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I numeri al 30 giugno 2023

Banca Popolare di Sondrio da record: utile netto a 207 milioni di euro

Il cda dell'istituto di credito ha approvato i risultati al 30 giugno 2023

Il Consiglio di Amministrazione della Banca Popolare di Sondrio, riunitosi in data odierna sotto la presidenza dell'avvocato Francesco Venosta, ha esaminato e approvato la relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 2023.

In Italia, l’evoluzione congiunturale del quadro macroeconomico rimane positiva, anche se nel secondo trimestre dell’anno ha subito una battuta d’arresto, come certificato dalle stime preliminari rilasciate dall’ISTAT. Le previsioni di consenso per il secondo semestre del 2023 rimangono prudenti, con una crescita complessiva del Prodotto Interno Lordo annuale in area 1%. In tale contesto, il Gruppo Banca Popolare di Sondrio ha dimostrato di sapersi destreggiare adeguatamente grazie al forte posizionamento commerciale nelle aree di insediamento, facendo registrare un utile netto record di 207,1 milioni di euro.

Di seguito, vengono riportati alcuni dettagli sugli indicatori economico-finanziari di maggior rilievo:

• il risultato netto di periodo, positivo per € 207,1 milioni, riflette il forte incremento dei proventi dell’attività bancaria caratteristica che si attestano a € 621,9 milioni (+23,2% rispetto al 30 giugno 2022; margine di interesse +33,4% e commissioni nette +5,4%). Tale dato beneficia anche del positivo contributo delle attività finanziarie per € 60,4 milioni, mentre sconta un incremento dei costi operativi attestatisi a € 278,7 milioni (cost-income ratio comunque in netto miglioramento pari al 40,6%) e delle rettifiche di valore nette che hanno cifrato € 78,9 milioni. Gli oneri per la stabilizzazione del Sistema bancario risultano pari a € 40,9 milioni;

• i ratios patrimoniali si confermano tra i più elevati nel confronto con le banche italiane sottoposte a vigilanza BCE. Nella versione phased-in, il CET1 ratio e il Tier1 ratio si posizionano al 15,8%, mentre il Total Capital ratio risulta pari al 18,4%. In versione fully loaded i coefficienti segnano rispettivamente 15,7% e 18,3%. Tali ratios sono esposti tenendo conto della quota parte dell’utile di periodo destinabile ad autofinanziamento, la cui inclusione nei fondi propri è soggetta ad approvazione da parte del Supervisore;

• il costante impegno nell’integrazione dei fattori ESG nei principali processi di business è ora testimoniato, tra l’altro, dall’utilizzo di uno Score ESG di controparte come fattore aggiuntivo a supporto degli organi deliberanti e a beneficio della procedura di pricing. L’agenzia indipendente di rating di sostenibilità Standard Ethics, nel mese di aprile a conclusione del processo di valutazione annuale, ha alzato l’Outlook da stabile a positivo confermando il Corporate Rating a EE e il Rating di lungo periodo a EE+. Tali giudizi consentono alla banca di ben figurare nel quadro delle valutazioni espresse dall’agenzia sulle banche italiane;

• l’incidenza dei crediti deteriorati lordi, come sintetizzato dal NPL ratio lordo, si attesta al 4,2% (rispetto al 4,3% di dicembre 2022). Tenendo conto delle rilevanti coperture, l’incidenza delle esposizioni deteriorate nette si attesta all’1,7% (rispetto all’1,8% di dicembre 2022). Resta fermo l’intendimento della Banca di proseguire nel processo di derisking, anticipando gli obiettivi di Piano;

• i tassi di copertura del credito deteriorato, in ottica prudenziale, si incrementano ulteriormente, risultando tra i più elevati nel campione delle banche italiane sottoposte a Vigilanza BCE. Rispetto al 31 dicembre 2022, il coverage ratio del totale crediti non performing sale al 60,3% dal 58,3%, quello riferito alle sole posizioni classificate a sofferenza si colloca all’83,2% dal 76,5%, superando il 90% con l’inclusione degli importi passati a conto economico in anni precedenti su posizioni già a sofferenza per le quali si mantiene un’evidenza contabile a fronte di una prospettiva di eventuali recuperi. Il livello di copertura delle inadempienze probabili si conferma sostanzialmente stabile al 51,3% dal 51,2% mentre il tasso di copertura del credito in bonis aumenta allo 0,53% dallo 0,45%;

