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Ospedale Morelli, il reparto di Neurochirurgia è aperto o chiuso? Lo scontro tra comitato e Asst

Botta e risposta in Alta Valle per la gestione del reparto diretto dal dottor Federico De Gonda

Era il 5 gennaio 2021 quando il "Comitato a difesa della sanità di montagna - Io sto con il Morelli" denunciava la chiusura improvvisa dell'ambulatorio di neurochirurgia nell'ospedale di Sondalo. «I pazienti prenotati sono stati avvisati di non venire. La scusante? Mancanza di personale. Ma il personale c'è per tenere ambulatori aperti a Morbegno e Chiavenna oltre che a Sondrio. Un altro duro colpo incassato dall’ospedale Morelli. Che fine hanno fatto le promesse di Massimo Sertori, Giulio Gallera e Attilio Fontana, che garantivano il ripristino dell’ospedale Morelli alla situazione pre-covid? Un’altra grossa menzogna dalle gambe molto corte rivela il piano di Regione Lombardia» avevano dichiarato dal comitato popolare del Bormiese.

Ieri, mercoledì 13 gennaio, è giunta la replica dell'azienda ospedaliera Asst Valtellina e Alto Lario, con il programma di visite dei prossimi giorni. «Visite ai pazienti con problematiche che si riferiscono alla terapia del dolore e visite di neurochirurgia generale il mercoledì, infiltrazioni per la terapia del dolore il giovedì: sono i servizi garantiti dall'ambulatorio di Neurochirurgia dell'Ospedale Morelli che è in grado di soddisfare tutte le richieste, anche quelle urgenti. Quattordici gli appuntamenti previsti per oggi, tra mattina e pomeriggio, compresi quelli che la settimana scorsa era stato necessario rinviare a causa della contemporanea assenza forzata di più medici. Domani ne sono in programma otto, molti meno dei posti disponibili. Mercoledì 20 risultano prenotate otto visite e tre il 21, quindi chi nei prossimi giorni vorrà fissare un appuntamento lo otterrà a brevissimo, senza lista d'attesa».

Secondo Asst Valtellina, quello che è avvenuto la settimana scorsa è da considerarsi quale un temporaneo impedimento che non ha creato disagi agli utenti, se non lo slittamento dell'appuntamento di soli sette giorni. «L'offerta garantita dall'ambulatorio di Neurochirurgia non è mai diminuita - spiega il dottor Federico De Gonda, direttore dell'Unità operativa complessa della Neurochirurgia -: in funzione dei bisogni, ovvero delle richieste avanzate dagli utenti, organizziamo l'attività nei reparti e negli ambulatori dell'Azienda per soddisfarle, comprese le situazioni di overbooking e le urgenze».

Per quanto riguarda le visite del mercoledì, neurochirurgiche e per la terapia del dolore, ci sono 18 posti a disposizione ogni settimana, dai 72 ai 90 al mese, nove il giovedì per le iniezioni di sostanze terapeutiche nell'articolazione, quindi dalle 36 alle 45 al mese: numeri che, come si evince dalle prenotazioni del mese di gennaio, consentono di soddisfare le necessità degli utenti. Le visite del mercoledì vengono gestite attraverso il Cup, il Centro unico di prenotazione, quelle del giovedì direttamente dallo specialista neurochirurgo. Non ci sono utenti in sospeso: tutti quelli che hanno richiesto un appuntamento l'hanno ottenuto.

La replica del Comitato

Soddisfatto della notizia il "Comitato a difesa della sanità di montagna - Io sto con il Morelli". «Di questa piccola grande conquista dobbiamo ringraziare i Sindaci dell’Alta Valle per aver prontamente agito, gli operatori della neurochirurgia per la loro disponibilità, e tutte le persone che hanno prottivamente dato risalto alla vicenda. Un dubbio sorge spontaneo: le motivazioni con cui veniva chiuso l’ambulatorio settimana scorsa era la carenza di personale. Questa settimana però, nonostante l’ulteriore mancanza del Dott. Cella, il personale e’ magicamente riapparso? Chiediamo ad ASST maggiore trasparenza, chiarezza ed onestá nelle comunicazioni che riguardano la salute dei cittadini!».

«Questa vicenda è la dimostrazione che quando cittadini ed istituzioni si muovono forti e compatti, i risultati possono arrivare. Per il Sanità di Montagna la strada è ancora molto lunga, e la si può percorrere solo insieme: cittadini ed istituzioni di tutta la provincia, uniti e compatti, da Livigno a Madesimo» hanno concluso quelli del comitato popolare.

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