Mercoledì, 22 Settembre 2021
Economia

Banca Popolare di Sondrio, dopo sei mesi nel 2021 l'utile netto sfiora i 140 milioni di euro

Mario Alberto Pedranzini, dg Popso: "Il Gruppo conferma, come peraltro avviene da 150 anni, la capacità di generare profitti pure in un contesto di marcata difficoltà causato dall’emergenza pandemica e dal ridotto livello dei tassi. L’utile netto è la migliore sintesi del lavoro svolto"

A destra Mario Alberto Pedranzini insieme al presidente Francesco Venosta

Il Consiglio di amministrazione della Banca Popolare di Sondrio società cooperativa per azioni, riunitosi nella giornata di giovedì 5 agosto, ha approvato la relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 2021. L'utile netto approvato è stato pari a 136,7 milioni di euro. Tale risultato riviene da un utile lordo consolidato di 192,9 milioni di euro, cui vanno dedotte la quota di pertinenza di terzi per 2,7 milioni di euro e imposte per 53,5 milioni di euro, vale a dire un tax rate pari al 27,7%.

Dopo la pesante recessione registrata nel 2020, l’economia italiana nel corrente anno ha ripreso a crescere con un buon ritmo. Le previsioni indicano un rialzo del PIL superiore al 5%, rendendo verosimile, nel secondo trimestre 2022, il ritorno ai livelli di reddito complessivo pre-pandemia. Intanto il Consiglio di amministrazione ha approvato il progetto di Statuto finalizzato alla trasformazione della Banca in società per azioni, che sarà sottoposto all’Autorità di Vigilanza.

“Il Gruppo conferma, come peraltro avviene da 150 anni, la capacità di generare profitti pure in un contesto di marcata difficoltà causato dall’emergenza pandemica e dal ridotto livello dei tassi. Ciò grazie a sperimentate capacità di adattarsi alle contingenze, alla dimostrata resilienza anche a situazioni avverse, come certificato dalle risultanze del recente stress test condotto da BCE, e alla fiducia riposta dalla clientela, fidelizzata grazie a relazioni di lungo periodo fondate su correttezza e qualità del servizio. I risultati semestrali sono molto positivi. L’utile netto, prossimo ai 140 milioni di euro, è la migliore sintesi del lavoro svolto. Il margine di intermediazione è risultato in crescita significativa; il costo del rischio, pure in virtù della positiva evoluzione delle moratorie, si è attestato su livelli contenuti" ha commentato Mario Alberto Pedranzini, Consigliere delegato e Direttore generale della Banca Popolare di Sondrio.

"I risultati di questi anni si traducono in un’ottima solidità patrimoniale. La conoscenza delle nostre controparti da un lato e dell’economia dei territori dall’altro ha consentito e consente di accompagnare la clientela, pure nella sua ricerca di un adeguato posizionamento nei nuovi contesti competitivi e di lavoro. Rileviamo con soddisfazione, seppure con le dovute cautele, una ripresa economica che ha acquisito un vigore superiore alle attese, con forte dinamismo degli investimenti e un graduale recupero dei consumi. Le iniziative della mano pubblica, che tramite il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza per la prima volta da molti anni mette a disposizione ingenti risorse, consentiranno, se ben gestite, di attivare le auspicate leve strutturali. Il contributo del sistema bancario, e pure il nostro con riferimento alle comunità di insediamento, sarà fondamentale. Consapevoli della responsabilità del nostro ruolo, non mancheremo di continuare a sostenere con forza famiglie e imprese, sempre attenti all’equilibrio delle poste patrimoniali ed economiche e al presidio accorto dei rischi" ha aggiunto Pedranzini.

