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Lo Spoel in secca perenne

Lo Spoel in secca perenne

Livigno: Legambiente contro la gestione delle acque dello Spoel

Nel dossier “Buone & Cattive Acque” dell'associazione ambientalista: «Il torrente è sempre in secca per la produzione di energia idroelettrica ma viene "programmato" in funzione di quello che i turisti vogliono vedere»

Livigno ed il suo torrente Spoel (o Spol) sotto la lente d’ingrandimento di Legambiente nel dossier “Buone & Cattive Acque”. Un documento redatto annualmente in occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua, che ricorre il 22 Marzo, per fare il punto sulla situazione di laghi, fiumi, torrenti e falde in Italia.

Riflettori accesi sulla cattiva gestione del corso d’acqua per uso idroelettrico, denunciata da anni nel livignasco, dove il deflusso minimo vitale e gli aspetti ecosistemici vengono troppo spesso elusi per garantire piccole produzioni di energia.

Il caso Spoel

Tributario del bacino del Danubio, lo Spoel vede il suo sottobacino nella valle di Livigno, con relative convalli, sfociando poi in un bacino artificiale italo-svizzero, il Lago del Gallo.  

Il prelievo idrico operato da A2A nelle “traverse” in quota per la produzione di energioa idroelettrica, sia dello Spoel che dei suoi affluenti in destra idrografica, sottrae acque all'alimentazione del lago artificiale, in nome di un trattato internazionale del 1957 e ratificato con legge l'anno successivo, che consente all'Italia di trasferire le portate dei corsi d'acqua intercettati ai bacini dell'Alta Valtellina in Val di Fraele e da qui agli impianti di Premadio.

Si stima che di fatto questo prelievo comporti 97 milioni di mc/anno di acqua sottratti al bacino del Danubio per quello dell'Adda-Po. In cambio, però, la Svizzera esercita il proprio diritto di utilizzo idroelettrico delle acque del lago del Gallo.

Il problema evidenziato da Legambiente è che il tratto dei corsi d'acqua sottesi alle derivazioni A2A viene completamente privato delle portate naturali, anche in considerazione del fatto che ai tempi della stipula del trattato italo svizzero non esisteva alcuna disciplina in materia di deflussi minimi. 

Fin dal 2005 il Comitato di cittadini “L’acqua è TUA” ha segnalato alle autorità competenti il totale prosciugamento degli alvei del Fiume Spoel e dei torrenti Alpe Vago, Valle delle mine, Lago del Monte e Trepalle. In particolare, l'aver sottratto il minimo deflusso vitale dai torrenti ha determinato l’abbassamento della falda acquifera, non più funzionale agli usi dell'acqua, per segnalate difficoltà di attingimento. 

A fine 2016, su iniziativa del deputato Massimo De Rosa (M5S) è stato presentato un esposto alla Commissione Europea finalizzato all'avvio di una procedura di infrazione per violazione della Direttiva Acque 2000/60. 

Ad oggi, lo stato del fiume è invariato, l'unica novità positiva è che dal 2016, anche su pressione dell'amministrazione livignasca, A2A sta operando una sperimentazione di rilascio, ma circoscritta al periodo turistico estivo: come dire che l'ecologia dei corsi d'acqua d'alta quota è 'programmata' in funzione di quello che i turisti vogliono vedere. Dunque un rimedio che non ha nulla a che fare con il funzionamento del reticolo idrico e che risolve solo una piccola parte dei problemi, disapplicando le norme sul deflusso minimo vitale che si applicano sul resto del territorio nazionale. 

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