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Stefano Angelinis

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Scontro sulle tariffe TARI a Sondrio, la minoranza: «Ancora un aumento senza un progetto di qualità»

Stefano Angelinis e Marina Cotelli, capigruppo dei rispettivi gruppi consiliari di minoranza, commentano le nuove tariffe TARI votate nel consiglio comunale di dicembre

«Per il secondo anno di seguito il Comune di Sondrio aumenta la TARI, ovvero la tassa per i servizi di raccolta e smaltimento dei rifiuti. E, per quanto siano state previste temporanee riduzioni per determinate utenze commerciali particolarmente colpite dal Covid, gli aumenti (in alcuni casi a due cifre) si scaricano principalmente sulle famiglie».  Si apre così il comunicato stampa a firma di Stefano Angelinis, del Gruppo Giugni Sindaco, e di Marina Cotelli, del Gruppo Sondrio 2020, dopo che nel consiglio comunale del capoluogo valtellinese sono state approvate le nuove tariffe TARI.

«Nel Consiglio comunale di approvazione delle nuove tariffe - proseguono - abbiamo manifestato la nostra preoccupazione: bene le agevolazioni (anche se solo per qualcuno) per il 2020, ma il trend degli aumenti rischia di continuare anche per i prossimi anni. Tutto ciò appare figlio di un approccio dell’Amministrazione che si è dimostrata fino ad oggi incapace di riprogettare un nuovo modello di raccolta rifiuti, sia nel senso dell’auspicato incremento della differenziata (Sondrio è l’unico capoluogo di Provincia lombardo con una differenziata inferiore al 60% - dati ISPRA 2019) e dell’introduzione della raccolta dell’umido, sia nel senso di una revisione delle tariffe nella direzione di una tariffazione puntuale, vale a dire: pago in base ai rifiuti che produco». 

Angelinis e Cotelli: «Inopportuna la polemica con Secam»

«Di questi obiettivi, pur enunciati nel programma dell’Amministrazione, non si vede traccia né principio di attuazione.  E non è accettabile che tutto si riduca a una inopportuna polemica con SECAM che tracima fin sulle pagine dei giornali, quasi che si trattasse di un soggetto terzo. Perché il Comune è azionista di maggioranza di SECAM, che è assoggettata al controllo analogo; il Comune ne esprime il Presidente, e ne ha formalmente approvato il piano industriale. Il Comune non può pertanto disconoscere il proprio ruolo nelle scelte di SECAM stessa».

«Gli obiettivi di miglioramento del servizio e degli standard ambientali - concludono - sono e debbono essere figli di un indirizzo politico da parte delle Amministrazioni che controllano SECAM, e non lasciati alla mera gestione tecnica dell’Azienda. Le importanti enunciazioni programmatiche della Giunta debbono quindi trovare ascolto e spazio nella programmazione della Società. Ciò che conta, ora e per il futuro, sarà quindi il rispetto degli impegni presi, come sempre in democrazia, e al termine di questi 5 anni l’Amministrazione dovrà rendere conto delle promesse fatte e dei risultati ottenuti sul fronte della raccolta rifiuti e del relativo costo a carico della collettività».


 

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