"Come nel passato, indirizzeremo impieghi e investimenti secondo logiche di sostenibilità ambientale, con attenzione al sociale. Il successo riscosso in occasione della nostra recente emissione inaugurale di un Green Bond da 500 milioni di euro conferma l’interesse degli investitori istituzionali. Interesse condiviso dalla clientela retail, nei confronti della quale proponiamo un importante ventaglio di opportunità “ESG compliant” per l’allocazione del risparmio. Riteniamo di essere sulla strada giusta, sostenuti dal convinto e rinnovato appoggio dei soci, degli azionisti, della clientela, del personale e, più in generale, di tutti i portatori di interesse" ha concluso il Dg.

Risultati economici

Il margine di interesse si è attestato a 264 milioni di euro, in aumento del 13,3% rispetto al 30 giugno 2020. In crescita il contributo derivante dal portafoglio titoli di proprietà grazie alla maggior consistenza dello stesso nonché quello riveniente dal funding ottenuto con le operazioni di rifinanziamento presso la BCE (TLTRO III); sostanzialmente stabile la marginalità riferita alla clientela.

Le commissioni nette da servizi hanno cifrato 171 milioni di euro, in deciso incremento (+12,3%) rispetto a 152,2 milioni di euro del periodo di confronto. Molto positiva soprattutto la componente relativa ai servizi di incasso e di pagamento, che beneficia del ripristino di un’operatività sostanzialmente in linea con i livelli pre-pandemia. In crescita pure le commissioni rivenienti dal collocamento di prodotti assicurativi e di risparmio gestito nonché quelle riferite alla gestione dei conti correnti e alle garanzie rilasciate.

I dividendi incassati ammontano a 4,2 milioni di euro, nel confronto con i 3 milioni di euro del 30 giugno 2020. Il risultato dell’attività finanziaria, che riflette il buon andamento dei mercati finanziari, è stato positivo per 66,1 milioni di euro, rispetto agli 15,2 milioni di segno negativo consuntivati nel periodo di confronto, particolarmente impattato dallo scoppio della crisi pandemica.

Il margine d'intermediazione è pertanto risultato pari a 505,3 milioni di euro rispetto ai 373 milioni di euro del periodo di confronto (+35,5%).

Le rettifiche di valore nette si sono attestate a 49,5 milioni di euro rispetto ai 104,2 milioni di euro del periodo di confronto (-52,5%). Il risultato sconta significativi rilasci relativi a performance migliori rispetto alle attese sui prestiti oggetto di moratoria e sui crediti di firma.

Il risultato netto della gestione finanziaria si è attestato a 455,9 milioni di euro, confrontandosi con gli 268,9 milioni di euro del 30 giugno 2020.

I costi operativi risultano in incremento (+7,0%) e ammontano a 279 milioni di euro rispetto ai 260,9 milioni di euro del periodo di confronto. L’andamento di tale aggregato sconta in particolar modo i significativi oneri riguardanti la stabilizzazione del sistema bancario, pari a 34,7 milioni di euro (25,2 milioni di euro nel periodo di confronto).

Spese

Quanto alle singole componenti, le spese amministrative, normalizzate con l’esclusione dell’accantonamento dei proventi del fondo di quiescenza che hanno contropartita per pari importo negli altri oneri/proventi di gestione, hanno cifrato 283,6 milioni di euro, in aumento rispetto a 267,1 milioni di euro del periodo di confronto (+6,2%).

Nell'ambito: la componente delle spese del personale si è portata a 125 milioni di euro da 121,7 milioni di euro (+2,7%) del periodo di confronto, quella relativa alle altre spese amministrative è cresciuta passando da 145,3 milioni di euro del 30 giugno 2020 a 158,6 milioni di euro del 30 giugno 2021 (+9,1%). Il costo del personale incorpora, tra l’altro, quanto previsto dal nuovo Contratto Collettivo Nazionale di Settore, mentre l’aggregato delle altre spese amministrative ricomprende i predetti oneri per i contributi al Fondo Nazionale di Risoluzione e al FITD.

La voce accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri, riesposta allocando l’importo degli impegni per garanzie rilasciate tra le rettifiche di valore, è sostanzialmente nulla (31 mila euro) in quanto si son resi necessari solo limitati interventi sul fondo controversie legali (3,1 milioni di euro i rilasci contabilizzati nel 1° semestre 2020).

