Ammutinamento dei ciclisti al Giro, il direttore di corsa Vegni: «Figuraccia, qualcuno pagherà»

Dopo la partenza di Morbegno gli atleti hanno chiesto di sospendere la corsa per il maltempo. La dura reazione dell'organizzatore: «Decisione che abbiamo subito, inaccettabile»

La maglia rosa Kelderman sale sull'ammiraglia in Valtellina (Foto di Giro d’Italia, Fb)

«È stata una decisione che abbiamo subito, inaccettabile. Adesso pensiamo ad arrivare fino a Milano, poi - quando saremo a bocce ferme - di certo qualcuno pagherà anche questo». È un Mauro Vegni molto duro, quello che ha parlato ai microfoni della Rai, dopo l'ammutinamento di questa mattina al 103esimo Giro d'Italia di ciclismo, con il taglio del percorso della 19esima tappa, da Morbegno ad Asti (leggi qui).

La terzultima tappa del Giro 2020 è stata quindi accorciata dopo la protesta dei corridori per il maltempo. Neutralizzata dopo i primi 8 chilometri, è ripartita da Abbiategrasso, diretta ad Asti, in Piemonte, dove l'arrivo è previsto dopo circa 130 di chilometri di corsa.

«C'è grande rammarico per la brutta figura che abbiamo fatto, come sport e ciclismo - aggiunge il direttore di corsa - vi dico che questa figuraccia oscura quanto di buono abbiamo fatto finora per portare a termine il Giro».

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