Coronavirus, spostamenti consentiti «solo se motivati» con un'autocertificazione. Cosa rischia chi sgarra

Le indicazione sono chiare, meglio rimanere in casa

Anche la provincia di Sondrio si trova all'interno dell'"area a contenimento rafforzato" instaurata dal Governo per contrastare la diffusione del coronavirus. Tra norme più stringenti per limitare il covid-19 c'è il blocco degli spostamenti all'interno del territorio.

Ci sono solo tre possibili motivazioni per cui è possibile compiere degli spostamenti in provincia di Sondrio ed in Lombardia (oltre alle province di Parma, Piacenza, Rimini, Reggio-Emilia, Modena, Pesaro e Urbino, Venezia, Padova, Treviso, Alessandria, Verbano-Cusio-Ossola, Novara, Vercelli e Asti) in questi tempi di restrizioni anti-coronavirus: avere comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute.

In provincia di Sondrio le disposizioni, rese note dal Prefetto, Salvatore Pasquariello, prevedono che chi non abbia titolo, non si possa spostare da un comune all'altro. Resta consigliabile, ad oggi, muoversi solo all'interno del territorio del proprio comune.

Il modulo

Per chi è obbligato a spostarsi il Ministero dell'Interno ha predisposto un modulo di autocertificazione che andrà compilato e mostrato al momento di un eventuale controllo da parte delle forze dell'ordine.

«È un modulo con il quale la persona si carica di responsabilità, perché deve dichiarare il motivo per cui si sta muovendo» ha sottolineato il prefetto Pasquariello, in occasione dell'incontro con le forze dell'ordine per definire le modalità operative d'intervento.

Resta il divieto assoluto di spostarsi, senza eccezioni, per le persone sottoposte a quarantena o positive al coronavirus.

I controlli verranno effettuati ex post a campione, come tutti i controlli sulle autodichiarazioni.

Il senso della norma

«Dobbiamo entrare nell'ordine di idee che le libertà ordinarie subiscono delle costrizioni che sono suggerite per il bene nostro, dei nostri familiari e della nostra nazione stessa, per mantenere il nostro paese grande. Ognuno deve fare la sua parte» ha aggiunto Pasquariello.

Importanti parole sul senso del provvedimento sono arrivate anche dal procuratore capo Claudio Gittardi: «La cosa fondamentale di queste disposizioni ministeriali non sono tanto le sanzioni quanto la collaborazione volontaria che viene richiesta a tutta la cittadinanza. Quello che si chiede è semplicemente un'autolimitazione della condotta».

Le violazioni

Chi vìola le prescrizioni e si sposta liberamente all'interno della Lombardia è punito con l'arresto fino a tre mesi e l'ammenda fino a 206 euro, secondo quanto previsto dall'articolo 650 del codice penale sull'inosservanza di un provvedimento delle autorità.

Violazione punibile anche con le disposizioni previste dall'articolo 483 del codice penale che prevede fino a 2 anni di reclusioni per le dichiarazioni mendaci.

Infine, in caso di violazione del divieto assoluto a spostarsi, in caso di quarantena, ci potrebbe essere l'accusa per diffusione colposa di agente patogeno, punibile con 5 anni di reclusione.

La direttiva completa che Il ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, ha adottato ai Prefetti è consultabile qui mentre il modulo di autodichiarazione può essere scaricato direttamente dal sito del Viminale.

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