Le rettifiche su attività materiali e immateriali ammontano a 25,7 milioni di euro, in lieve calo rispetto agli 26,2 milioni di euro di pari periodo del 2020 (-1,8%). Gli altri oneri e proventi di gestione, per i quali si è provveduto alle già menzionate riclassifiche, cifrano 30,3 milioni di euro rispetto a 29,3 milioni di euro del periodo di confronto (+3,3%). Alla luce di quanto sopra, il cost-income ratio, calcolato come rapporto tra i costi operativi e il margine di intermediazione, risulta pari al 55,2% dal 69,9% del 30 giugno 2020. Il risultato della gestione operativa si è pertanto portato a 176,8 milioni di euro.

La voce utili/perdite su partecipazioni e su altri investimenti ha evidenziato un saldo positivo di 16,1 milioni di euro, in crescita rispetto a 13,5 milioni di euro del periodo di confronto (+18,7%). Il risultato complessivo al lordo delle imposte ha pertanto segnato 192,9 milioni di euro, confrontandosi con gli 21,5 milioni di euro del 30 giugno 2020. Detratte infine le imposte sul reddito, pari a 53,5 milioni di euro, nonché l’utile di pertinenza di terzi pari a 2,7 milioni di euro, si perviene a un utile netto di periodo di 136,7 milioni di euro, che si raffronta con i 14,4 milioni di euro dell’analogo periodo del 2020.

Aggregati patrimoniali

Nel confronto con i volumi di fine 2020: la raccolta diretta segna 36.958 milioni di euro (+3,9%), la raccolta indiretta si attesta, ai valori di mercato, a 38.072 milioni di euro (+9,4%), di cui oltre 6.300 milioni di euro relativi al risparmio gestito; quella assicurativa somma 1.832 milioni di euro (+6,7%). La raccolta complessiva da clientela si posiziona, quindi, a 76.862 milioni di euro (+6,6%).

I finanziamenti netti verso clientela, somma dei volumi valutati al costo ammortizzato e delle masse valutate al fair value con impatto a conto economico, ammontano a 31.046 milioni di euro, in incremento rispetto agli 29.380 milioni di euro di fine 2020 (+5,7%).

I crediti deteriorati netti cifrano 1.019 milioni di euro, in decremento rispetto ai 1.092 milioni di euro del 31 dicembre 2020 (-6,7%). L’incidenza degli stessi sul totale finanziamenti netti risulta pari al 3,28%, in ulteriore calo rispetto al 3,72% di fine 2020. Il livello di copertura, già in precedenza su valori particolarmente elevati, si incrementa ulteriormente posizionandosi al 55% dal 52,36% dello scorso esercizio. In tale ambito, le sofferenze nette segnano 316 milioni di euro (-8,6%), con un'incidenza sul totale finanziamenti verso clientela dell’1,02% a fronte dell’1,18% di fine 2020. Il grado di copertura delle stesse è risultato pari al 70,89% rispetto al 67,93% di fine 2020. Tenendo conto degli importi passati a conto economico in anni precedenti, la copertura di tali crediti si attesta all’86,52%. 

Le inadempienze probabili nette sono pari a 638 milioni di euro (-8,1%), con un grado di copertura del 42,24% rispetto al 39,81% di fine 2020. L'incidenza delle stesse sul totale finanziamenti scende al 2,06% rispetto al 2,36% di fine 2020. Le esposizioni scadute e/o sconfinanti deteriorate nette ammontano a 65 milioni di euro (+25,6%), con un grado di copertura che si attesta al 12,23% rispetto al 13,91% di fine 2020 e un'incidenza sul totale finanziamenti pari allo 0,21% rispetto allo 0,18% dello scorso esercizio. Il livello di copertura del credito in bonis si riduce allo 0,55% dallo 0,69% di fine 2020 in ragione principalmente del miglioramento del quadro macroeconomico e previsionale.

