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La Banca Popolare di Sondrio è società per azioni: c'è l'ok dei soci

Il presidente Popso Francesco Venosta: "II nuovo Statuto tiene in considerazione, in sintonia con la tradizione del credito popolare, le esigenze delle famiglie, delle piccole e medie imprese, delle cooperative e degli enti pubblici e privati, con una peculiare attenzione ai territori serviti, a partire da quelli di origine della Valtellina e della Valchiavenna"

Senza troppe sorprese la Banca Popolare di Sondrio è diventata società per azioni. Si è, infatti, regolarmente svolta in seconda convocazione, sotto la presidenza di Francesco Venosta, l'assemblea dei soci convocata, soprattutto, per adeguare l'istituto di credito alla normativa vigente. L'intervento dei soci in assemblea è avvenuto esclusivamente tramite il Rappresentante designato, come previsto nell’avviso di convocazione. Hanno partecipato ai lavori 2610 soci su 154.545 aventi diritto. Deliberata quindi, in sede straordinaria, la trasformazione della banca da società cooperativa per azioni in società per azioni, con la conseguente adozione del nuovo statuto sociale. Nella votazione i voti favorevoli sono stati 2517, i contrari 38, gli astenuti 39 e, infine, i non computati 16.

Si tratta di un passaggio storico per la Banca Popolare di Sondrio, resosi necessario a seguito della riforma delle banche popolari, contenuta nel Decreto legge 24 gennaio 2015 n. 3, convertito con Legge 24 marzo 2015 n. 33, che ha stabilito che possono adottare la forma giuridica di banca popolare i soli intermediari bancari il cui attivo non superi il valore di 8 miliardi di euro. La trasformazione in società per azioni è pertanto stata una scelta obbligata. L’efficacia della trasformazione decorrerà dall’iscrizione della delibera assembleare nel Registro delle imprese. Ne verrà data notizia, insieme alle modalità e termini per l’eventuale esercizio del diritto di recesso, non appena tale adempimento sarà stato effettuato.

"Con l’adozione del nuovo statuto si stabilisce il principio, proprio delle società per azioni, secondo cui ogni azione attribuisce il diritto a un voto. Questo principio riassume in sé il cambiamento fondamentale nel processo di governo aziendale e sancisce l’abbandono del mondo cooperativo nel quale la Banca è nata e si è sviluppata nei suoi 150 anni di storia. Peraltro, il nuovo statuto - in specie nella norma dedicata all’oggetto sociale - offre un senso di continuità fra il ruolo fin qui svolto dalla Popolare di Sondrio e quello che, trasformata in società per azioni, è ora chiamata a esercitare a favore delle famiglie, delle piccole e medie imprese, delle cooperative e degli enti pubblici e privati, prestando peculiare attenzione ai territori serviti, a partire da quelli di origine della Valtellina e della Valchiavenna. Tutto ciò, anche al fine di non disperdere un modo di essere nei fatti banca dei territori che ha permesso di dare vita e progressivamente sviluppare un modello aziendale caratterizzato dalla stabilità della base sociale, dalla profittabilità della gestione, oltre che dalla forte e riconosciuta identità, che continua a essere fattore distintivo assai apprezzato da una clientela vasta ed eterogenea" si legge in una nota della banca di piazza Garibaldi.

Le parole del presidente

"Avremmo senza dubbio preferito che l’odierna assemblea con la quale i soci hanno approvato la trasformazione della Banca in società per azioni si fosse svolta in presenza per dare modo alla nostra base sociale di condividere appieno un passaggio di portata storica come questo. Assemblee oneste, sentite e partecipate, infatti, sono sempre state per noi motivo di vanto, momenti essenziali di partecipazione dei soci e di condivisione di una cultura aziendale solida e stabile. Anche nella modalità a distanza adottata in ottemperanza alle disposizioni anti covid-19, che prevedeva esclusivamente l’indicazione di voto conferita al Rappresentante designato, abbiamo comunque registrato un buon livello di partecipazione e a ciascuno degli intervenuti va il nostro sincero ringraziamento" ha commentato Francesco Venosta, presidente della Banca Popolare di Sondrio.

"Per noi e per tutti coloro che hanno fin qui sostenuto la Banca è motivo di orgoglio esserci presentati all’appuntamento odierno potendo vantare una lunga storia di crescita organica equilibrata e profittevole, che ha contribuito allo sviluppo dei territori nei quali ci siamo nel corso del tempo insediati, coprotagonisti della crescita sociale ed economica delle comunità di appartenenza" ha aggiunto il presidente.

"Mi preme sottolineare che l’Assemblea, oltre a dare il via libera al cambiamento della forma societaria, ha votato a favore dell’adozione del nuovo Statuto in cui viene riaffermato che la Banca, nel perseguire l’obiettivo della creazione di valore in un orizzonte di medio-lungo periodo, tiene particolarmente in considerazione, in sintonia con la tradizione del credito popolare, le esigenze delle famiglie, delle piccole e medie imprese, delle cooperative e degli enti pubblici e privati, con una peculiare attenzione ai territori serviti, a partire da quelli di origine della Valtellina e della Valchiavenna. Forti dei nostri solidi valori fondativi, guardiamo al futuro con fiducia, impegnandoci fortemente per continuare a svolgere con efficacia la nostra attività, a beneficio della clientela e di tutti gli stakeholders" ha concluso Venosta.

Altro punto all'ordine del giorno

L’assemblea dei soci, in sede ordinaria, ha provveduto, fra l’altro, a eleggere amministratore, per il residuo del triennio 2021-2023, Pierluigi Molla, che già era stato cooptato dal Consiglio di amministrazione dello scorso 9 novembre in sostituzione di un amministratore cessato. Molla era a suo tempo stato candidato nella “Lista n. 2” presentata per la nomina di cinque amministratori per il triennio 2021-2023 all’Assemblea dei soci dell’11 maggio 2021, la medesima lista dalla quale era stato tratto in qualità di capolista il consigliere cessato.

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