Venerdì, 30 Luglio 2021
Attualità

Livigno, nuovo no all'impianto di risalita nella Vallaccia

Legambiente: "Il Comune demolisca le opere illecitamente realizzate"

Ancora una volta, come già accaduto in passato, la Corte Suprema di Cassazione, interpellata dalla società Mottolino Spa, ha espresso parere negativo circa la realizzazione dell'impianto di risalita nella Vallaccia, in un sito, posto all'interno del Comune di Livigno, di interesse comunitario soggetto al rispetto sia dei vincoli paesaggistici che delle norme europee sulla tutela degli habitat più preziosi.

L'ultima sentenza della Corte Suprema di Cassazione conferma analoghi provvedimenti, arrivati in tutte le sedi di giudizio, negli ultimi sette anni ponendo un nuovo stop, vedremo se definitivo, al tentativo di realizzare gli impianti nella località livignasca.

La Corte Suprema di Cassazione ha ritenuto inammissibile il ricorso presentato dalla società Mottolina Spa, condannandola, contestualmente a rifondere tutte le spese di giudizio più oneri raddoppiati

La soddisfazione di Legambiente 

"Non ci sono davvero più scuse: ora la Mottolino deve rimuovere immediatamente tutte le opere e le reti tecnologiche realizzate, e ripristinare lo stato naturale dei luoghi - dichiara Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia - Quella della Suprema Corte è una stroncatura netta e chiara, e intima uno stop definitivo alle tattiche con cui Mottolino ha cercato in tutti questi anni, a partire dal 2014, di rinviare la demolizione. Ci aspettiamo che a questo punto sia il Comune, in caso di inadempienza della società, ad operare affinchè la legge sia rispettata e le sentenze vengano eseguite, e chiederemo alla Regione, attraverso la modifica del Piano Territoriale Regionale, di irrobustire le norme di tutela del Paesaggio anche in vista delle Olimpiadi Invernali del 2026, per evitare ogni nuova aggressione agli ambienti protetti d'alta quota”. 

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