Coronavirus e maturità: «Non abbiamo abbastanza commissari», esame rinviato?

I numeri forniti dall'assessore regionale all'Istruzione, Melania Rizzoli

Professori che non si trovano. E una data, già stabilita, che rischia di slittare. Continua a essere a ostacoli la corsa verso gli esami di maturità dell'anno scolastico 2019/2020, fortemente segnato dall'emergenza Coronavirus, con le scuole ormai chiuse da fine febbraio. 

La maturità dovrebbe prendere il via ufficialmente il 17 giugno 2020 con la sola prova in presenza di un'ora, ma in Lombardia il pericolo - concreto - è di dover rinviare tutto. A lanciare l'allarme, giovedì mattina, è stato l'assessore all'istruzione, formazione e lavoro, Melania Rizzoli.

"Se gli esami di Stato dovranno essere il banco di prova della ripartenza della scuola, come dichiarato dal coordinatore del Comitato tecnico scientifico Agostino Miozzo nella sua audizione di ieri alla Camera, allora facciamo fatica ad essere ottimisti. A sei giorni dalla presunta data di inizio delle prove, messe in piedi in qualche modo solo con un'ordinanza di due mesi e mezzo dopo l'inizio della crisi sanitaria non abbiamo abbastanza commissari in Lombardia", ha detto. 

Possibilità di rinvio

"Su 1700 commissari necessari nelle istituzioni scolastiche lombarde al 5 giugno ne mancavano 700 - sono i dati forniti dall'assessore -. Solo a Milano, 300 su 600, 70 a Varese, 65 a Monza".

E sembra che mercoledì ad alcuni studenti sia stata comunicata la possibilità di un rinvio. "Solo ieri - ha annunciato Rizzoli - a molti maturandi è stato preannunciato un possibile slittamento della data in attesa di comporre le commissioni, che si sta rivelando più difficile di una 'mission impossible', nonostante le deroghe approvate dal Ministero anche se con evidente ritardo".

"Senza scadere nella retorica dell'esperienza mancata di questa generazione di maturandi, tutto questo è inaccettabile. Salvare l'anno scolastico e formativo annunciando di fatto la promozione di tutti - ha sottolineato l'assessore - è l'esatto contrario di ciò che la scuola deve essere per il futuro dei giovani". 

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"Pur abituati a una politica che annuncia e smentisce - ha concluso - non possiamo che stigmatizzare questa modalità soprattutto nei confronti degli studenti che, più di tutti, hanno subito gli effetti della pandemia. A loro più che mai si deve chiarezza sia per l'esame di Stato che si apprestano a sostenere, sia rispetto all'avvio del prossimo anno scolastico e formativo nella massima sicurezza".

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