Nella gara del cuore

Adamello Ultra Trail: a trionfare è un atleta valtellinese

Alla quinta partecipazione Daniele Nava ha primeggiato in quella che lui stesso ha definito "la gara del cuore"

Daniele Nava, atleta valtellinese classe 1987, ha vinto la nona edizione dell’Adamello Ultra Trail, completando in 28 ore, 7 minuti e 30 secondi i 170 chilometri del percorso, con un dislivello di 11.500 metri. Alle sue spalle si sono piazzati il vicentino Alessio Zambon, secondo in 30:19:27, e il trentino Christian Springhetti in 30:24:39.

Nell'ultra distanza, Nava ha preso il via da Vezza d’Oglio - storica sede di partenza e d’arrivo dell’Adamello Ultra Trail - alle 9 di mattina di venerdì, l’inizio di un weekend di tempo splendido, dopo che il brutto tempo della settimana precedente aveva costretto l’organizzazione a posticipare l’evento. Per Nava la vittoria sulla massima distanza dell’Adamello Ultra Trail è il miglior risultato in carriera, oltre che un traguardo inseguito da tempo. La sua prima partecipazione fu infatti nel 2018: già allora Nava scelse, come sempre quando si presenta a Vezza d’Oglio, di competere sulla massima distanza.

In quel primo approccio agonistico con le montagne del comprensorio Pontedilegno-Tonale, Nava terminò al diciottesimo posto, con un tempo di poco superiore alle 40 ore. Nelle sue tre successive partecipazioni Nava era arrivato settimo, sesto e quarto (un anno fa, con un tempo di 28 ore e 57 minuti). Nel giugno di quest’anno l’ultrarunner di Tirano, in provincia di Sondrio, era stato invece vincitore nella DoppiaW Ultra di Villa di Tirano.

Nava sì è mantenuto nelle prime posizioni per tutta la prima giornata di gara, segnata dall’alto ritmo di testa imposto dal francese Pierre Augrit, che verso il tramonto era transitato in vantaggio dal Passo dei Contrabbandieri, che a 2.681 metri di altitudine è il punto più alto toccato dall'Adamello Ultra Trail.

Poco dopo l’una di notte Augrit, il cui vantaggio massimo era stato superiore alla mezz’ora, si è fermato per il riposo notturno in località Pontagna, in una delle basi vita poste lungo il percorso. Qui, a circa 100 chilometri dalla partenza, Augrit è arrivato poco prima di Nava, il quale si è fermato molto meno del francese, così da avvantaggiarsi, da grande passista notturno, prima dell’alba.

Augrit si è poi ritirato nella prima mattinata, come già aveva dovuto fare un anno fa, anche allora dopo una prima parte di gara condotta in prima posizione. Nella mattina di sabato Nava ha invece amministrato il suo vantaggio, nonostante un passo comprensibilmente più affaticato.

"È la gara del cuore, non ci credevo nemmeno io e ancora devo rendermene conto. Vincere questa gara è stato a lungo un sogno nel cassetto e finalmente ce l’ho fatta. La prima parte di gara l’ho sofferta, ma so che mi trovo sempre bene a correre durante la notte, ed è stato così anche questa volta - ha commentato il vincitore -. A Pontagna ci siamo salutati con Augrit, ma si capiva che lui ormai non stava bene. Queste montagne sono splendide e vissute da gente straordinaria. Ringrazio tutti i volontari, perché con una parola o uno sguardo riescono ad accogliere e coccolare i concorrenti: la mia dedica è per loro".

Alle spalle di Nava, un lungo testa a testa ha premiato Alessio Zambon, atleta La Sportiva, in grado di imporsi su Christian Springhetti, arrivato ad una manciata di minuti dall'argento. 

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