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Concessioni idroelettriche: basta proroghe e niente accordi sottobanco

La netta presa di posizione del coordinamento per il grande idroelettrico dell'arco alpino e appennino

Il Coordinamento per il Grande Idroelettrico dell’arco Alpino e Appennino ha inviato un appello, per contrastare con decisione ogni proposta di proroga delle grandi concessioni idroelettriche sia alle competenti istituzioni italiane ed europee, sia agli esponenti politici di Forza Italia e Fratelli d’Italia, i due partiti che, con dichiarazioni di ministri in carica ed emendamenti parlamentari, si erano esposti a favore dei concessionari uscenti e contro gli interessi del territorio e delle comunità montane che ospitano le centrali idroelettriche.

"Valutiamo positivamente il rinvio dell’esame del DL Energia deciso dal Consiglio dei Ministri se serve realmente ad aprire il mercato ed effettuare i bandi di gara per il rinnovo delle concessioni. In questo rinvio c’è un rischio da non sottovalutare  - sottolineano gli esponenti del coordinamento. Così il Governo prende tempo rispetto alle difficoltà interne alla maggioranza e crea le condizioni per evitare i bandi di gara attraverso l’introduzione di una nuova e quarta opzione attivabile dalle Regioni con la possibilità di una trattativa con i concessionari uscenti per definire una nuova concessione. In sintesi ci si mette d’accordo per garantire lo status quo e i privilegi evitando le gare pubbliche. L’esultanza della Lombardia rispetto a questa opzione è alquanto sospetta. Da sempre sosteniamo che le proroghe, notoriamente illegittime sia per il diritto italiano sia per quello comunitario, come sentenziato rispettivamente dalla Corte Costituzionale e dalla Corte di Giustizia Europea, non porterebbero affatto, come si vuol fare credere, a un piano di ammodernamento degli obsoleti impianti idroelettrici italiani. Al contrario, come già verificato in passato, le proroghe sarebbero immediatamente oggetto di ricorso, con tempi per le sentenze e conseguente paralisi del settore e blocco dei bandi per i rinnovi e per ammodernamento/efficientamento degli impianti".

"Paralisi a tutto vantaggio dei concessionari uscenti, che continuerebbero a lucrare la rendita idroelettrica, senza investire e senza alcuna ricaduta positiva per il territorio. Stessa cosa avverrebbe con l’opzione che il Governo vorrebbe introdurre con gli accordi con i concessionari uscenti. Inoltre, la proroga delle concessioni vanifica uno degli impegni, in tema di concorrenza, che l’Italia ha assunto con il PNRR con il rischio di vedersi bloccare dalla CE le future rate del Recovery Fund e addirittura di dover restituire i fondi già ricevuti. Ciò si sommerebbe al mancato avvio degli investimenti privati che i vincitori delle gare dovrebbero attivare (e si parla di miliardi di euro senza oneri per lo Stato) con ovvie ripercussioni sull’indotto industriale, oltre al danno per la reputazione del sistema paese. Al comitato interessa la battaglia per una gestione sostenibile dell’idroelettrico in favore delle comunità locali e attenta ai cambiamenti climatici. Dov’è finito l’obiettivo della transizione energetica e della sostenibilità ambientale?"

"Il Comitato, che raggruppa e rappresenta i cittadini delle otto regioni italiane dove è maggiore la produzione idroelettrica, ha richiesto con forza che si proceda con le gare, niente accordi sottobanco, in particolare utilizzando, tra le diverse possibilità offerte dalla legge, quella della società mista pubblico-privato, che meglio consente la partecipazione delle comunità locali alla produzione. Oltre a ciò, dalle gare ci aspettiamo maggior sicurezza degli impianti, misure di compensazione territoriale e interventi di risanamento ambientale - hanno concluso gli esponenti del coordinamento -. Le leggi regionali prevedono tre sistemi di gara per l'affidamento delle concessioni scadute, non ne deve esistere una quarta “della trattativa con i concessionari uscenti” perché anticostituzionale e lesiva del diritto comunitario. Auspichiamo che la pausa di riflessione decisa dal Governo e il riesame del DL Energia portino al definitivo accantonamento di ogni ipotesi di proroga e al prevalere dell’interesse pubblico su quello di grandi gruppi multinazionali. Siamo disponibili al confronto con le forze politiche, ma terremo alta la nostra attenzione e determinazione sul tema delle concessioni idroelettriche, a tutela di comunità che non accettano più di essere considerate marginali". 

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