Sanità, la promessa della "Gente di Montagna": «Per salvare il Morelli arriveremo fino a Mattarella»

L'intervista al coordinatore del movimento di "resistenza civile" Andrea Terzaghi: «Regione Lombardia incapace di tutelare i cittadini. In moltissimi in Alta Valtellina iniziamo a sognare un futuro di unione con il Trentino-Alto Adige»

La "battaglia" in difesa dell'ospedale Morelli di Sondalo è più che mai accesa, nonostante la seconda ondata della pandemia da coronavirus. Non si rassegna la popolazione dell'Alta Valle all'idea che il nosocomio sondalino possa subire "ridimensionamenti" come previsto dal piano redatto dal Politecnico di Milano su richiesta di Regione Lombardia. Tra i soggetti che, oramai da settimane, hanno deciso di mettere anima e corpo a tutela del diritto alla sanità dei cittadini del Bormiese, e non solo, c'è il 28enne sondalino Andrea Terzaghi, coordinatore del gruppo "Gente di Montagna".

Andrea Terzaghi, chi è la "Gente di Montagna"?
«"Gente di Montagna" è la gente di montagna; è il popolo che unito e deciso reclama il proprio diritto alla salute ancor prima di quello alla Sanità di Montagna».

Quale è l’obbiettivo del gruppo Gente di Montagna?
«L’obiettivo del gruppo "Gente di Montagna" è quello di fare resistenza civile ad oltranza per scongiurare la chiusura dei presidi ospedalieri di Montagna, a partire dal Morelli».

Dopo il battage social, con l’invio sistematico di messaggi preoccupati per il futuro dell’ospedale Morelli di Sondalo a diversi politici, quali saranno le prossime azioni che avete in programma?
«Le prossime azioni saranno coerenti con quelle già effettuate: mineremo piano piano tutte le colonne portanti del famigerato piano politico ai danni del Morelli e della Gente di Montagna. Colpiremo tutti i pilastri che sorreggono il farlocco castello politico fatto di menzogne. I colpi sferrati al Politecnico sono solo i primi, non molleremo finché il Politecnico non avrà ritirato il piano. I politici lombardi ci sentiranno fino al ripristino del Morelli. Arriveremo fino al presidente della Repubblica con azioni che incrementeranno sia in intensità che in gravità. Unico limite: quello della non-violenza».

Dal vostro punto di vista, in quale condizioni versa oggi l’ospedale Morelli di Sondalo?
«L’ospedale Morelli è nella fase conclusiva dello sciagurato piano politico che ne vuole decretare la chiusura, ad unico vantaggio della sanità privata cittadina, che ha fame di posti letto dati gli incredibili ritorni economici che ne conseguono».

Lo scontro tra sindaci dell’Alta Valle e comitato pro-Morelli pare sempre più evidente, dove si colloca in questa contrapposizione il gruppo "Gente di Montagna"?
«Il gruppo "Gente di Montagna" ha un’idea chiara: questa battaglia si vince solo uniti. La gente chiede questo: chiarezza, unità, trasparenza, unione di intenti. Auspichiamo, ed anzi promuoviamo, la più stretta collaborazione fra tutti gli attori in gioco, ivi compresi Comitato e Sindaci. Siamo certi la confusione attuale sia solamente il frutto di una concitazione momentanea».

Dopo più di un anno di trattative, scontri ed incontri, i sindaci del Bormiese hanno deciso di interrompere ogni tipo di interlocuzione con Regione Lombardia in ambito di sanità. Cosa ne pensa?
«I Sindaci hanno interrotto il dialogo con Regione Lombardia, data la sua totale incapacità di tutelare i cittadini e gestire le risorse in maniera adeguata. La "Gente di Montagna" non solo supporta appieno questa presa di posizione, ma si unisce simbolicamente ai Sindaci sottoscrivendo la loro lettera e mettendo in campo un’altra iniziativa di resistentia civile. Alcuni cittadini esporranno dalle loro case la bandiera di Regione Lombardia, però a mezz’asta. Questo per esprimere simbolicamente la nostra rottura del dialogo con una regione che non ci tutela ed, in questo momento, non ci rappresenta. Pare addirittura che, presi dallo sconforto, moltissimi in Alta Valtellina stiamo iniziano a sognare un futuro di unione con il Trentino-Alto Adige, al posto che con la Lombardia. Presto lanceremo un sondaggio statistico per valutare se tali sensazioni corrispondano al vero. Così fosse, Regione Lombardia dovrà farsi un bel esame di coscienza».

Chi è Andrea Terzaghi e perché ha deciso di mettersi in gioco?
«Andrea Terzaghi è solo sono dei tanti giovani montanari sognatori ed un pò idealisti che hanno deciso di opporsi allo sciagurato piano sanitario in atto. Il gruppo di attivisti è in rapida crescita e ormai ci sono decine di persone che come lui hanno deciso di dire "basta" ai soprusi che da anni subiamo in provincia di Sondrio come nelle altre province periferiche lombarde».

Come finirà questa “battaglia”?
«Il risultato della battaglia dipenderà dalle nostre scelte. I nemici più grandi contro cui combattiamo sono la paura, l’omertà, e la rassegnazione di dipendenti, pazienti e familiari dell’Ospedale Morelli. Se sapremo vincere questi sentimenti negativi e tenebrosi, allora non c’è dubbio, vinceremo. La responsabilità è collettiva ma anzitutto singola e di ciascuno di noi. A noi la scelta. È fondamentale che chiunque voglia unirsi in questa battaglia, lo faccia inviandoci un Whatsapp con il proprio nome al 351 98 46 178. Abbiamo bisogno di tutti, davvero di tutti, per portare a termine questa sacrosanta battaglia».

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