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Sassella, "Un cavalcavia non diventi il nuovo biglietto da visita della città"

Il monito di Sondrio Democratica: "Non si sfregi la Sassella. Le Olimpiadi passeranno ma le opere resteranno qui nella nostra valle, sulle nostre strade e sulle nostre montagne. Lavoriamo affinché non si trasformino in monumenti alla fretta e al brutto"

"Non si sfregi la Sassella, le Olimpiadi non siano usate come golden power per realizzare qualsiasi tipo di opera". A lanciare il monito, dopo l'annuncio della possibile realizzazione di un cavalcavia nei pressi del Santuario della Sassella, alle porte occidentali di Sondrio, è il gruppo consiliare di minoranza nel capoluogo "Sondrio Democratica". Una questione ambientale e di metodo, messa sul tavolo del dibattito pubblico locale quando si "stringe il cerchio" attorno alle opere ritenute fondamentali in Valtellina in previsione dei Giochi olimpici del 2026.

"Da sempre abbiamo identificato la zona della Sassella e la sua chiesa, recentemente elevata a Santuario diocesano, come luogo da tutelare e valorizzare, portando anche in Consiglio comunale una mozione per chiedere un maggior impegno al Comune nella manutenzione e nella messa in sicurezza delle sue vie di accesso. Per questo non possiamo che essere allarmati dalla prospettiva di ritrovarci alle porte della città un cavalcavia che sembra candidato a diventare il nuovo biglietto da visita della città, andando a sostituire proprio la chiesa del 1500 tanto cara ai sondriesi" commentano i consiglieri Francesco Bettinelli e Donatella Di Zinno.

La paura di Sondrio Democratica è che la progettazione infrastrutturale in previsione delle Olimpiadi diventi una corsa spasmodica alla realizzazione "a tutti i costi", senza tenere conto degli impatti negativi che potrebbe avere sul territorio e sulla popolazione. "Non avere i soldi per fare le opere è certamente un problema, ma avere i fondi e poco tempo a disposizione può essere altrettanto problematico e pericoloso. Il rischio è di realizzare qualcosa senza valutarne correttamente gli impatti ambientali e paesaggistici. Chiediamo che il Comune di Sondrio si impegni a tutelare la zona ed eviti che brutture e scempi stradali vadano a sfregiare un luogo importante dal punto di vista turistico e religioso".

Il commento del sindaco Scaramellini: "Tempi stretti, serve concretezza"

"Il problema del traffico in uscita dalla città e dalla tangenziale, dovuto alle rotonde che si susseguono, è sotto gli occhi di tutti. Occorre però lavorare ad una soluzione che non sacrifichi gli aspetti ambientali e del territorio privilegiando esclusivamente l’aspetto viabilistico. Condividiamo l’opinione di chi chiede che siano valutate tutte le alternative possibili per una scelta tanto delicata per il Capoluogo" aggiungono dalla lista civica.

Questione di metodo

Alla base della critica sembra evidente la questione metodologica. "Sapere dall’assessore regionale Sertori che il progetto sul quale si sta lavorando possa 'non arrecare particolari danni' e 'non essere perfetto, ma risolvere il problema nel miglior modo possibile e secondo i tempi dettati dall’evento sportivo' non ci rassicura affatto. Le Olimpiadi passeranno, le opere fatte in funzione di quell’evento resteranno qui nella nostra valle, sulle nostre strade e sulle nostre montagne. Lavoriamo affinché non si trasformino in monumenti alla fretta e al brutto di cui pentirci in futuro. Non è l’evento che deve dettare i tempi, devono essere la visione e l’idea che abbiamo della nostra valle e della nostra città a guidare le scelte" proseguono Bettinelli e Di Zinno.

Infine un accenno alla questione turistica. "Più volte abbiamo letto come Milano-Cortina 2026 punti a essere l’Olimpiade più green di sempre e forse lo sarà davvero per quanto riguarda l’organizzazione sportiva, ma un evento di questa portata va valutato anche per le opere di contorno e su queste bisogna porre grossa attenzione. Il nostro ruolo è quello di evidenziare criticità come queste, a maggior ragione nel momento in cui vanno a riflettersi sulla nostra città. Non abbiamo mai obiettato nulla sulla volontà di aumentare l’appeal turistico di Sondrio, pur contestando alcune scelte strategiche, ma la possibilità che la città non si opponga a un possibile sfregio ci appare un grosso errore e sembra il più classico degli autogol che va nella direzione opposta a quella della tutela ambientale e paesaggistica che sono invece i punti di forza sui quali occorre puntare".

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