• il costo del rischio si attesta a 47 punti base, mantenendosi sostanzialmente in linea con il dato consuntivato negli ultimi tre trimestri. L’indicatore include un ulteriore incremento degli overlays manageriali, che ricomprendono anche componenti di rischio ESG, ora complessivamente pari a circa € 120 milioni. Il tasso di decadimento al 30 giugno 2023 si attesta allo 0,95% dallo 0,86% del 31 dicembre 2022;

• il Texas ratio, rapporto tra il totale dei crediti deteriorati netti e il patrimonio netto tangibile, si riduce ulteriormente, posizionandosi al 16,6% dal 18,2% di fine dicembre 2022;

• la raccolta diretta da clientela risulta pari a € 39.091 milioni (+2,3% rispetto al 30 giugno 2022, -6,4% rispetto a fine 2022) e risente in particolare della contrazione della raccolta istituzionale e della tendenza della clientela a dirottare la propria liquidità verso altre forme di investimento. Escludendo la raccolta da investitori istituzionali l’aggregato evidenzia una sostanziale stabilità da inizio anno (-0,3%);

• la raccolta indiretta, pari a € 42.720 milioni, si incrementa rispetto agli € 39.059 milioni di fine 2022 (+9,4%), beneficiando pure del positivo andamento dei mercati finanziari registrato nel primo semestre dell’anno. Il risparmio amministrato cifra € 35.929 milioni rispetto agli € 32.672 milioni del 31 dicembre 2022 (+10%). Il risparmio gestito risulta pari a € 6.791 milioni rispetto ai 6.386 milioni di euro di fine 2022 (+6,3%) e, oltre alla già menzionata favorevole dinamica di mercato, incorpora una raccolta netta positiva;

• la raccolta assicurativa ammonta a € 2.028 milioni rispetto agli € 1.958 milioni del 31 dicembre 2022 (+3,6%), con una raccolta netta anch’essa positiva;

• i finanziamenti verso clientela sono pervenuti a € 33.300 milioni, in lieve incremento (+0,8%) rispetto agli € 33.020 milioni di fine 2022. Le erogazioni del periodo si sono attestate a circa € 2,5 miliardi, in linea con le aspettative di Piano (€ 3,1 miliardi le erogazioni del primo semestre 2022 di cui oltre € 200 milioni assistiti da garanzia statale);

• gli indicatori di liquidità, sia di breve (Liquidity Coverage Ratio) sia di medio periodo (Net Stable Funding Ratio), si posizionano ben al di sopra dei requisiti minimi regolamentari. Il Liquidity Coverage Ratio si è attestato al 169% (dal 155% del 31/03/2023 e dal 137% del primo semestre 2022) pure a fronte del rimborso della tranche del funding TLTRO in scadenza a giugno (4,4 € miliardi), il Net Stable Funding Ratio si posiziona al 129%;

• si conferma positivo il contributo apportato al risultato netto di Gruppo da parte delle società controllate e collegate. Di particolare rilievo i risultati economici conseguiti da BPS SUISSE e Factorit che ammontano a complessivi 31,8 € mln a frontedei 21,3 € milioni del primo semestre 2022 (+49,1%).

