Martedì, 28 Settembre 2021
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Asilo nido "La Coccinella" di Sondrio: i sindacati contestano l'esternalizzazione del servizio

Cisl e Cgil: "Ci opponiamo e continueremo ad opporci nettamente a queste scelte, portate avanti dalle amministrazioni comunali, ritenendole molto gravi e profondamente sbagliate".

Nel tardo pomeriggio di ieri, l'amministrazione comunale ha ufficializzato l'assegnazione della gestione dell'asilo nido comunale "La Coccinella" alla cooperativa di Trento "Città futura", risultata vincitrice del bando a cui hanno partecipato sette soggetti.

La questione relativa all'esternalizzazione della gestione della struttura aveva già fatto discutere in passato e, anche in questa occasione, non è mancata l'immediata reazione delle organizzazioni sindacali locali.

"Senza entrare nel merito del soggetto aggiudicatario, non possiamo tacere la nostra contrarietà e preoccupazione rispetto alle esternalizzazioni dei servizi educativi. - scrivono in un comunicato le segreterie provinciali Funzione Pubblica di Cgil e Cisl - Riteniamo pericoloso restringere il perimetro pubblico nei servizi all’infanzia, anche perché è evidente che si rischia l’effetto domino. Ciò anche alla luce delle recenti notizie emerse rispetto a un processo analogo, o comunque simile, che potrebbe riguardare il futuro dell’asilo nido comunale di Chiavenna".

Una scelta che risponde solo alla logica della riduzione dei costi

"Da parte nostra, - proseguono i sindacati - ci opponiamo e continueremo a opporci nettamente a queste scelte, portate avanti dalle amministrazioni comunali, ritenendole molto gravi e profondamente sbagliate. Siamo convinti che la scelta di esternalizzare, aldilà di dichiarazioni che la dipingerebbero come la “migliore possibile”, risponde solo alla logica della riduzione del costo. Ci chiediamo altresì, però, come possa la politica non considerare il futuro delle bambine e dei bambini una priorità. Come è possibile, da parte delle amministrazioni, rinunciare alla gestione diretta proprio nel momento in cui le assunzioni sono assolutamente possibili (anche scorrendo le graduatorie in essere e attraverso assunzioni a tempo determinato) e mentre il Pnrr stanzia ben 4,6 miliardi per gli asili nido e le scuole d’infanzia? Si dovrebbe, a nostro avviso, ripartire proprio dai più piccoli".

A rischio il futuro educativo dei bambini e quello dei lavoratori

Per i sindacati, dunque, la scelta di esternalizzare e rinunciare alla gestione diretta, porta con sè numerosi rischi sia per i bambini sia per i lavoratori: "Viene meno la continuità pedagogica e quindi il rischio è mettere in difficoltà le bambine e i bambini e quel rapporto di fiducia che, una volta interrotto, va ricostruito ogni volta dal principio. - concludono i rappresentanti di Cgil e Cisl Sondrio - Non abbiamo ovviamente certezze rispetto a quanto avverrà alla Coccinella. Quel che è certo, però, è che esternalizzare significa levare al personale educativo tutele contrattuali, salario (per educatrici/educatori e insegnanti ben 230 euro in media in meno al mese) e ore da dedicare alla formazione e alla programmazione didattica. Inoltre, da settembre, alla Coccinella coesisteranno lavoratrici e lavoratori con due contratti e stipendi e diritti differenti: da una parte il personale comunale, dall’altra dipendente dalla cooperativa sociale". 

"Ribadiamo la forte preoccupazione rispetto all’ennesimo arretramento del servizio pubblico nel nostro territorio, per le prevedibili conseguenze che ci saranno sia nei confronti di lavoratrici e lavoratori, sia rispetto alla qualità del servizio. Continuiamo a ritenere fondamentale il ruolo pubblico dei servizi educativi, per difendere insieme i diritti dell’utenza e delle lavoratrici e lavoratori e per affermare che non si può e non si deve risparmiare sulla loro pelle". 

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