Sondrio, il futuro della asilo nido "La Coccinella" preoccupa anche la Cgil: « Dal Comune motivazioni vaghe e disarmanti»

La segretaria generale della Funzione pubblica di Sondrio, Michela Turcatti, rilancia l'allarme e chiede più chiarezza al Comune

Il futuro dell'asilo nido comunale di Sondrio "La Coccinella" contina a far discutere. Quasta volta a predendere la parola è la Cgil, nella persona della segretaria generale della Funzione pubblica di Sondrio, Michela Turcatti, per lanciare un allarme e chiedere più chiarezza al Comune del capoluogo.

«L’ipotesi dell'Amministrazione comunale di Sondrio di avviare un processo di sperimentazione di nuove modalità di gestione dell’asilo nido comunale ha generato, sia nell’opinione pubblica che nelle famiglie interessate, una forte preoccupazione rispetto al riverbero, potenzialmente, negativo determinato da una gestione del personale affidata a un soggetto esterno, verosimilmente individuato nel mondo del cosiddetto privato sociale, determinando anche la legittima preoccupazione del personale educativo dell’asilo nido comunale» ha spiegato la sindacalista.

Il confronto

In assenza di un’informativa sindacale sulle ipotesi che l'Amministrazione comunale di Sondrio sta vagliando rispetto al futuro di tale servizio, in data 12 dicembre 2019 la Rappresentanza sindacale unitaria (Rsu) all'interno di Palazzo Pretorio ha chiesto formalmente un incontro.

«L'incontro si è tenuto, su indicazione del Comune, solo in data 28 gennaio 2020, in cui, in maniera disarmante, non sono stati forniti dati rispetto a questo processo di esternalizzazione, riferendo solo una “ipotetica volontà” della Giunta Comunale ancora “tutta” da sviluppare» ha evidenziato contrariata Michela Turcatti.

Il valore del "pubblico"

«Emerge quindi un quadro incerto, in cui rimangono tra l’altro aperte numerose questioni legate alla paventata gestione di un servizio che riteniamo debba restare “pubblico” e svincolato dalla logica del criterio meramente economico rispetto alla qualità, soprattutto trattandosi di un’attività lavorativa di accudimento/cura di soggetti in età evolutiva» ha aggiunto la segretaria generale.

Se la scelta di andare verso la privatizzazione sarebbe riconducibile, come dichiarato nelle settimane passate dall'assessore all'Istruzione del capoluogo, Marcella Fratta, alla volontà di «risolvere alcune problematiche legate alla sostituzione del personale che ha cessato il rapporto di lavoro per pensionamento o eventualmente assente», per Michela Turcatti si sta dimenticando però di aggiungere che, in questi anni, non è stato fatto nessun investimento in termini di nuove assunzioni a tempo indeterminato di personale a favore del nido comunale (se non per le sostituzioni).

«L’unica soluzione che pare concretizzarsi sempre di più è l'individuazione di un soggetto privato che gestisca il nuovo personale educativo, mentre le educatrici comunali saranno collocate in “comando” presso tale nuova realtà di gestione. Ciò determinerebbe la compresenza, nello stesso asilo nido comunale, di lavoratrici che svolgono le medesime mansioni e gli stessi compiti, con l’applicazione di due contratti di lavoro diversi e ineguali in termini di retribuzione, diritti, continuità professionale e lavorativa» he evidenziato la Turcatti.

«Riteniamo che questo scenario possa determinare la dispersione del patrimonio umano e professionale che fino ad oggi ha raccolto l’ampio apprezzamento delle famiglie e che trova riscontro, infatti, nella campagna lanciata da alcuni cittadini a favore della gestione pubblica dell’asilo nido “La Coccinella”» ha aggiunto la sindacalista in relazione alla raccolta firme lanciata nel mese di dicembre, finora sottoscritta da 700 cittadini.

Infine una richiesta precisa al Comune di Sondrio da parte del sindacato: «Ci preme chiedere una maggiore chiarezza sull’evoluzione delle scelte, ribadendo la necessità di un “progetto per il nido” con un piano straordinario di assunzioni che possa salvaguardare la preziosa natura pubblica del servizio».

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