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Domenica, 25 Settembre 2022
L'avvistamento / Caiolo

Un orso tra Albosaggia e Caiolo: il video dell'avvistamento

A fotografarlo venerdì, durante una passeggiata, la sondriese Giuliana Pedrazzoli

L'immagine è sfocata, vista anche la distanza di sicurezza da cui è stata scattata, ma non ci sono dubbi (come poi dimostrato anche dal video pubblicato qui sotto) che l'animale avvistato venerdì dalla sondriese Giuliana Pedrazzoli durante una passeggiata sia un orso.

La Pedrazzoli era in baita, quando è stata avvisata da un amico cacciatore che stava osservando con la specola, della presenza di un orso in località Costa, a 1400 metri d'altitudine sui monti tra Albosaggia e Caiolo. La sondriese allora è corsa a sua volta fuori dalla baita ed è riuscita a immortalare l'orso. Un incontro, come detto, da distanza di sicurezza, comunque molto emozionante per la donna che ha anche confermato come si trattasse di un unico esemplare di orso.

Le reazioni

Dopo l'avvistamento e l'importante eco che quest'ultimo ha ottenuto anche sui social, nel pomeriggio odierno, affidata a un lungo post su Facebook, è arrivata la reazione dei sindaci di Albosaggia e Caiolo, Graziano Murada e Primavera Farina.

"Ha fatto giustamente scalpore tra le nostre Comunità l’avvistamento, avvenuto venerdì sera, dell’orso nella zona dei “Grasei” in territorio comunale di Caiolo al confine con Albosaggia. Decine e decine di telefonate da parte di cittadini preoccupati della loro incolumità, in un territorio fortemente antropizzato e frequentato non solo dai locali, ma anche da numerosi turisti. Che sulle nostre montagne scorrazzino diversi orsi e altri grandi predatori è cosa nota e spesso tenuta sottotraccia, per non allarmare la popolazione del fatto che la nostra valle è considerata zona di espansione dei grandi predatori, da quando il “giocattolo” Trentino, luogo in cui sono stati introdotti gli orsi, è scappato di mano. Nulla di personale contro gli orsi, sia chiaro, loro fanno quello che matrigna natura gli ha chiesto di fare. Come in tutte le cose, l’importante è parlare chiaro, senza tirarci per i fondelli. - sottolineano i due primi cittadini valtellinesi - Perché, diciamola tutta, siamo gestiti a livello provinciale e regionale da funzionari, esperti, professori, enti, associazioni e umanità che hanno interessi di bottega da difendere".

Interesse di pochi

"Ma il loro spaccio è per pochi privilegiati, mentre noi sindaci vogliamo che i nostri “negozi” profumino di dignità per tutti. La vita, quella vera, impone equilibrio e anche diffidenza verso i soloni del giorno dopo. La questione degli orsi suggerisce quanto segue: in primis che in questo campo, come nella medicina, la prevenzione è fondamentale e che le ricette a posteriori non guariscono neppure il raffreddore, tanto meno conciliano gli orsi con l’uomo e il suo ambiente naturale. - proseguono Murada e Farina - Per questo, lor signori, ci dicano chiaramente se dobbiamo cedere gli spazi alpini agli orsi, ai lupi ecc. perché le montagne devono diventare terra di grandi predatori. Se la risposta sarà in questa direzione, non faremo altro che chiedere, a quel nostro mondo ritenuto antico, ma che ha nutrito di bellezza la montagna e che continua a coltivarla, di chiudere le attività. In cambio un solo invito e una sola domanda. L’invito è che nessuno ci venga più a parlare dello spopolamento della montagna. La domanda invece riguarda quali siano le misure di protezione e messa in sicurezza dei cittadini, nella speranza che chi di competenza le metterà in atto concretamente per evitare che ci scappi qualche ferito, se non peggio".

Mani legate

"Perché è vero che i sindaci nella politica di gestione dei grandi predatori non hanno la possibilità di intervenire, ma è altrettanto vero che la legge chiede e impone ai sindaci di tutelare l’incolumità pubblica. E siccome siamo in Italia quando succederà il dramma questi signori scompariranno dalla scena, mentre i sindaci saranno chiamati a rispondere di non aver tutelato i propri cittadini. - concludono i sindaci - Per questo stiamo predisponendo degli atti amministrativi per evitare tutto questo e per fare in modo che la gestione di questa importante partita sia funzionale e non vada nella direzione opposta a quella intrapresa, una direzione che è fatta di tanti progetti, di un lavoro di sinergie speso per salvaguardare il nostro territorio, per rilanciare un turismo sostenibile e ultimo ma non meno importante per riportare i giovani a lavorare su queste nostre terre alte, che altrimenti andranno perse per sempre. Noi sindaci chiediamo che ciò vada a pari passo con le responsabilità di chi di dovere, a ognuno il suo per dirla chiaramente, chiediamo di non trovarci, come purtroppo sta già succedendo su buona parte dell’arco alpino, in situazioni oggettive che rappresentano una fonte di danno anche economica, che sia tutelata sempre e comunque la sicurezza della popolazione e che ci siano azioni mirate e condivise di prevenzione e gestione dei grandi carnivori. Sia chiaro che finché ci toccherà il compito di tutelare la nostra gente non ci saranno bizantinismi, minacce, o ritorsioni che potranno fermarci, anche se noi sindaci siamo visti a volte come scocciature, a cui non dare troppo peso, non seguiremo mai determinate vie imposte da chi non vive la montagna e neppure da chi dovrebbe invece tutelarla. Il bene comune per noi è al di sopra di ogni cosa, di qualsiasi imposizione e da dovunque essa arrivi".

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