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Lunedì, 27 Maggio 2024
Prima volta da ricordare / Grosio

Metti una domenica a Venezia per una prima maratona "in famiglia"

La gara della grosina Beatrice Besseghini che ha corso con mamma Cinzia e con il resto della famiglia a fare il tifo lungo il percorso

La prima volta non si scorda mai, specie se puoi viverla insieme a tutti i tuoi cari: un detto che vale in vari ambiti della vita e si può applicare perfettamente all'esperienza vissuta dalla 25enne grosina Beatrice Besseghini che nei giorni scorsi ha corso la sua prima maratona, a Venezia, gara a cui ha preso parte anche la madre Cinzia.

"Mia mamma - racconta la giovane runner valtellinese - aveva già corso nel 2014 la maratona di Oporto, chiudendola in 3 ore e 12 e quella volta eravamo andati in Portogallo con alcuni amici. Poi, alcuni anni dopo lei ha corso la maratona anche a Roma, chiudendola in 3.19' e quella volta avevamo fatto un viaggio di famiglia. Abbiamo una pasticceria e anche quando stacchiamo, spesso rimaniamo in valle per le nostre ferie. La maratona diventa l'occasione e la scusa per visitare una città insieme a tutta la famiglia: lo scorso Natale, quindi, mia sorella Letizia ha regalato a me e alla mamma l'iscrizione alla maratona di Venezia anche per poter fare un viaggio tutti insieme".

E' nata così l'avventura di Beatrice Besseghini che, compatibilmente agli impegni di lavoro, si è allenata per presentarsi al meglio sulla linea di partenza: "In estate ho fatto alcune gare di corsa in montagna e poi l'unica in piano, la Valtellina River Run a settembre, dove io e mamma siamo arrivate prima e seconda nella 30 km - ha continuato Beatrice nel suo racconto -. Non è semplicissimo allenarsi in pianura visto dove viviamo: infatti ho fatto pochi "lunghi", fino a Tirano e alla diga di Sernio. Ho anche chiesto aiuto a Paolo e Claudio Bordoni che mi hanno preparato una tabella d'allenamento per l'ultimo mese di preparazione. Inoltre vorrei dire grazie anche alla mia amica Chiara con cui vado ad allenarmi gran parte delle volte. Mi "tira sempre il collo" e quindi è anche merito suo se sono andata così nella maratona".

E così Beatrice e mamma Cinzia sono arrivate sulla linea di partenza della maratona di Venezia, emozionate, ma anche più determinate che mai: "Anche se non avevo un tempo di iscrizione, sono riuscita a entrare in seconda griglia e correre così insieme a runner che avevano il mio passo - ha spiegato Beatrice Besseghini -. Anche vista la prestazione alla Valtellina River Run mi sono detta che, se avessi corso tra le 3.15' e le 3 ore e 20 sarei stata contenta. Ho seguito i pacer delle 3 ore e 15 e fino al quindicesimo chilometro anche la mamma è stata con me. Poi lei ha rallentato, io sono stata con i pacer fino al trentesimo km, poi a un ristoro li ho un pò persi. Ho cercato di recuperare e li ho raggiunti al km 36, ma per farlo ho forzato un pò con un chilometro a 4'20" e così ho accusato un pò di crampi".

Beatrice Besseghini nell'ultimo tratto di gara

"A quel punto - ha proseguito l'atleta grosina - mi sono gestita fino all'arrivo. Cerco di vivere la gara bene e mi è un pò spiaciuto, quindi, soffrire negli ultimi chilometri e non arrivare al traguardo con il sorriso, anche perchè sono abbastanza competitiva. E, infatti, ci sono rimasta un pò male quando ho visto davanti a me i pacer delle 3 ore e 15 in piazza San Marco, mentre io dovevo ancora fare tutto il giro della piazza stessa. Comunque, poi, all'arrivo della mamma al traguardo mi è subito tornato il sorriso". Anche perchè, comunque, il tempo di 3.18' con cui Beatrice Besseghini ha chiuso la sua prima maratona, è ragguardevole.

Mamma Cinzia in piazza San Marco

"E' stata proprio mamma - ha concluso la runner valtellinese - a trasmettermi la passione per la corsa, a partire da quella in montagna per cui sono stata allenata da Marco De Gasperi e Adriano Greco. Da piccola giocavo a pallavolo, ma ero sempre in panchina: la mamma si è stufata di vedermi tornare a casa a piangere e così mi ha consigliato di fare atletica. Quella di Venezia è stata una bella esperienza anche perchè ci ha permesso di trascorrere del tempo insieme come famiglia. Con mamma passiamo molto tempo insieme a lavorare, ma la corsa è quel momento che ci dedichiamo reciprocamente ed è una benedizione e un premio del cielo poter avere una passione in comune da condividere. Ora mi piacerebbe correre la maratona a Berlino o Rotterdam, sono "piatte" e così potrei riuscire a correre in 3 ore e 15 anche se comunque per me la corsa è una passione e tale deve rimanere. Oppure, proprio per la nostra prossima maratona, vedremo che regalo ci farà trovare Letizia quest'anno sotto l'albero di Natale".

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