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L'incontro con la campionessa olimpica

Arianna Fontana: "Trovate la risposta ai vostri perché e farete grandi cose"

Il messaggio ai giovani delle associazioni sportive e agli amministratori locali. La campionessa di Polaggia, invece, non si sbilancia sul suo futuro, ma su Milano-Cortina 2026 dice: "Può essere un trampolino di lancio per la nostra valle, basta che tutti abbiano lo stesso obiettivo"

Arianna Fontana "in cattedra" oggi nell'incontro organizzato alla sede della Comunità montana Valtellina di Sondrio dallo stesso ente insieme al Comune di Berbenno e all'Arianna Fontana Fan Club e che ha visto partecipare alcuni amministratori locali, ma, soprattutto, i giovani di varie associazioni sportive del territorio.

Il messaggio

Ed è stato proprio ai più giovani che la campionessa di Polaggia ha voluto rivolgere un messaggio ben preciso: "Non abbattetevi quando si presentano ostacoli o quando le persone vi danno contro: - ha sottolineato Arianna Fontana - quando c'è la passione si possono trovare le energie e le motivazioni giuste e si possono trovare le risposte ai propri "perchè". E, una volta trovate queste risposte ognuno di noi ha la forza di realizzare le grandi cose che ha in testa, che si tratti di un risultato sportivo, di un 10 a scuola o di qualsiasi altra cosa. Poi è importante avere al proprio fianco persone che sappiano sostenerti e stimolarti e, in questo io sono fortunata perchè la mia famiglia e il mio staff sono davvero fondamentali".

"Noi da piccoli non vedevamo l'ora di uscire: - ha proseguito poi l'atleta azzurra evidenziando l'importanza di fare sport per i più giovani - io sono sempre stata competitiva e ricordo che ogni giorno, con i miei compagni di classe ci sfidavamo in una corsa di 100 metri. Mi piaceva già allora vincere, ma quello era soprattutto un momento di divertimento. E' importante che i giovani facciano sport e non stiano troppo a giocare ai videogiochi o sul telefonino. E' vero che in Italia gli impianti sono pochi, vale per tutti i cosiddetti "sport di nicchia", e averne di più farebbe crescere il movimento. Io stessa ho dovuto spostarmi a Bormio per allenarmi. Però, quando, da nord a sud, ogni quattro anni, la gente si appassiona allo short-track e mi chiede dove i figli possano cominciare, io dico di iniziare con il pattinaggio a rotelle e vedere se piace".

Emozioni olimpiche

Inevitabile, poi, il racconto delle emozioni olimpiche, partendo dall'ultima avventura, quella di Pechino: "Sono stati quattro anni di lavoro, battaglie, sacrifici e anche pianti. Mi sono anche trasferita in Ungheria per allenarmi e alla fine tutto questo mi ha portato a Pechino nelle migliori condizioni. Volevo difendere il titolo dei 500 metri e portare a casa qualcosa in più nelle altre distanze".

Obiettivi centrati visto che a Pechino sono arrivati tre podi (un oro e due argenti) che hanno consentito ad Arianna Fontana di diventare l'atleta italiana più medagliata di sempre nella storia delle Olimpiadi invernali ed estive: "Un onore ed è stato bello ricevere i complimenti di chi ho superato [Stefania Belmondo n.d.a.]. e spero in futuro di avere a mia volta l'onore di poter fare i complimenti a chi mi supererà".

Tra l'altro le imprese sul ghiaccio della campionessa di Polaggia le sono valse l'onere e l'onore di essere portabandiera della cerimonia di chiusura delle Olimpiadi di Pechino a febbraio, ma soprattutto, della cerimonia d'apertura dell'edizione di Pyeonchang nel 2018: "Anche quello è stato un grande onore - ha raccontato la Fontana - e mi ha dato una forza che non pensavo di avere. E' stata un'emozione da godere più che una responsabilità. Da piccola vedevo gli alfieri come degli eroi e spero di diventare anche io un eroe da emulare e superare".

La svolta della carriera

Proprio a questo proposito, Arianna Fontana ha svelato un per certi versi curioso aneddoto sulla sua carriera: "Le medaglie olimpiche sono tutte bellissime, ma la svolta della mia carriera è stata la conquista del mio primo campionato europeo: lì, infatti, ho battuto la bulgara Evgenia Radanova che era il mio idolo e poi è diventata mia mentore e ora è un'amica. Lei è stata la prima a battere le asiatiche e le canadesi, quindi, mi sono detta: se io batto lei allora posso farcela anche con le altre".

Appuntamento 2026

Naturalmente, poi, tornando nell'ottica olimpica, i presenti hanno provato a capire qualcosa di più sul futuro a cinque cerchi di Arianna Fontana ovvero se sarà ancora sul ghiaccio per l'edizione di casa di Milano-Cortina 2026. La campionessa di Polaggia non ha svelato nulla, ma ha ribadito che, per la Valtellina, l'appuntamento olimpico è davvero unico: "Sarà un'occasione unica, avrà un valore grandissimo. - ha evidenziato la Fontana - Sono certa [ha detto rivolgendosi agli amministratori presenti n.d.a.] che farete il vostro lavoro al meglio per riuscire a portare in alto la nostra bellissima terra. Non solo, però, per l'appuntamento olimpico, visto che questo può essere un trampolino di lancio per valorizzare ulteriormente la nostra valle. Le basi per fare grandi cose ci sono, l'importante è avere tutti lo stesso obiettivo".

"E' bello - ha concluso il presidente della Comunità Montana di Sondrio Tiziano Maffezzini - avere qui Arianna, un esempio e un valore a beneficio di tutti, noi amministratori, i giovani sportivi e i volontari qui presenti. Arianna Fontana inorgoglisce tutti e, in un certo senso, è l'immagine delle nostre piccole comunità e della tenacia di noi montanari". 

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