Ardenno, in arrivo un consistente numero di richiedenti asilo

Bonat: "Mi auguro che chiunque possa intervenire si adoperi per impedire il realizzarsi di una situazione che Ardenno osteggia, non desidera e non merita"

Riceviamo e pubblichiamo integralmente la lettera scrita da Laura Bonat, sindaco di Ardenno, relariva al possibile consistente arrivo di richiedenti asilo nel comune della Bassa Valle.

LETTERA APERTA AI MIEI CITTADINI


È giunta notizia di un possibile consistente arrivo di richiedenti asilo sul nostro Comune. Sebbene la questione non sia ancora definitiva, ritengo opportuno informare già da ora la Cittadinanza, e fare le mie considerazioni. Come ho avuto modo di dichiarare - e di dimostrare - in più occasioni, non sono contraria all’acciglienza. Sono però fortissimamente contraria alla gestione irragionevole del fenomeno migranti e - ancor più - allo sciacallaggio di chi della sfortuna altrui vuole fare profitto. L’accoglienza (se così la vogliamo definire) dei nuovi migranti - previsti in un numero che si aggira sulle 50 persone - dovrebbe avvenire nella già ben nota struttura che aveva ospitato in precedenza il centro poi chiuso dalla Prefettura, per via di una gestione inadeguata.

Potremo dunque aspettarci di avere una cinquantina di persone accolte in centro paese, in un edificio che affaccia direttamente sulla strada, sprovvisto di qualsiasi spazio esterno a servizio delle persone che vi andranno a risiedere. Sappiamo tutti che il Comune non ha voce in capitolo sul l’assegnazione dei posti di “accoglienza” ma voglio comunque dire la mia con estrema schiettezza - affinché gli Ardennesi sappiano qual è il pensiero di chi hanno scelto a guida del loro Comune. Ebbene, sono assolutamente, completamente, inequivocabilmente contraria ad un nuovo arrivo e farò tutto quanto è nelle mie possibilità di Sindaco per ostacolare non solo l’arrivo ma anche la permanenza.

Penso che Ardenno, con i suoi 3262 abitanti a fine luglio, con la ventina di richiedenti asilo già presenti sul territorio stia facendo la sua parte. Con queste persone, che comunque non sono poche, è stato possibile instaurare un rapporto di collaborazione: diversi di loro prestano gratuitamente la loro opera al Comune, la maggior parte ha anche trovato lavoro. Abitano una struttura adatta ad una permanenza prolungata, una struttura con spazi adeguati. Posso dire che la loro piccola comunità si sia ben integrata nel paese, stabilendo in molti casi dei rapporti personali significativi.

È stato un lavoro lungo e delicato, fatto da Istituzioni e persone di buona volontà, per la costruzione di un equilibrio che - finalmente - funziona. Tutto quello che non abbiamo visto nel caso della precedente occupazione dello stabile in Via Cairoli. E sullo stabile, sul suo utilizzo, voglio esser estremamente schietta: trovo inaccettabile una situazione in cui per il beneficio di un singolo sia tutta una Comunità a dover pagare. Perché certo la Comunità non si arricchirà con l’arrivo di 50 persone che ben difficilmente, stante soprattutto il loro numero, potranno trovare un degno inserimento nella vita del paese.

In definitiva, un modo inadeguato di accogliere le persone e un modo indecoroso di trattare i diritti dei residenti, il classico caso in cui i benefici stanno dalla parte del privato, mentre i costi - sociali e non solo - vanno a ricadere sulla collettività. In conclusione, mi auguro che chiunque possa avere voce in capitolo si adoperi per impedire il realizzarsi di una situazione che Ardenno osteggia, non desidera e - in definitiva - non merita.  

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