Viticoltori dalla Bassa Valtellina al Friuli per un viaggio didattico con Fondazione Fojanini

Borromini: "Il confronto con realtà sviluppate servirà a crescere e a migliorare la professionalità alla vigilia di una vendemmia che si annuncia positiva"

Due giorni per conoscere da vicino un’importante realtà viticola italiana e per trarne insegnamenti da applicare nella propria attività: Nello Bongiolatti, tecnico della Fondazione Fojanini, la settimana scorsa, ha accompagnato un folto gruppo di viticoltori della Bassa Valtellina in un viaggio didattico in Friuli Venezia Giulia. L’iniziativa, che si ripete ogni anno, rientra fra quelle coordinate dalla Comunità Montana di Morbegno per migliorare le conoscenze dei viticoltori e per offrire loro assistenza tecnica, quali le lezioni in vigna e le conferenze, in collaborazione con la Fondazione Fojanini. Il nuovo interesse per il settore da parte di molti operatori che, da soli o in cooperativa, coltivano l’uva e la trasformano in vino, e i risultati ottenuti sono da stimolo per molti altri proprietari di vigne. «La partecipazione alle nostre iniziative aumenta anno dopo anno - sottolinea il presidente Christian Borromini -, a conferma dell’importanza che questi momenti formativi rivestono per i viticoltori. Da parte nostra continueremo a garantire assistenza tecnica e supporto ai viticoltori per far crescere il settore favorendo da un lato il recupero di aree terrazzate abbandonate, dall’altro la nascita di nuove etichette».

Due le tappe del viaggio: i vivai Rauscedo, in provincia di Pordenone, leader nella produzione di barbatelle, i vigneti dell’azienda Villa Russiz nel goriziano, attiva dalla seconda metà del 1800. Nel complesso vivaistico fondato nel 1933, oggi il più grande al mondo, nel quale nascono le barbatelle di Nebbiolo-Chiavennasca che ogni anno la Comunità Montana di Morbegno distribuisce a prezzo agevolato, i viticoltori locali hanno potuto toccare con mano l’intero processo di produzione, dai campi di piante madri ai locali di lavorazione e di conservazione delle piantine, fino alle diverse tecniche di innesto. I soci della cooperativa coltivano oltre 2000 ettari tra vivaio e portinnesti per una produzione annua di circa 60 milioni di barbatelle. Un primato mondiale nel settore conquistato grazie alla professionalità dei soci in una zona che garantisce un clima favorevole.

I viticoltori della Bassa Valtellina hanno quindi visitato i vigneti di Villa Russiz, nella zona Doc del Collio, nei quali si coltivano vitigni di origine francese, come Chardonnay, Sauvignon e Pinot, e locali, quale la Ribola gialla. L’azienda, fondata nel 1868 da un agronomo, il conte Theodore de La Tour, produce vini bianchi e rossi conosciuti in tutto il mondo. Gli operatori valtellinesi sono entrati nei vigneti con le uve ormai mature e nelle cantine dove hanno assaggiato i vini dell’azienda.

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«Il confronto con realtà sviluppate servirà ai nostri viticoltori a crescere e a migliorare la loro professionalità alla vigilia di una vendemmia che si annuncia positiva - conclude il presidente Borromini -. Anno dopo anno i passi avanti sono evidenti sul fronte della qualità dei vini prodotti in Bassa Valtellina, ma il dato più confortante riguarda il sempre maggiore interesse che si riscontra tra i viticoltori che s’impegnano per migliorare e affinare le tecniche di coltivazione e di produzione».

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