Giovedì, 21 Ottobre 2021
Economia Talamona

Baker Hughes, l'innovazione passa da Talamona

Lo stabilimento valtellinese opera nella filiera internazionale delle turbomacchine producendo componenti per turbine a gas e vapore, compressori alternativi e centrifughi. "Fiori all'occhiello" la stampa 3D ed il rivestimento dei metalli. Le foto del sito produttivo

C'è una Valtellina nascosta ai più che quotidianamente con passione, tra esperienza ed innovazione, produce beni e conoscenza. Una Valtellina, spesso nascosta dentro muri anonimi di capannoni, fortemente tecnologica. Ne è un esempio la Baker Hughes (Nuovo Pignone) di Talamona, centro di eccellenza per la produzione di componenti ad altissima tecnologia per turbine a gas e vapore, oltre che per l’apposizione di rivestimenti superficiali (coating) per la protezione dei metalli.

Un sito di produzione, con una superficie di 35.000 metri quadrati, organizzato su 7 differenti linee di produzione, che vede l'impiego, su tre turni, di oltre 300 lavoratori tra assunti ed esterni (di cui il 12% donne), per un totale di 440.000 ore macchina a livello annuale. Oggi la direzione è in capo alla viareggina Teresa Pucci, da luglio anche vicepresidente del settore metalmeccanico di Confindustria Lecco e Sondrio.

Stabilimento Baker Hughes Talamona - 7-2

Completamente integrato nella filiera nazionale e globale delle turbomacchine di Baker Hughes, che ha sede a Firenze, lo stabilimento talamonese copre il 100% delle componenti ‘fondamentali’ delle turbine a gas, come pale, ugelli e bruciatori di camera di combustione, producendo altresì parti strategiche di compressori alternativi, compressori centrifughi e turbine a vapore. La produzione vede il supporto consistente di tecnologie di stampa 3D (additive manufacturing) e di robotica. 

Nel solo 2020 da Talamona sono stati emessi ordini  nei confronti di aziende della Lombardia per circa 15 milioni di euro, mentre l’impatto sull’economia locale (PMI della provincia di Sondrio) è di circa 3 milioni di euro

La storia

Inaugurato negli anni Sessanta, lo stabilimento si è ampliato nel 2013 con l’inaugurazione di due nuove linee di produzione, dedicate alla realizzazione di diaframmi e scatole premistoppa, componenti ad alta tecnologia per compressori destinati ad impianti di estrazione e liquefazione del gas in tutto il mondo.  Ma è in tempi ancor più recenti che il polo di Talamona si è consacrato centro nazionale di innovazione tecnologica, diventando una vera e propria boutique dell’innovazione in grado di produrre componenti ad alto valore aggiunto all’insegna della tecnologia e dell’automazione.

Nel 2016, infatti, grazie a un investimento complessivo per macchinari e risorse di circa 10 milioni di euro, sono state aggiunte due linee di produzione di parti calde delle turbine a gas (ugelli e bruciatori). In particolare, sono state installate tecnologie all’avanguardia di additive manufacturing – unione stratificata di materiali, attraverso la stampa 3D, per la fabbricazione di oggetti – che consentono notevoli vantaggi in termini di progettazione integrata, abbattimento di costi e tempi di produzione, e in termini di precisione e velocità di realizzazione di micro-componenti e di automatizzazione della produzione, con robot antropomorfi che svolgono le lavorazioni in completa autonomia sotto il controllo e la supervisione umana.

A luglio 2019, grazie a un investimento ulteriore di 5,5 milioni di euro, Baker Hughes ha inaugurato a Talamona una nuova linea produttiva per la realizzazione di rivestimenti superficiali (“coating”) per componenti delle turbine a gas già prodotte all’interno del sito valtellinese. Si tratta di una lavorazione altamente specializzata, dapprima svolta da partner esterni al di fuori dell’Italia.

Sfide future

"Il nostro obbiettivo è quello di abbattere l'impatto ambientale. Puntiamo a dimezzare le emissioni di CO2 entro il 2030 e arrivare alle 'zero emission' entro il 2050" ha dichiarato la manager di Baker Hughes. A tal proposito, sui tetti dello stabilimento di Talamona è stato installato un impianto fotovoltaico da 714 kWp, per un totale di 2.268 pannelli solari, capace di far risparmiare il 12,4% dei consumi energetici, con la mancata emissione di 311 tonnellate di CO2.

In tutti i 7 stabilimenti Baker Hughes in Italia sono state intraprese diverse azioni innovative nel campo delle nuove frontiere energetiche, come l’idrogeno e la CCUS, la cattura, utilizzo e stoccaggio della CO2 (in inglese Carbon Capture Utilisation and Storage). A tal propostito, lo stabilimento di Talamona, considerato un hub strategico per progetti di ricerca e sviluppo sull’Energy Transition, ha già avviato una collaborazione con il Politecnico di Milano, Polo territoriale di Lecco.

Rapporto con il territorio

Sempre in ambito scolastico, nelle prossime settimane inizieranno dei percorsi di formazione, inerenti a 'Industria 4.0' ed 'Energy Transition', rivolti agli studenti degli istituti superiori ITS "Romegialli" di Morbegno e IS "Enea Mattei" di Sondrio. 

Molto importante per il management i rapporti con il territorio, anche in ambito sociale, attraverso collaborazioni con associazioni non profit ed enti territoriali. Ad esempio, è in programma la pulizia del verde Pubblico in partnership con Comune Talamona organizzata per sabato 25 settembre. In calendario anche la "Talamona Baker Hughes Diversity, Equity and Inclusion Run", una corsa non competitiva benefica organizzata in collaborazione con l’associazione Dappertutto, dedita alla costruzione di aree verdi inclusive per disabili. L’introito verrà totalmente devoluto per la costruzione di "un'area protetta".

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