Albosaggia, grande successo per il concorso letterario de 'Il Paese delle Storie': a vincere Anna Gherardi

Il titolo “Echi dalle valli alpine al tempo della grande pandemia. Racconti fra cronaca e leggenda: luoghi, uomini e animali” ha stimolato la creatività di numerosi appassionati di scrittura e di lettura che hanno aderito con entusiasmo all’iniziativa

Approda alla proclamazione e premiazione dei vincitori l’edizione 2020 della rassegna culturale “Il paese delle storie”, progetto che quest’anno si è realizzato attraverso la forma del concorso letterario durante la prima difficile stagione del Covid 19.

Il titolo “Echi dalle valli alpine al tempo della grande pandemia. Racconti fra cronaca e leggenda: luoghi, uomini e animali” ha stimolato la creatività di numerosi appassionati di scrittura e di lettura che hanno aderito con entusiasmo all’iniziativa varata come sempre da Comune di Albosaggia e Fondazione Albosaggia nonostante le grosse difficoltà e le fatiche aggiuntive imposte dall’emergenza sanitaria.

Il risultato di questa decima edizione è una ricca e variegata rosa di racconti inediti, opera anche di autori esordienti attraverso cui affiorano vicende e contenuti a metà strada fra le drammatiche cronache del momento e la pura immaginazione. «La giuria - spiega oggi il direttore di Fondazione Albosaggia, Paolo Messina - ha valutato ogni lavoro con grande cura e altrettanto interesse decretando alla fine di un’ampio e minuzioso confronto i primi tre classificati».

I premiati al concorso 'Il paese delle storie' 

Il primo premio è andato a Anna Gherardi con l’opera “Il bosco in quarantena”; secondo classificato Federico Gusmeroli con il racconto “La storia di Enrico”; terzo premiato Roberta De Devitis autore di “Ritratti di Pandemia”. Il progetto, che ha come sempre una precisa valenza sociale, punta alla valorizzazione, seppur in chiave diversa, di un appuntamento ormai consolidato con i libri e la letteratura, favorendo l’espressività e una sana comunicazione a maggior ragione in in contesto complesso come quello venutosi a creare con la pandemia.

«L’idea di stimolare la riflessione sul proprio ambiente, il passato e le tradizioni, ma anche su possibili (o immaginari) scenari futuri - spiega ancora Messina - ci ha dato modo di creare una sorta di laboratorio virtuale ma concreto dell’espressività; una sorta di spazio sereno al riparo dai contagi - conclude - nel quale elaborare un accadimento epocale lasciando traccia a chi verrà dopo di noi».

I vincitori saranno premiati singolarmente ed in modalità virtuale mentre le opere saranno a breve pubblicate mediante i canali del Comitato Organizzatore e messe così a disposizione del pubblico.

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