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Martedì, 27 Febbraio 2024
Economia

Innovazione e progetti con i privati, Secam guarda avanti e chiede il sostegno dei soci

All'ordine del giorno dell'assemblea un nuovo depuratore, un "hub fanghi", la liquidazione di Sea, il cambio della flotta, la nuova gestione dei fontanelli e l'aumento di capitale. Ecco come è andata

È nell'ottica di un rilancio economico e operativo che, nel pomeriggio di mercoledì 6 dicembre, si è tenuta l'assemblea ordinaria dei soci di Secam, la multiutility di proprietà delle istituzioni della provincia di Sondrio, responsabile della raccolta e smaltimento dei rifiuti e della gestione del servizio idrico. Dopo le polemiche dei giorni scorsi, con l'accusa da parte del "Coordinamento Acqua Pubblica della Provincia di Sondrio" di scarsa trasparenza per la mancata condivisione dei documenti necessari per un'analisi dei punti all'ordine del giorno, il presidente di Secam, Raffaele Pini, ha voluto nuovamente mettere in chiaro le cose: "Ci piace venire in assemblea (a cui il Comitato Acque è stato invitato come uditore, ndr) e poter rappresentare i progetti che sono sulla linea di partenza, non preconfezionati, quelli che solo con la collaborazione dei soci potremo portare a termine".

Quattro sono i punti all'ordine del giorno. Innanzitutto, l'illustrazione della situazione economico-finanziaria della società controllata SEA Srl (Servizi Ecologici Ambientali), nata per gestire i contratti dei trasportatori ed oggi, per questioni di varia ragione, inattiva. Una "scatola vuota", come è stata definita dal management di Secam, con costi fissi di gestione stimabili in circa 80 mila euro. Un costo che, nella logica di ottimizzazione perseguita dalla società sotto la guida del direttore finanziario Andrea Portolani, non ha più senso di esistere. Ai soci, quindi ai Comuni, è stato chiesto di valutare la dismissione di SEA che dovrà, come previsto dal Testo Unico sulle Società Partecipate, necessariamente "passare" dai Consigli comunali.

Depuratori e fanghi

Successivamente all'assemblea sono state presentate tre proposte di partenariato pubblico-privato ricevute da Secam. La più importante è certamente quella relativa all'affidamento della costruzione di due nuovi impianti, per un importo totale di almeno 70 milioni di euro: uno a Samolaco ed uno a Rogolo. In Valchiavenna verrebbe costruito un nuovo depuratore a tecnologia tradizionale, in sostituzione di quelli di Mese, Gordona e Samolaco. Contestualmente verrebbe realizzato un nuovo collettamento fognario, lungo 9 chilometri, per veicolare i reflui fognari al nuovo impianto di depurazione. Nel Morbegnese, invece, verrebbe istituito un nuovo "hub fanghi", utile per la gestione degli scarti di tutti i depuratori di Valtellina e Valchiavenna tramite trattamento di idrolisi termica.

Un intervento strategico, al di là dell'offerta ricevuta, se si pensa che ad oggi Secam spende 3 milioni di euro all'anno per smaltire i propri fanghi dei suoi depuratori. A Rogolo, infine, verrebbero riqualificate le già esistenti linee acqua e fango. Ad avanzare la proposta di project financing sono le società A2A Ciclo Idrico, controllata dall'omonima A2A e gestrice del sistema idrico integrato del comune di Brescia e di parte della provincia bresciana, e la parmense Pizzarotti Costruzioni. Come spiegato da Tullio Monti, amministratore delegato di A2A Ciclo Idrico, la proposta prevede la costituzione di una società di progetto con una durata di 20 anni. La convenzione di concessione avrà inizio nel 2025, anno di fine lavori, e terminerà nel 2044. Una proposta che permetterebbe di fare quegli investimenti necessari che, ad oggi, Secam non è in grado di realizzare per colpa della sua precaria stabilità economica.

"I soci ci potrebbero aiutare a sostenere gli investimenti, a tal proposito l'interlocuzione con la Provincia va avanti (il riferimento è ai soldi Aqst promessi da Palazzo Muzio, ndr), ma al contempo abbiamo la necessità, per fare un intervento importante, di guardare anche ad altre forme di finanziamenti. Il partenariato pubblico-privato, cioè una forma di collaborazione di lunga durata che permette di allocare il rischio di costruzione, di gestione e di remunerazione sul privato, permette a una società come Secam di fare un'operazione senza intaccare il bilancio. Questa formula è allettante, sapendo quanta poca credibilità abbiamo nelle banche per poter ancora far fronte ad ulteriori investimenti. Vedere dell'interesse del privato rispetto alla nostra società ci ha confortato. Ciò ci fa sentire credibili ed affidabili", ha rimarcato Pini.

