Venerdì, 19 Luglio 2024
La tradizione

Al via la stagione di alpeggio in Valtellina e Valchiavenna

La salita delle mandrie nei pascoli in quota della provincia di Sondrio si completerà attorno alla fine di giugno

Stagione d’alpeggio al via: con l’inizio della salita delle mandrie nei pascoli in quota di Valtellina e Valchiavenna (che si completerà verso fine mese) è ufficialmente iniziata la fase estiva del pascolamento in alpeggio. “Questo antico sistema di gestione della risorsa alpestre, oltrechè essere alla base delle produzioni casearie più importanti e identitarie in provincia di Sondrio, rappresenta una strategia gestionale estensiva delle risorse ambientali, offrendo numerosi vantaggi dal punto di vista economico, sociale, culturale e paesaggistico - ha rimarcato il direttore di Coldiretti Sondrio Giancarlo Virgilio -. Un augurio di buona stagione va a tutti gli allevatori, in particolare ai giovani, che in questi giorni sono partiti o sono in partenza per i pascoli montani”.

In Lombardia, così come in molti altri paesi dell'arco alpino, le attività pastorali si organizzano tradizionalmente intorno al sistema delle malghe e degli alpeggi: in gergo tecnico sono unità produttive-gestionali, spesso identificate come "malga", "alpeggio" o "alpe" e raggruppano le superfici pascolive e si attivano durante la stagione estiva.

Le piogge delle ultime settimane hanno consentito di anticipare la salita di qualche giorno, ma le premesse sono quelle di una stagione regolare, pur con l’incognita sempre in agguato del clima: sono purtroppo ancor vivi i ricordi dello scorso anno, quando il sole di un luglio infuocato ha di fatto bruciato l’erba in quota, rendendo difficilissima la stagione degli alpeggiatori.

In Valtellina e Valchiavenna si contano oltre 260 alpeggi, che offrono non solo benefici economici agli agricoltori, ma rappresentano anche importanti presidi ambientali situati in luoghi spesso difficili da raggiungere logisticamente. Per questo è ancor più importante - rimarca Coldiretti Sondrio - “promuovere la multifunzionalità, la vendita diretta in malga, il collegamento con percorsi cicloturistici e il turismo enogastronomico, sfruttando il potenziale dei prodotti lattiero-caseari, burro e formaggi in primis”.

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