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"Come al solito il giorno dopo abbiamo in giro diversi fenomeni che fanno i professori e criticano il nostro operato"

Lo sfogo di Gurini Achille, capo distaccamento dei Vigili del Fuoco Volontari di Livigno, dopo le critiche subite, nonostante il duro lavoro per domare l'incendio scoppiato sabato 3 febbraio

Pubblichiamo qui di seguito l'intervento di Gurini Achille, capo distaccamento dei Vigili del Fuoco Volontari di Livigno, dopo le critiche subite, nonostante il duro lavoro per domare l'incendio scoppiato in via Rasia nella serata di sabato 3 febbraio.

"Di solito non scrivo anche perché non mi piace ma questa volta voglio togliere un po' di dubbi a certa gente. Come al solito quando succedono questi tipi di interventi il giorno dopo abbiamo in giro diversi fenomeni che fanno i professori e criticano il nostro operato.

Purtroppo, in questo intervento abbiamo incontrato delle complicanze che hanno giocato a nostro sfavore. Prima cosa le basse temperature(-22°) che ci facevano gelare l'acqua nelle manichette tappandoci gli ugelli delle lance così da obbligarci a smontarle ogni 15/20 minuti per andare a scongelarle. La neve sul tetto(oltre 80 cm) che abbiamo dovuto spalare così da riuscire ad andare a operare sulla copertura del tetto, cercando di creare delle aperture così da tagliare il percorso del fuoco, ma anche qui abbiamo trovato un altro intoppo. Sotto le scandole e il primo strato di assi vi era una spessa lamiera che faceva da tappo e tratteneva il calore e le fiamme sotto di essa facendo sfogare il tutto verso il basso. Tagliare questa lamiera non è stato per niente facile e ci ha ritardato parecchio.

Ho pure sentito questi fenomeni dire che eravamo senza acqua, un'altra stronzata perché, grazie alle botti dei contadini, è l'unica cosa che non è mancata. Poi ci sono i professori che seduti su una sedia o appoggiati al bancone di un bar dicono: "hanno sbagliato lì" "hanno sbagliato là" "io avrei fatto così" "io avrei fatto cosà".

La prossima volta vi aspettiamo sul campo: ad operare sul tetto, a spalare neve, a tagliare il tetto con le motoseghe, a farmi gelare le mani e i piedi rischiando anche un po' la pelle. Forse riuscirete a comprendere quello che facciamo, operare per venti ore senza mollare il mazzo, anche quando sei distrutto dalla fatica e sei zuppo di acqua che pian piano di congela addosso.

Vi ricordo anche che siamo VOLONTARI e non prendiamo uno stipendio per quello che facciamo, ma lo facciamo per passione e per dare un servizio e un po' di sicurezza al nostro paese. Ogni tanto ci troviamo tutti e pensiamo di mollare il mazzo, ma poi ci convinciamo di continuare soprattutto per quelle persone che hanno fiducia in noi.

Ringrazio tutti i miei ragazzi perché mi sono reso conto di avere al mio fianco una squadra di giovani preparati, con una capacità e una voglia di fare fuori dal comune. Ringrazio tutti i nostri colleghi venuti da fuori paese, ringrazio l'amministrazione comunale che ci supporta sempre e in tutti i modi, ringrazio i contadini e tutti i volontari che ci hanno dato una preziosissima mano e per finire ringrazio tutti i nostri paesani che hanno fiducia in noi.

GRAZIE, Il capo distaccamento".

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