L’andamento economico del Gruppo

L'utile netto consolidato al 30 giugno 2023 è stato pari a € 207,1 milioni rispetto agli € 105,1 milioni del periodo di confronto. Tale risultato riviene da un utile lordo consolidato di € 301,9 milioni, da cui vanno dedotte imposte per € 94,8 milioni, corrispondenti a un tax rate del 31,4%. Il margine di interesse si è attestato a € 427,3 milioni, in aumento del 33,4% rispetto al 30 giugno 2022. Per quanto attiene alla componente commerciale relativa all’intermediazione del denaro con la clientela è proseguito l’allargamento della forbice in coerenza con l’attuale contesto di rialzo significativo dei tassi di interesse di mercato. Il flusso cedolare riveniente dal portafoglio titoli di proprietà risulta più che raddoppiato rispetto al periodo di riferimento potendo contare sull’elevata incidenza di titoli a tasso variabile.

Tali elementi hanno più che controbilanciato la marginalità negativa del canale interbancario in gran parte legata al costo delle operazioni di rifinanziamento in essere con la BCE. Le commissioni nette da servizi hanno cifrato € 194,5 milioni, mostrando un buon incremento (+5,4%) rispetto agli € 184,5 milioni del periodo di confronto, risultando in contro tendenza rispetto al trend negativo evidenziato dai principali operatori bancari italiani. Tale dinamica riflette la crescita dei proventi rivenienti dai finanziamenti, dalla tenuta e gestione dei conti correnti, da garanzie rilasciate, dai servizi di incasso e pagamento, dalla bancassurance, dall’attività in titoli con la clientela e dall’operatività del Servizio internazionale. Il risultato dell’attività finanziaria è stato positivo per € 60,4 milioni, rispetto agli € 47,5 milioni consuntivati nel periodo di confronto. I dividendi incassati ammontano a € 2,3 milioni, in riduzione rispetto agli € 5,7 milioni del 30 giugno 2022, anche a motivo di pagamenti che saranno meramente posticipati al secondo semestre. Il risultato dell’attività di negoziazione ha cifrato € 54,9 milioni rispetto ai 2,7 milioni di euro del periodo di confronto. Gli utili da cessione o riacquisto, ammontati a € 3,2 milioni, si confrontano con gli € 39,2 milioni del giugno 2022.

Il risultato delle altre attività finanziarie valutate al fair value (voce 110b) torna positivo per € 3,9 milioni rispetto al contributo negativo di € 67,6 milioni del periodo di confronto. In tale ambito le plusvalenze su crediti a clientela valutati al fair value sono risultate pari a € 1,1 milioni rispetto agli € 17,2 milioni di minusvalenze consuntivate al 30 giugno 2022. Le altre componenti, prevalentemente legate a quote di fondi obbligazionari (OICR) il cui stock è stato significativamente ridotto a partire dall’ultimo trimestre del 2022, hanno generato plusvalenze per € 2,8 milioni rispetto alle minusvalenze pari a € 50,3 milioni dei primi sei mesi del 2022. Il margine d'intermediazione è pertanto risultato pari a € 686,2 milioni dagli € 484,7 milioni del periodo di confronto (+41,6%). Le rettifiche di valore nette si sono attestate a € 78,9 milioni rispetto agli € 43,8 milioni del periodo di confronto (+80,1%). L’indicatore include un ulteriore incremento degli overlays manageriali, che ricomprendono anche componenti di rischio ESG, ora complessivamente pari a circa € 120 milioni.