"In assenza di credibilità interna, nei soci e nella Provincia, abbiamo fuori dalla nostra porta dei privati che investirebbero tranquillamente, dietro valutazione di tipo economico-finanziario, centinaia di milioni di euro in Secam. Questo è l'aspetto più interessante che ci lascia tranquilli. Siamo un po' stufi di sentire la preoccupazione da parte dei soci rispetto a una situazione economica-finanziaria che ormai si è allineata. È bene che rispetto a questa società ci sia quella fiducia che in tutte le assemblee ho cercato di richiedere ai soci: fiducia nell'investire, fiducia nel corrispondere gli importi dovuti, fiducia di finanziare la società. È ora di smetterla di parlare di commissariamento e di procedure pre fallimentari. Queste dicerie fanno male. Le società private che in Secam ritengono ancora di poter investire significativamente sono un'evidente garanzia", ha proseguito il presidente della multiutility.

Per il sindaco di Sondrio, Marco Scaramellini, il project financing è un ottimo strumento perché trasferisce il rischio sul privato, evitando al pubblico ulteriore indebitamento. Davide Trussoni, presidente della Comunità Montana di Chiavenna, pur condividendo il valore del project financing ha espresso preoccupazione per il possibile innalzamento delle tariffe. Dal canto suo, invece, il sindaco di Piuro, Omar Iacomella, si è detto molto perplesso della scelta dei partner visto che molti Comuni della provincia di Sondrio hanno dei contenziosi ancora in essere con A2A sul tema dell'idroelettrico. Franco Spada, primo cittadino di Tirano, ha rimarcato come negli anni i Comuni abbiano "dato" a Secam numerosi validi professionisti ed ora, "appoggiandosi" al privati, si rischia di far diventare la società un mero braccio amministrativo. Pur non essendo previsto voto vincolante, il CdA di Secam, dopo la presentazione del progetto di project financing, ha chiesto un mandato informale ai soci per continuare nel dialogo con A2A Ciclo Idrico e Pizzarotti e proseguire nell'iter che condurrà ad una gara pubblica. Nessun sindaco si è opposto alla richiesta, solo quello di Montagna in Valtellina, Barbara Bianchini, ha chiesto di non partecipare al voto non avendo ricevuto in tempo i documenti della proposta per analizzarli con scrupolo.

Aggiornamento flotta aziendale

Analogamente a quanto detto prima, durante l'assemblea si è parlato anche dei progetti di partecipazione giunti in materia di mobilità sostenibile e transizione ecologica. Oggi la flotta di Secam, che consta di 257 mezzi, ha complessivamente percorso 46 milioni di chilometri. Un numero elevato quest'ultimo che spinge a una riflessione sulla sostituzione dei veicoli. In tal senso, le proposte giunte nella sede di via Vanoni mirano a innovare il parco mezzi. L'altotesina Transphorma Srl ha proposto l'introduzione di alcuni mezzi elettrici, al fine di agevolare la transizione energetica, mentre la società VRENT ha avanzato un "project" di servizi per la fornitura/gestione di tutta la flotta Secam. Ciò comporterebbe la vendita dei mezzi vecchi e, grazie ai fondi acquisiti, l'avvio del progetto di raccolta di rifiuti "umidi" Differenziamoci su tutta la provincia di Sondrio (ad oggi partito solo nel comune di Albosaggia per mancanza di fondi). Anche in questo caso Secam ha chiesto ed ottenuto un mandato "informale" dai suoi soci.

Fontanelli e ingombranti

Successivamente in assemblea il CdA di Secam, forte del vento di fiducia che spira attorno alla società, ha avanzato la richiesta di rafforzamento patrimoniale rivolgendosi direttamente ai soci per un aumento di capitale. Stando alle risposte ottenute, i tempi non sono ancora maturi per valutare forme di autofinanziamento dei soci. Poi l'architetto Francesco Di Clemente ha presentato i lavori di ammodernamento dell'impianto di trattamento dei rifiuti "ingombranti" in partenza con il 2024. Grazie a fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) nell'impianto di Cedrasco verrà innovata l'area per la selezione e lo smistamento, oggetto di un grosso incendio nel novembre del 2022, con l'obiettivo di raggiungere gli standard minimi di riciclo previsti dalle normative comunitarie. Infine l’amministratore delegato di Secam, Nicola Peregrini, ha annunciato la novità dell'acqua a pagamento nelle "case dell'acqua", la cosiddetta "acqua del sindaco". Dal 15 gennaio sarà possibile prelevare acqua nei fontanelli solo previo il pagamento di una tessera di valenza provinciale dal costo di 24 euro all'anno (a cui si aggiungono 6 euro per il costo della tessera).

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