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Posti di lavoro a rischio / Cedrasco

Da domani cambia il fornitore: "terremoto" alla Brt di Cedrasco

Non sono stati rispettati i termini previsti per tale tipo di comunicazione: i lavoratori sono in sciopero, con il rischio di perdere il posto, o sono stati costretti ad accettare un contratto con clausole diverse dalle precedenti. Fin qui esclusi dal confronto i sindacati

Da domani cambia il fornitore della filiale Brt di Cedrasco e questo rappresenta un autentico terremoto per i lavoratori della filiale stessa: innanzitutto perchè la comunicazione è giunta solamente pochi giorni prima che questo cambio diventi effettivo, senza che venisse rispettata la legge relativa ai termini di preavviso in questi casi.

In secondo luogo perchè i lavoratori si sono e si trovano tuttora di fronte a due alternative non certo allettanti: dimettersi o rischiare addirittura il licenziamento, da un lato, oppure accettare un nuovo contratto con clausole sensibilmente diverse e peggiorative rispetto alle precedenti. Con l'aggravante rappresentata dal fatto che, almeno fino a questo momento, i sindacati non sono stati coinvolti in questa "partita".

Questo il quadro tracciato da un gruppo di lavoratori (che hanno voluto rimanere anonimi per evitare ulteriori rischi in una situazione già molto delicata) proprio della filiale Brt di Cedrasco che vogliono portare a conoscenza dell'opinione pubblica la loro situazione, tra l'altro identica a quella che stanno vivendo alcuni colleghi veneti, come riportato da VeneziaToday.

Gentile Redazione,

vi scriviamo in qualità di lavoratori alle dipendenze della filiale BRT di Cedrasco in provincia di Sondrio - esordiscono i lavoratori -. Tramite questa lettera vorremmo segnalare l’incresciosa situazione in cui siamo piombati noi e le nostre famiglie dal giorno 23 dicembre, alla faccia dello spirito natalizio! Difatti, in tarda serata, BRT ha comunicato alla nostra azienda un cambio improvviso e repentino del fornitore con decorrenza da martedì 2 gennaio 2024, senza dunque il rispetto dei termini di preavviso previsti dalla legge nei confronti della nostra azienda. Ciò ha scatenato in noi un senso di smarrimento ed incertezza poiché il fornitore entrante, che abbiamo incontrato per la prima volta in data 27 dicembre, pretendeva le nostre dimissioni volontarie e in tempi brevi oppure, come alternativa, la perdita del posto di lavoro".

"Il suo intento - prosegue la missiva - si è rivelato essere quello di farci sottoscrivere una proposta contrattuale che prevede significative modifiche delle clausole che hanno precedentemente regolato la nostra condizione occupazionale. Ulteriore disagio è stato creato dalla mancata volontà della nuova azienda di interfacciarsi con la nostra rappresentanza sindacale costituita da SI COBAS. Nel frattempo chi di noi non ha accettato tali premesse si ritrova, su indicazione del sindacato che tutela i nostri diritti, in stato di sciopero e in attesa di un proficuo confronto tra le parti che possa tenere in considerazione anche le nostre volontà, in un’ottica di trasparenza e conciliazione. Non ci piace sentirci trattare come pacchi, preferiamo consegnarli. Grazie per la cortese attenzione, auguriamo a Voi e ai lettori tutti un sereno inizio dell’anno nuovo, sperando che possa essere lo stesso anche per noi e le nostre famiglie". 

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