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Morto sul lavoro / Montagna in Valtellina

Montagna in Valtellina piange Carlo Lenatti

E' il giovane titolare di un'azienda agricola la vittima dell'incidente mortale di questa mattina a Laglio

E' Carlo Lenatti, 38 anni, la vittima del mortale incidente sul lavoro avvenuta questa mattina a Laglio, in provincia di Como. Titolare di un'azienda agricola, nato a Sondrio, ma residente a Montagna in Valtellina, Lenatti era a bordo del suo escavatore e stava effettuando alcuni lavori in una stretta stradina quando, secondo le prime ricostruzioni e per ragioni ancora in corso d'accertamento dalle forze dell'ordine e da Ats dell'Insubria, si sarebbe ribaltato finendo schiacciato dal mezzo e morendo per le gravi ferite riportate.

Intanto, mentre si diffonde anche in provincia la notizia della tragedia, iniziano ad arrivare i messaggi di cordoglio alla famiglia e le prime reazioni, tra cui quella dei tre sindacati confederati Fai e Filca Cisl, Flai e Fillea Cgil e Uila e Feneal Uil.

"Questa mattina, Carlo Lenatti, 38 anni, titolare di una azienda agricola, è rimasto schiacciato dal proprio escavatore, durante alcuni lavori di sbancamento in una stradina molto stretta nella frazione di Torriggia, nel comune di Laglio in provincia di Como. Come sindacato unitario provinciale del comparto agroalimentare e delle costruzioni, esprimiamo pubblicamente la vicinanza ai familiari del povero Carlo - scrivono i rappresentanti sindacali della provincia di Sondrio -. Al dolore e al pianto, non possiamo però esimerci dall’esprimere la nostra crescente preoccupazione per eventi così tragici che vedono coinvolta la nostra provincia. Un mese fa Luca Manzoni geometra di 51 anni moriva tragicamente schiacciato da pareti prefabbricate di legno a Valdidentro e oggi Carlo Lenatti, di Montagna in Valtellina muore schiacciato sotto il peso del proprio escavatore".

"Il 2024 sta drammaticamente evidenziando quanto bisogno c’è di formazione, addestramento, informazione in tema di salute e sicurezza nel mondo del lavoro - concludono i sindacati -. Non è questione di lavoro autonomo o dipendente, il lavoro è lavoro e non si può lasciare in mano la propria vita al fato e ricondurre sempre la morte sul lavoro a pura fatalità. Ci adoperiamo e lo faremo ancora con più vigore, affinché in tutte le sedi dove possiamo esercitare la nostra azione, si rafforzi la cultura della sicurezza sul lavoro, come modello di sviluppo sociale ed economico".

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