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Martedì, 4 Ottobre 2022
Mix di emozioni / Faedo Valtellino

Verso Milano-Cortina 2026: i sogni di Elisa, la delusione di Alba e Michele

La giovane Confortola sogna un risultato importante sul ghiaccio di casa; Boscacci e De Silvestro amareggiati dalla riduzione del numero di gare e partecipanti nello skialp

Nell'ambito delle iniziative di "Sportweek 2022", la manifestazione in corso di svolgimento e organizzata da PoliFaedo, si è tenuto un convegno che ha visto la partecipazione di campioni dello sport protagonisti delle Olimpiadi del passato o del futuro, in particolare dell'edizione "valtellinese" di Milano-Cortina 2026. In vista di questo appuntamento, però, le emozioni sono molto diverse.

Sogni e speranze

Elisa Confortola, azzurra di short track, ha giocato un ruolo importante nella candidatura di Milano-Cortina, pronunciando il discorso finale davanti al CIO a Losanna nel 2019 e ora spera di coronare il suo percorso con un grande risultato nel 2026. “Ero emozionatissima, è stata un cosa eccezionale. Io ero la piccola del gruppo e tutti mi erano vicini. Ho fatto un discorso molto personale che penso abbia fatto effetto anche perché era l’ultimo, quindi quello che più resta in mente. - ha spiegato la Confortola - Ora le aspettative per le Olimpiadi in casa sono alte, ma la vita da atleta è imprevedibile, quindi spero di realizzare il mio sogno e partecipare, magari conquistando un risultato importante”.

Elisa Confortola ha già avuto l’opportunità di vivere un’Olimpiade, quella giovanile a Losanna nel 2020:”E’ stata una bellissima esperienza, - racconta - purtroppo la gara non è andata molto bene, ma l’atmosfera che si respirava, il villaggio olimpico, il pubblico numeroso, è stato veramente qualcosa di super. Poi ho partecipato anche al Festival Olimpico della Gioventù Europea a Sarajevo e lì è arrivata la medaglia d’oro nei 1500 metri, oltre all’onore di fare da portabandiera alla cerimonia di apertura, mentre a Losanna l’ho fatto alla cerimonia di chiusura”.

La delusione

Di tutt'altro tenore le sensazioni che accompagnano Michele Boscacci e Alba De Silvesto, campionissimi dello scialpinismo, passati dall'entusiasmo nel vedere la loro disciplina finalmente ammessa alle Olimpiadi, alla delusione per la riduzione nel numero di gare e partecipanti per l'edizione di Milano-Cortina 2026: “La notizia era nell’aria perché da anni si stava lavorando per raggiungere questo obiettivo. Purtroppo poi è arrivata la delusione della decisione del CIO di contingentare il numero dei partecipanti e ridurre a 3 le gare: sprint maschile, sprint femminile e staffetta mista. - ha spiegato la De Silvestro - La prova individuale è quella che più rappresenta il nostro sport - toglierla dal programma significa perdere la parte più bella e spettacolare. Quando arriveremo al 2026 vedremo cosa fare: sicuramente è importante che lo skialp approdi alle Olimpiadi, una grande opportunità soprattutto per i giovani. Speriamo che questo sia solo l’inizio e che poi il programma e il numero dei partecipanti venga ampliato”.

"Allo stesso tempo – gli fa eco Boscacci – anche la riduzione dei partecipanti è stata una doccia fretta, a rappresentare l’Italia ci saranno solo 2 atleti e complessivamente gareggeranno 18 atleti. Io fra 4 anni ne compirò 36 e per me le possibilità di partecipare si riducono molto: inoltre per tutto il periodo di avvicinamento faremo gare più lunghe e ovviamente i nostri allenamenti saranno finalizzati a Coppa del Mondo, circuito La Grande Course e classiche di skialp”.

I ricordi

Nel corso del convegno tenutosi a Faedo è intervenuto anche Pietro Vitalini, indimenticato campione di sci alpino, che ha vissuto diverse esperienze olimpiche da atleta, come Lillehammer 1994, dove, ha raccontato "ho buttato via l’occasione della vita perché ero il favorito numero uno, ma poi in gara non sono riuscito a esprimermi al massimo” o Nagano 1998, quando “10 giorni prima della partenza ho rotto la caviglia giocando a pallavolo e sono rimasto a casa, ma i miei sci sono passati al francese Jean Luc Cretier che ha vinto l’oro e io l’avevo pronosticato perché quegli sci erano eccezionali”. 

Poi Vitalini è stato anche giornalista per la televisione svizzera a Torino 2006 e Vancouver 2010: “Lì mi sono proprio divertito, ho vissuto veramente lo spirito olimpico, perché da atleti si è talmente concentrati sulla gara che è difficile godersele” e infine come fornitore delle nazionali di sci della Repubblica di San Marino, di Lituania, Estonia, Thailandia e la nazionale svizzera di bob: “Eh sì, alle Olimpiadi 2026 ci saranno atleti che vestiranno i capi griffati Vitalini. Ormai sono passati tanti anni, purtroppo non ho conquistato tutti i successi che avrei potuto e voluto, ma comunque fare la vita da atleta professionista con grandi campioni e amici come Ghedina, Fattori, Runggaldier e Perathoner, è stata una grande opportunità. - racconta ancora Vitalini - Il ricordo più bello è sicuramente la quantità di pubblico nel parterre di Lillehammer, una folla enorme mai vista in nessun’altra gara”.

Attenzione

Molto significativo anche l'intervento di Pierangelo Santelli, presidente presidente del Comitato Italiano Paralimpico della Lombardia che ha lanciato un monito in vista dei Giochi di Milano-Cortina: “Per il 2026 ci sono ancora tanti problemi - ha detto senza mezzi termini Santelli - Per gli atleti paralimpici non ci sono strutture adeguate, né a Cortina né dove si pensa di tenere la cerimonia di apertura. Il movimento paralimpico italiano è molto forte, gli atleti si allenano a livello professionistico, 2 volte al giorno, 7 giorni su 7. A Tokio gli atleti lombardi nel nuoto hanno vinto tante medaglie quante gli USA. Il nostro obiettivo, che deve essere quello di tutti, è creare un ambiente idoneo per tutti, dove grazie allo sport si faccia integrazione e gli atleti normodotati gareggino insieme ai diversamente abili. Questo già avviene con successo nelle bocce”.

Anche Santelli, infine, ha svelato un aneddoto: “Dovevo partecipare alle Paralimpiadi di Seoul, mi avevano già inviato le borse con tutto il set firmato Armani, ma, come Vitalini, mi sono infortunato a una spalla pochi giorni prima di partire e non solo il mio sogno è svanito, ho pure dovuto restituire tutto il corredo!”.

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