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Recupero dei terreni incolti: contributi per 50 mila euro dalla Comunità Montana

Oregioni: "A tutti piace ammirare prati coltivati e terrazzamenti curati, sono il biglietto da visita per una valle a vocazione turistica"

Piccoli frutti, erbe officinali, cereali, castagne e altre varietà arboree per recuperare i terreni del fondovalle e quelli in quota: un paesaggio più attrattivo, versanti protetti contro i dissesti, piccole produzioni di qualità per l’autoconsumo. Una trasformazione del territorio da molti auspicata che fatica a realizzarsi. La Comunità Montana della Valchiavenna per stimolare le persone e assecondarne la propensione verso la cura del territorio ha lanciato un bando per il recupero dei terreni incolti. Una novità per la valle, se si considerano gli ultimi anni, interamente finanziata con fondi propri dell’ente comprensoriale. Chi vorrà mettere a coltura prati e terrazzamenti o sistemare muretti a secco potrà contare su contributi a fondo perso pari alla metà della spesa sostenuta. 

«Attraverso questo bando, che lanciamo in via sperimentale, intendiamo offrire il sostegno dell’ente pubblico per attività i cui benefici investono l’intero territorio - sottolinea il presidente Flavio Oregioni -. A tutti piace ammirare prati coltivati e terrazzamenti curati, sono il biglietto da visita per una valle a vocazione turistica, inoltre la regolare manutenzione previene i dissesti. Ci auguriamo che siano in molti a cogliere questa opportunità e siamo pronti a riproporre la misura ogni anno per garantire risultati nel lungo periodo».

Nello specifico, il bando per il recupero dei terreni incolti mette a disposizione di proprietari o conduttori di superfici agricole abbandonate, che siano persone fisiche o associazioni senza scopo di lucro, la somma di 50 mila euro per coltivarle a livello hobbistico. Tra le colture ammesse a finanziamento verrà data priorità alle varietà locali e, più in generale, a quelle in grado di salvaguardare la biodiversità e la sostenibilità. Verranno finanziate le spese per il recupero e la piantumazione dei terreni incolti, per l’adeguamento dei muri di sostegno del terrazzamento coltivato, l’acquisto di materiale vegetale e per le cure colturali. Sono previsti contributi pari al 50% della spesa ammissibile che non potrà essere inferiore a 500 euro e superiore a cinquemila. Per la realizzazione degli interventi gli interessati potranno avvalersi della consulenza della Fondazione Fojanini.

«L’abbandono dei terreni, oltre a fornire un’immagine negativa del nostro territorio, è la prima causa dei dissesti - spiegano gli assessori Mauro Premerlani e Claudio Silvani - per questi motivi sarebbe importante averne cura e occuparsi della loro manutenzione, soprattutto di quelli che si trovano nei pressi dei centri abitati. Ne deriverebbero una riqualificazione dal punto di vista paesaggistico e il recupero di colture tipiche. Sappiamo che la nostra gente è profondamente legata al territorio e sono in molti ad occupare il tempo libero dedicandosi alle piccole colture: abbiamo lanciato questo bando per loro e per quelli che hanno questo desiderio».

Le richieste di contributo possono essere presentate a partire da lunedì 13 novembre e fino al 18 dicembre prossimo.

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