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Dalla Valchiavenna a Roma per la Beatificazione di Paolo VI

Quando era ancora Arcivescovo di Milano, volle fortemente la statua della Madonna d’Europa a Motta di Campodolcino

Anche una delegazione dell’Ufficio Scolastico Territoriale di Sondrio (UST) guidata dal dirigente Fabio Molinari ha preso parte ieri, domenica 14 ottobre, alla giornata di festa a Roma per la Canonizzazione di Papa Paolo VI e di altri sei Beati. In piazza San Pietro, nel corso del Sinodo dei vescovi dedicato ai giovani, diversi valtellinesi tra cui la massima autorità provinciale di pubblica sicurezza, il Prefetto Giuseppe Mario Scalia, e una rappresentanza di 55 persone della Valchiavenna e di Campodolcino recante, attraverso uno striscione, il saluto a Papa Paolo VI Santo della «Madonna d’Europa voluta quassù dall’Arcivescovo di Milano Giovanni Battista Montini». Il gruppo di valtellinesi e valchiavennaschi ha assistito alla Messa presieduta da Papa Francesco e fatto visita ad alcuni dei luoghi più suggestivi della Capitale.

«Sono molto felice di aver potuto condividere una giornata tanto importante insieme a colleghi ed amici di Valtellina e Valchiavenna –dichiara il dirigente dell’UST, Fabio Molinari –. Ogni momento trascorso in Vaticano è per me motivo di grande gioia e lo è ancor più se vissuto insieme a persone care come i colleghi dell’Ufficio, Sua Eccellenza il Prefetto di Sondrio e gli amici di Campodolcino che, nel corso dei mesi scorsi, hanno saputo affrontare con grande spirito di sacrificio le conseguenze che la frana di Gallivaggio ha portato con sé per chi abita e vive quell’area meravigliosa della Valchiavenna».

«Ieri il mio cuore si è riempito di gioia – aggiunge Sua Eccellenza il Prefetto di Sondrio, Giuseppe Mario Scalia –. Ho sempre ammirato Paolo VI per gli scritti e i pensieri che, in particolar modo, ha rivolto alla nostra Mamma Celeste. Leggendoli si ha l’impressione di avere a che fare con delle poesie indescrivibili che toccano il cuore nel profondo. Polo VI era un uomo molto colto e per me, la giornata di ieri, è stata anche l’occasione di porre nelle sue mani tutte le necessità del mio prossimo bisognoso».

«Un’esperienza davvero intensa che mi auguro possa essere veicolata coinvolgendo il più possibile anche gli studenti – spiega Giuseppe Guanella, presidente del Comitato del traforo per la Mesolcina Campodolcino-Mesocco –. Nel 2014 organizzammo la stessa gita a Roma in occasione della Beatificazione di Paolo VI che per noi rappresenta una figura molto importante poiché, quando era ancora Arcivescovo di Milano, volle fortemente la statua della Madonna d’Europa a Motta di Campodolcino, centro idrografico di tre bacini che uniscono l’Italia alla Svizzera, e che venne inaugurata nel settembre del 1958».

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