Coronavirus, quasi 5mila tamponi effettuati in Lombardia: l'11% positivo. Si va verso un'altra settimana di chiusura delle scuole

L'assessore al Welfare, Giulio Gallera, sulle aule ancora chiuse: «Sacrificio per voltare pagina al più presto»

Immagine d'archivio

"Reagiamo. La Lombardia è forte e insieme sono sicuro che vinceremo". Con queste parole di speranza ha chiuso la conferenza stampa quotidiana sul coronavirus in Lombardia, Fabrizio Sala vicepresidente della Regione. Intanto continua la lotta per evitare i contagi. Fino a venerdì le persone positive ai test in Lombardia sono 531, meno della metà (235) sono ricoverate negli ospedali della regione e 85 si trovano in terapia intensiva. Il dato è stato comunicato dall'assessore al welfare Giulio Gallera parlando con i cronisti all'auditorium Giorgio Gaber di Palazzo Lombardia. In totale i tamponi effettuati sono 4.835 e il 75% è risultato negativo, l'11% positivo e i restanti sono ancora in fase di analisi. Le vittime accertate sono 17.

"Misure contenitive da prolungare per una settimana"

L'obiettivo di Regione Lombardia è quello di confinare il virus. "Chiederemo al Governo di prolungare per un'altra settimana le misure messe in campo domenica", ha precisato durate la conferenza stampa l'assessore al Welfare Giulio Gallera. Quindi anche per quel che riguarda le scuole, che dovrebbero rimanere chiuse. "Si tratta di un sacrificio per voltare pagina al più presto", ha sottolineato Gallera precisando che è in corso un confronto con la comunità scientifica in vista della scadenza dell'ordinanza.

"Il nostro obiettivo è quello di far diminuire i contagi e i nuovi casi e per fare questo servono le misure contenitive. Per il momento il trend è ancora abbastanza alto", ha precisato Massimo Galli, ordinario di Malattie infettive all’Università degli Studi di Milano e primario del reparto di Malattie infettive dell’Ospedale Sacco.

C'è un'emergenza ospedali

Per Galli c'è un'emergenza ospedali. "Siamo in una situazione in cui gran parte dei letti di rianimazione nei nostri ospedali sono occupati” da pazienti positivi al Coronavirus e "tutto questo si sovrappone a una routine messa in crisi da una realtà del genere. Alcuni ospedali – ha spiegato – sono veramente in grave crisi: Lodi e Cremona sono sovraccarichi di pazienti".

L'emergenza a Lodi

"Purtroppo questa notte è scoppiata un'altra emergenza a Lodi. A Lodi improvvisamente nel pomeriggio di giovedì c'è stata un affollamento di ricoveri: 51 ricoveri gravi di cui 17 in terapia intensiva. Lodi non ha un numero sufficiente di camere di terapia intensiva per cui sono stati trasferiti in altre terapie intensive della Regione". Lo ha spiegato il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana in collegamento con L'aria che tira su La7. "Se si ridesse meno dello mascherina e si guardasse il problema più attentamente credo che sarebbe saggio", ha aggiunto.

Isolato al Sacco il virus che si sta diffondendo in Italia

Nella giornata di giovedì 27 febbraio, inoltre, i ricercatori dell'ospedale Sacco di Milano hanno isolato il ceppo italiano del Coronavirus. La notizia, confermata da Regione Lombardia, è stata comunicata da Massimo Galli, ordinario di Malattie infettive all'Università degli Studi di Milano e primario del reparto di Malattie infettive III dell'ospedale Sacco. I ricercatori, lavorando nel pieno dell'emergenza, hanno impiegato solo un giorno in più rispetto ai colleghi dello Spallanzani che a gennaio avevano identificato il profilo genetico del Sars-CoV-2 prelevato dai campioni biologici dei due turisti cinesi risultati positivi all'agente patogeno. 

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