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Sondrio, la minoranza attacca: "Lo spreco di denaro non potrà mai essere avallato dai nostri gruppi"

A scatenare la polemica il mancato rinvio di un consiglio comunale

Minoranza del Consiglio comunale di Sondrio sul piede di guerra dopo che la richiesta di rimandare la seduta di venerdì 27 gennaio è stata respinta. Nelle motivazioni portate avanti dalla minoranza per rimandare la seduta, si legge nel comunicato diramato in queste ore, "una bozza di ordine del giorno tanto scarna". 

"Questa volta - si legge ancora - ci era parso opportuno non mettere in moto la macchina (e i relativi costi) per una singola delibera di poca ampiezza e assolutamente rinviabile, che ci vede peraltro concordi".

Ma ecco qui di seguito quanto scritto - integralmente - nel comunicato firmato dai gruppi di Minoranza.

"La politica deve essere sempre al servizio dei cittadini. Mai dovrebbe venire meno a questa esigenza ed essere necessaria solo a se stessa.

Venerdì 27 gennaio si svolgerà un consiglio comunale con un unico punto all’ordine del giorno, l’approvazione di una piccola variante ad un Piano Attuativo. A fronte di una bozza di ordine del giorno tanto scarna, i gruppi di minoranza avevano deciso di rinviare al prossimo consiglio di febbraio la presentazione di una serie di mozioni e interrogazioni e di chiedere in conferenza dei capigruppo il rinvio della seduta.

Premessa doverosa: nel corso di questa consiliatura abbiamo abbondantemente riempito di contenuti svariate sedute di Consiglio in cui la maggioranza non aveva saputo proporre altro che adempimenti obbligatori e ratifiche di delibere di giunta. Questa volta ci era parso opportuno non mettere in moto la macchina (e i relativi costi) per una singola delibera di poca ampiezza e assolutamente rinviabile, che ci vede peraltro concordi.

Eravamo convinti che la maggioranza, vista la propria ormai cronica inadeguatezza ed incapacità di valorizzare e riempire di contenuti le sedute consiliari, avesse almeno il buon senso di accorpare la piccola variante in proposta agli argomenti del mese successivo. Questo avrebbe comportato un risparmio economico ed una razionalizzazione delle attività. Hanno invece preferito (pur con alcuni distinguo) tirare dritto e convocare un Consiglio Comunale che avrà presumibilmente una durata di 15 minuti. A questo punto sorgono spontanee due considerazioni.

Primo: grave che una maggioranza di un capoluogo di provincia non sia in grado di produrre degli atti di indirizzo tali da giustificare lo svolgimento del consiglio comunale. In più occasioni ci siamo trovati di fronte a situazioni imbarazzanti in cui la maggior parte dei lavori di consiglio derivavano da iniziative della minoranza.

Secondo: quando non si ha la capacità, o la voglia, o la compattezza (le crepe si vedono, anche in questa circostanza...) per esprimere un chiaro indirizzo politico- amministrativo, bisognerebbe avere l’acume e l’accortezza di limitarsi all’ordinario GRAVANDO IL MENO POSSIBILE SULLE TASCHE DEI CITTADINI, che con il pagamento delle imposte comunali contribuiscono anche ai costi di funzionamento dell’Ente.

Lo spreco di denaro del Comune, poco o tanto che sia, non può e non potrà mai essere avallato dai nostri gruppi. Alla luce di tutto questo, la seduta del 27 gennaio appare come un rito vuoto autoreferenziale, non certo un esempio di buona amministrazione".

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