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Che Olimpiadi sarebbero senza la Pista Stelvio

Bormio non ci sta alla rimodulazione delle gare come richiesto dal presidente veneto Zaia. Il sindaco Cavazzi: "L'Italia non può permettersi di rinunciare a una delle piste più spettacolari al mondo. Le gare rimangono qui"

Bormio vuole fortemente le Olimpiadi. Dopo il tanto discutere, scaturito dalla scelta del Governo di non costruire più lo Sliding Center di Cortina d'Ampezzo per le gare di bob, slittino e skeleton, con la conseguente richiesta del presidente veneto, Luca Zaia, di rimodulare le gare a discapito delle località valtellinesi ecco scendere il campo il sindaco delle Magnifica Terra, Silvia Cavazzi, infastidita dai rumors degli ultimi giorni.

"Non possiamo pensare alle Olimpiadi senza la pista Stelvio: l'Italia non può permettersi di rinunciare a una delle piste più spettacolari del mondo. Le gare sono state assegnate a Bormio e qui rimangono. A poco più di due anni dalle Olimpiadi non avrebbe senso modificare la ripartizione originaria e noi ci opporremo in tutti i modi a fronte della programmazione, del lavoro e dell'impegno nostro e di Regione Lombardia", dichiara con forza il primo cittadino bormino, dando voce a un intero paese con l'intento di ribadire una centralità da difendere a ogni costo.

Che cosa sarebbero le Olimpiadi senza la Stelvio? "Non vogliamo nemmeno pensarci - prosegue il sindaco Cavazzi -, è un'ipotesi che non prendiamo in considerazione e ringraziamo il governatore Attilio Fontana e l'assessore regionale Massimo Sertori per averlo ribadito. Per febbraio 2026 la Stelvio sarà ancora più bella e lo Ski Stadium completamente trasformato grazie al progetto già definito e ai lavori che partiranno la prossima primavera. Ci stiamo impegnando tutti moltissimo, ci sono un paese e una valle che attendono l'appuntamento olimpico e sono certa che nessuno resterà deluso. Da amministratore pubblico comprendo la delusione di Cortina, ma non accetto che la compensazione vada a penalizzare chi sta lavorando incessantemente sulla base dei programmi a suo tempo definiti, sarebbe irrispettoso, uno sgarbo evidente che penalizzerebbe l'intero evento perché nessuna pista in Italia è al livello della nostra Stelvio". 

Sci alpinismo da difendere

Un ragionamento che si allarga alle prove di sci alpinismo, la disciplina che nel 2026 farà il suo esordio alle Olimpiadi. "A questo punto ogni rinuncia è difficile - precisa il sindaco Cavazzi -, anche perché sono già state promosse attività e si svolte diverse ispezioni da parte della Federazione internazionale dello sci alpinismo". Bormio non chiede niente di più di quanto non sia stato programmato e ufficializzato dal CIO: ospitare le gare dello sci alpino maschile e le prove dello sci alpinismo.

"C'è una squadra al lavoro da anni, supportata da tutto il paese - evidenzia -: abbiamo coinvolto professionalità diverse, figure che stanno seguendo ciascuna un ambito specifico, abbiamo costituito la Fondazione Bormio. Al di là degli interventi strutturali, ci siamo dati un'organizzazione creando una rete, l'impegno da parte nostra è massimo e lo stiamo dimostrando. Sappiamo di non poter avere l'ultima parola - conclude il sindaco Cavazzi - poiché la decisione sul programma delle gare spetta al CIO, ma siamo pronti a far valere le nostre ragioni: la pista Stelvio non si tocca e deve rimanere nel calendario olimpico, così come le gare dello sci alpinismo".

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