale medico e infermieristico (in 3 anni si sono persi più di 100 medici e infermieri) che ha portato all’esternalizzazione di alcuni servizi che spesso danno risposte sanitarie carenti ed inadeguate, posti letto ridotti, servizi che, dopo l’emergenza covid, non hanno mai più ripreso la loro attività".   

La partita è delicata per i sindaci, convinti che vada giocata con concretezza in un continuo dialogo con la Regione. "Abbiamo portato a conoscenza di tutti le istituzioni competenti in materia i molteplici problemi che si riscontrano al Morelli e che hanno generato sfiducia e preoccupazione nella gente, come testimonia la raccolta delle oltre 21.000 firme, chiedendo in tutti modi di trovare delle soluzioni concrete in tempi brevi, con la convinzione che sia indispensabile anche il confronto con Regione Lombardia, che non significa giocare al ribasso bensì chiedere e pretendere soluzioni attuabili a garanzia dei cittadini di questo territorio. Tramite qualificati professionisti abbiamo lavorato ad un progetto che potesse valorizzare e rilanciare l’Ospedale Morelli, attraverso una gestione autonoma che passasse  dall’istituzione di una Fondazione pubblico-privata". 

Adesione al documento del movimento 

Se da una parte il dialogo con le autorità regionali non si è mai spento, dall'altra i sindaci di Sondalo, Valdisotto, Bormio, Valfurva, Valdidentro e Livigno avevano deciso di sottoscrivere il documento redatto dal movimento “Rinascita Morelli Autonomo” con l'obiettivo di ottenere la creazione di una nuova ASST Alta Valtellina. "Abbiamo condiviso i contenuti e le preoccupazioni espresse nel loro documento, nel quale si chiedeva, al pari nostro, l’autonomia del Morelli, tramite la costituzione di una ASST dell’Alta Valle. Ci siamo posti in maniera aperta per trovare soluzioni che, a prescindere dalla veste giuridica, non lasciassero a Regione la possibilità di negarci l’autonomia che vogliamo e pretendiamo.

"Tuttavia i tempi di realizzazione di tali proposte non sono immediati e per questo non possiamo lasciare il nostro ospedale in questa drammatica situazione. Non lo possiamo permettere. E ne siamo ben consapevoli". Da qui la scelta di richiedere da subito "una nuova governance dell’ospedale, con autonomia funzionale, finanziaria e programmatoria in base alle normative vigenti che sia di immediata attuazione" hanno aggiunto i sindaci nello spiegare il perchè della lettera inviata lo scorso 20 giugno a Regione Lombardia.  

La critica al movimento

"È ora che Regione Lombardia dia al territorio risposte chiare che vadano in questa direzione, deve prevedere sin da subito incentivi economici ai medici e creare un rilancio vero della sanità di montagna. Da sempre vogliamo che il 'Morelli' torni a essere un punto di riferimento non solo per il territorio, per tutta la Lombardia. Per portare a casa risultati servirebbe un territorio coeso, unito con determinazione verso l’obiettivo, invece assistiamo a perenni attacchi dai toni inaccettabili, a proclami che hanno unicamente l’obiettivo di dividere la gente dalle istituzioni locali. Noi sindaci continueremo a farci portavoce delle preoccupazioni della gente, perché tutti vogliamo una sanità che funzioni" hanno scritto chiaramente i primi cittadini.

Infine una stoccata (seppur senza nominarlo) al presidente del movimento, l'avvocato Ezio Trabucchi, già sindaco di Valdidentro per due mandati, dal 1997 al 2007. "Purtroppo, è doveroso rammentare che dopo la costituzione dell’azienda sanitaria unica, con la conseguente perdita dell’autonomia, è iniziato il ridimensionamento del 'Morelli'. Azione che risale agli inizi degli anni 2000, quando i sindaci attuali non c’erano, mentre qualcuno del movimento invece ricopriva ruoli istituzionali. In ogni caso, se qualcuno oggi ha deciso di fermarsi, noi continueremo a portare avanti questa battaglia, per la nostra gente". 

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