Per una più agevole chiave di lettura dell’ammontare rettifiche di valore nette si precisa quanto segue: la voce 130 del conto economico, che è relativa a esposizioni verso clientela e banche sotto forma sia di finanziamenti e sia di titoli, ammonta a € 73,7 milioni ed è costituita quasi completamente da rettifiche relative alle attività finanziarie valutate al costo ammortizzato; la voce 140, che rileva gli utili/perdite da modifiche contrattuali senza cancellazioni, derivanti dalle variazioni apportate ai flussi di cassa contrattuali, nel periodo di riferimento è stata positiva per € 4,5 milioni; l’aggregato delle predette voci somma quindi € 69,2 milioni. Se si considerano gli € 10,8 milioni di accantonamenti netti relativi a rischio di credito per impegni e garanzie e l’utile da cessione di crediti per € 1,1 milioni, si ottengono € 78,9 milioni di rettifiche di valore nette di cui sopra. Il rapporto tra le rettifiche di valore nette (€ 78,9 milioni) e i finanziamenti netti verso clientela (€ 33.300 milioni), cosiddetto costo del credito, risulta quindi pari allo 0,47% rispetto allo 0,51% di dicembre 2022. Il risultato netto della gestione finanziaria si è attestato a € 607,3 milioni, confrontandosi con gli € 440,9 milioni del periodo di raffronto (+37,7%). I costi operativi risultano in incremento (+8,8%) e ammontano a € 278,7 milioni rispetto agli € 256,2 milioni del periodo di confronto. La componente delle altre spese amministrative ha cifrato 137,2 milioni di euro rispetto agli € 130,7 milioni del periodo di confronto (+5%) riflettendo pure le note dinamiche inflative presenti nell’economia. La voce riferita alle spese per il personale, pari a 141,9 milioni di euro dai 130,7 milioni di euro del primo semestre 2022 (+8,5%) sconta sia l’ulteriore crescita dell’organico sia in parte i futuri aumenti del costo del lavoro legati anche al rinnovo contrattuale in fase di negoziazione. Le spese amministrative nel loro complesso si attestano quindi a € 279,1 milioni in aumento rispetto agli € 261,4 milioni (+6,8%) del periodo di confronto. La voce accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri evidenzia accantonamenti pari a € 12,6 milioni rispetto agli € 6,2 milioni consuntivati nel periodo di confronto. Le rettifiche su attività materiali e immateriali ammontano a € 31,9 milioni, in incremento rispetto agli € 27,5 milioni del 30 giugno 2022 (+15,9%). Gli altri oneri e proventi di gestione sono positivi e cifrano € 44,9 milioni rispetto ai 38,9 milioni di euro del periodo di confronto (+15,2%).

Alla luce di quanto sopra, il cost-income ratio, calcolato come rapporto tra i costi operativi e il margine di intermediazione, risulta pari al 40,6% dal 49,1% del 31 dicembre 2022. Il risultato della gestione operativa si è pertanto attestato a € 328,6 milioni rispetto agli € 184,7 milioni del giugno 2022 (+77,9%). Gli oneri per la stabilizzazione del sistema bancario hanno cifrato € 40,9 milioni rispetto agli € 40 milioni del periodo di confronto (+2,0%). La voce utili/perdite su partecipazioni e su altri investimenti ha evidenziato un saldo positivo di € 14,2 milioni rispetto agli € 9,2 milioni del periodo di confronto. Il risultato complessivo al lordo delle imposte ha pertanto segnato € 301,9 milioni, rispetto agli € 153,9 milioni del 30 giugno 2022. Detratte infine le imposte sul reddito, pari a € 94,8 milioni, si perviene a un utile netto di periodo di € 207,1 milioni, che si raffronta con gli € 105,1 milioni del 30 giugno 2022.

Gli aggregati patrimoniali

La raccolta diretta da clientela risulta pari a € 39.091 milioni (+2,3% rispetto al 30 giugno 2022, -6,4% rispetto a fine 2022) e risente in particolare della contrazione della raccolta istituzionale e della tendenza della clientela a dirottare la propria liquidità verso altre forme di investimento. Escludendo la raccolta da investitori istituzionali l’aggregato evidenzia una sostanziale stabilità da inizio anno (-0,3%).

