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Domenica, 3 Luglio 2022
Il contrattacco

"Per crescere serve una cultura calcistica diversa in provincia"

Dopo gli attacchi e le critiche ricevuti, il direttore sportivo della Nuova Sondrio Alberto Meleri passa al contrattacco e non risparmia qualche frecciata

In molti a Sondrio e in provincia hanno rivolto critiche più o meno velate alla Nuova Sondrio calcio e ai suoi dirigenti per aver tradito la matrice valtellinese del progetto partito la scorsa primavera e aver puntato sempre più per costruire la rosa, su giocatori di fuori provincia se non addirittura stranieri.

Ora, però, è arrivato il momento proprio per i dirigenti della squadra del capoluogo di rispondere agli attacchi ricevuti e a puntualizzare alcuni aspetti e strategie che hanno portato agli sviluppi di questi ultimi mesi. E' accaduto venerdì mattina nel corso della conferenza stampa di presentazione del nuovo allenatore Fabio Fraschetti.

Serve una cultura diversa

 "Vogliamo tornare in serie D nel più breve tempo possibile - ha sottolineato il ds del Sondrio Alberto Meleri - e vogliamo disputare quel campionato nel 2026, l’anno delle Olimpiadi. Se i ragazzi valtellinesi comprendono il nostro progetto sono ben accetti, ma allo stesso modo lo sono spagnoli, africani, cinesi. L’importante è che ci mettano impegno e passione. In più devo sottolineare come proprio ai ragazzi valtellinesi il calcio interessa il giusto, non ce l’hanno come “cultura”. Chi ha questa cultura, invece, gioca fuori provincia, nei vari Folgore Caratese, Olginatese, Milano City. Vorremmo insegnare anche ai valtellinesi ad avere la mentalità del calcio come possibilità di lavoro. Invece, al momento, giusto per fare un esempio, tra i ragazzi valtellinesi che abbiamo in rosa, due di loro si sono presentati all’allenamento per la prima volta giovedì da Natale. Sempre a titolo esemplificativo, specialmente all'inizio abbiamo cercato ragazzi valtellinesi e alcuni non hanno sposato il nostro progetto. C'è stato chi, addirittura, ha preferito giocare in Seconda categoria piuttosto che con noi in Promozione".

I professionisti

Ed è proprio per cercare di sviluppare questa cultura e far crescere non soltanto la Nuova Sondrio calcio, ma l'intero movimento calcistico della provincia di Sondrio, che i dirigenti del Sondrio stanno puntando su un mister e su giocatori che lavorino e vivano il "pallone" in una determinata ottica: "Premesso che il progetto valtellinese non è affatto archiviato - ha fatto eco il presidente Michele Rigamonti - come dimostrano la squadra Juniores e quella Allievi che sono rispettivamente prima e terza nei rispettivi campionati provinciali, tutti  parlano tanto di avere pazienza, ma dopo tre sconfitte proprio di pazienza non ne ha più nessuno. La squadra ha avuto delle difficoltà, i giocatori valtellinesi a nostra disposizione sono bravi e tecnici, ma anche giovani e quindi manca loro esperienza. Abbiamo sempre lottato nei match che abbiamo disputato, ma ci mancava quel quid in più per vincere le partite. Ora crediamo di aver colmato questa lacuna attingendo a calciatori e un tecnico di fuori provincia, professionisti che qui in valle non ci sono e che comunque aiuteranno proprio i nostri giovani a crescere. L’importante, per noi è che i giocatori che vestono la maglia del Sondrio diano l’anima, se poi sono anche valtellinesi è un motivo d’orgoglio in più. E comunque, proprio a proposito dei calciatori valtellinesi vorrei precisare che non tutti quelli che abbiamo contattato ci hanno dato fiducia, né hanno creduto nel nostro progetto".

In ogni caso, i ragazzi valtellinesi non rimarranno assolutamente tagliati fuori dal progetto Nuova Sondrio: "Per l’anno prossimo - ha rivelato mister Fabio Fraschetti - abbiamo già una lista di giocatori valtellinesi che giocano in Eccellenza e Serie D da contattare. Per quanto riguarda i due acquisti imminenti, credo possano fare da traino per i valtellinesi, magari anche per quei ragazzi che in questa stagione hanno snobbato il progetto, mentre l’anno prossimo, magari, saranno i primi ad alzare il telefono e chiamarci". 

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