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Sabato, 25 Giugno 2022
Davanti al giudice / Montagna in Valtellina

Non riesce a riposare: donna di Montagna fa causa al canile di Enpa

La vicenda è approdata in Tribunale dove sono già state celebrate due udienze

Due situazioni di fragilità, entrambe da comprendere e per le quali provare empatia, che però, attualmente si scontrano l'una contro l'altra addirittura in un'aula di Tribunale. Da un lato P.A., residente a Busteggia (nel territorio comunale di Montagna) nelle vicinanze del canile gestito da Enpa e che ha dovuto fare i conti con una seria malattia; dall'altro, proprio l'ente nazionale protezione animali che, nella struttura di Busteggia, dà rifugio e ospitalità a cani e gatti in cerca di casa e padrone.

La donna valtellinese necessita, dunque, di riposo e tranquillità che però, secondo quanto sostiene la stessa, le verrebbero negati dagli animali ospitati al canile: per questo la donna ha presentato, mesi fa, una petizione per chiedere che i cani vengano nuovamente trasferiti al canile comprensoriale (distante circa 300 metri) dove sono stati ospitati dal 2006 al 2018, mentre la struttura gestita da Enpa era stata convertita in un "gattile". Ci sarebbe stato anche un tentativo di confronto per cercare di giungere a una soluzione condivisa del problema e richieste in tal senso sono state avanzate, senza successo, dalla donna anche ad altri enti, come Ats della Montagna e Comune di Montagna in Valtellina.

Visto che questi tentativi non hanno portato gli effetti sperati, la donna si è rivolta al Tribunale per chiedere, stavolta tramite vie legali, il nuovo spostamento dei cani nella struttura comprensoriale. Si sono celebrate già udienze della causa civile: nella prima sono stati ascolati vari testimoni che, come la donna, hanno evidenziato l'impossibilità di riposare o il fatto di essere costretti a dormire con le finestre chiuse anche d'estate per il rumore causato dai cani; un paio di giorni fa, nella seconda udienza, a cui per la prima volta ha partecipato anche Enpa, sono stati sentiti altri testimoni, stavollta a favore dell'ente che, intanto, a sua volta, aveva promosso una sua petizione per dire stop alla chiusura del canile attraverso la piattaforma change.org.

Indipendentemente da come questa vicenda andrà a finire (deve ancora essere fissata una data per la successiva udienza) questo conflitto rappresenta di per sé già una "sconfitta" essendo, come detto, le parti in causa in situazioni di fragilità e difficoltà (diretta per quanto riguarda la donna valtellinese, indiretta per ciò che concerne l'Enpa).

La situazione

Va comunque ricordato che, come detto, nel territorio comunale di Montagna sono due i canili a distanza di 300 metri circa l'uno dall'altro: quello attualmente utilizzato da Enpa è stato istituito a fine anni '70, ma era diventato un "gattile" dopo la creazione di un'altra struttura, gestita a livello provinciale e comprensoriale. Una struttura, quest'ultima, che ha avuto un lungo iter di progettazione e approvazione e per cui è stata scelta una sede isolata dalle case per evitare proprio problemi e conflitti come quello appena approdato in Tribunale.

Enpa Sondrio inizialmente ha collaborato con questa struttura comprensoriale, tanto che, come detto, il canile più vecchio era stato riservato, dal 2006 al 2018, a ospitare solamente gatti; poi la collaborazione si è interrotta e così anche nella vecchia struttura, vicina alla residenza della donna che ha fatto causa, sono tornati i cani.  

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