Le attività finanziarie, rappresentate da titoli di proprietà e derivati, ammontano a 12.544 milioni di euro, in incremento (+1.991 milioni; +18,9%) nel confronto con i volumi consuntivati sul finire del passato esercizio. In crescita il volume del portafoglio di attività finanziarie valutate al costo ammortizzato, passato dagli 7.086 milioni di euro di fine 2020 agli 8.552 milioni di euro del 30 giugno 2021 (+20,7%) con un'incidenza sul totale attività finanziarie ora pari a circa il 68,2%.

In forte crescita anche l'entità del portafoglio costituito dalle attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva, che si è portato da 2.620 milioni di euro di fine 2020 a 3.133 milioni di euro dell’attuale periodo (+19,6%). Sostanzialmente stabile il portafoglio delle altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value, che passa dagli 656,3 milioni di euro del 31 dicembre 2020 ai 672,5 milioni di euro del 30 giugno 2021 (+2,5%). Il volume complessivo dei titoli governativi italiani si è invece attestato a 7.445 milioni di euro, in crescita (+27,1%) rispetto agli 5.857 milioni di euro di fine 2020.

Le partecipazioni salgono a 326 milioni di euro, dai 305 milioni di euro del 31 dicembre 2020 (+6,8%) essenzialmente per effetto dell’incremento della valutazione a patrimonio netto delle società partecipate.

L’esposizione del Gruppo verso la BCE a titolo di TLTRO III risulta complessivamente pari a 8.874 milioni di euro, in aumento rispetto agli 8.068 milioni di euro del 31 dicembre 2020. Non sono in corso altre forme di finanziamento con l’Eurosistema.

Al 30 giugno 2021 gli indicatori di liquidità sia di breve periodo (LCR-Liquidity Coverage Ratio) sia di medio-lungo termine (NSFR-Net Stable Funding Ratio) si attestano su valori largamente superiori al requisito minimo previsto per il corrente esercizio (100%). In particolare, il valore di LCR si è attestato al 227%.

Il Gruppo può sempre fare affidamento su un consistente portafoglio di attività rifinanziabili che, al netto degli haircut applicati, ammonta a 16.020 milioni di euro: di questi, 6.497 milioni di euro (41%) sono rappresentati da titoli liberi.

I fondi propri consolidati, compreso l’utile di periodo, al 30 giugno 2021 ammontano a 3.126 milioni di euro, in aumento di 129 milioni di euro rispetto al valore di fine 2020. I fondi propri di vigilanza consolidati (phased?in) al 30 giugno 2021 si attestano a 3.425 milioni di euro rispetto al dato del 31 dicembre 2020, pari a 3.374 milioni di euro (+1,5%).

I coefficienti patrimoniali ai fini regolamentari al 30 giugno 2021, calcolati sulla base dei Fondi propri di vigilanza come sopra esposti, sono risultati pari a:

-           CET1 ratio: 16,71% (phased?in), 16,62% (fully phased);

-           Tier1 ratio: 16,75% (phased?in), 16,67% (fully phased);

-           Total Capital ratio: 18,66% (phased?in), 18,58% (fully phased).

Il Leverage Ratio al 30 giugno 2021 è pari, applicando i criteri transitori in vigore per il 2021 (phased in), al 5,84% e, in funzione dei criteri previsti a regime (fully phased), al 5,31%.

L’organico del Gruppo bancario si compone, al 30 giugno 2021, di 3.370 risorse. 107 le nuove assunzioni effettuate nel 2021. La compagine sociale è a oggi formata da 157.750 soci.

"In tema di prevedibile evoluzione della gestione per il nostro Gruppo si ritiene sussistano le condizioni per conseguire nel corrente esercizio livelli di redditività più elevati rispetto a quelli inizialmente comunicati, che avevano come obiettivo un ROE target annuo superiore al 5%" si legge in conclusione alla nota.

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