La raccolta indiretta, influenzata dalla positiva dinamica dei mercati, si attesta a € 42.720 milioni rispetto agli € 39.059 milioni di fine 2022 (+9,4%). Il risparmio amministrato cifra € 35.929 milioni e si confronta con gli € 32.672 milioni del 31 dicembre 2022 (+10%). Il risparmio gestito, pari a € 6.791 milioni rispetto ai 6.386 milioni di euro del periodo di confronto (+6,3%), beneficia di raccolta netta positiva, così come del favorevole effetto mercato. La raccolta assicurativa, che sta progredendo in misura più positiva rispetto alle attese, somma € 2.028 milioni dai 1.958 milioni di euro del periodo di confronto (+3,6%), con flussi netti positivi. La raccolta complessiva da clientela si posiziona, quindi, a € 83.840 milioni dagli € 82.787 milioni di fine 2022 (+1,3%). I finanziamenti netti verso clientela, somma di quelli valutati al costo ammortizzato e di quelli valutati al fair value con impatto a conto economico, ammontano a € 33.300 milioni, in lieve incremento rispetto agli € 33.020 milioni di fine 2022 (+0,8%). I crediti deteriorati netti cifrano € 577 milioni, in decremento rispetto agli € 609 milioni del 31 dicembre 2022 (-5,1%). L’incidenza degli stessi sul totale finanziamenti netti risulta pari all’1,7%, in linea con il dato di fine 2022. I livelli di copertura si confermano particolarmente elevati; quello riferito al totale delle posizioni deteriorate si posiziona al 60,3% dal 58,3% di fine 2022. In tale ambito, le sofferenze nette segnano € 87 milioni (-28,5%), con un'incidenza sul totale finanziamenti verso clientela dello 0,3%, in riduzione rispetto allo 0,4% di fine 2022. Il grado di copertura delle stesse è risultato pari all’83,2% rispetto al 76,5% del periodo di confronto; tenendo conto degli importi passati a conto economico in anni precedenti su posizioni già a sofferenze per le quali si mantiene un’evidenza contabile, a fronte di una prospettiva di eventuali recuperi, la copertura per tali crediti si è attestata al 94,3%.

Le inadempienze probabili nette sono pari a € 414 milioni rispetto agli € 430 milioni del 31 dicembre 2022 (-3,8%), con un grado di copertura sostanzialmente stabile, al 51,3%; l'incidenza delle stesse sul totale finanziamenti si attesta all’1,2% dall’1,3% del periodo di confronto. Le esposizioni scadute e/o sconfinanti deteriorate nette ammontano a € 76 milioni dagli € 57 milioni di fine 2022 (+34,8%), con un grado di copertura che si attesta all’11% rispetto al 7,8% di fine 2022 e un'incidenza sul totale finanziamenti pari allo 0,2%, in linea con quella dello scorso esercizio. Il livello di copertura del credito in bonis si incrementa allo 0,53% dallo 0,45%. Le attività finanziarie, rappresentate da titoli di proprietà e derivati, ammontano a € 13.475 milioni, in riduzione di € 192 milioni (-1,4%) nel confronto con i volumi consuntivati sul finire del passato esercizio. Più in dettaglio: le attività finanziarie detenute per la negoziazione passano dagli € 179,7 milioni di fine 2022 agli € 185,9 milioni di giugno 2023 (+3,5%); le altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value, scendono dagli € 686,8 milioni del 31 dicembre 2022 agli € 212,6 milioni del 30 giugno 2023 (-69%); le attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva si portano da € 2.556 milioni di fine 2022 a € 2.732 milioni dell’attuale periodo (+6,9%) mentre il volume delle attività finanziarie valutate al costo ammortizzato sale dagli € 10.245 milioni di fine 2022 agli € 10.345 milioni del 30 giugno 2023 (+1,0%). Il volume complessivo dei titoli governativi italiani si è invece attestato a € 6.858 milioni, in riduzione (-12,1%) rispetto agli € 7.800 milioni di fine 2022. Con riferimento a quest’ultimo aggregato, il volume dei titoli a tasso variabile e di quelli indicizzati all’inflazione si attesta a circa € 5,6 miliardi, in riduzione rispetto ai circa € 6,3 miliardi del 31 dicembre 2022 (-11,6%). In ulteriore aumento la quota di portafoglio destinata a titoli di debito ESG che ha raggiunto gli € 1.423 milioni.

Le partecipazioni sono ammontate a € 360 milioni, in incremento rispetto agli € 323 milioni di fine 2022 beneficiando dell’aumento delle riserve patrimoniali di alcune società partecipate. L’esposizione del Gruppo verso la BCE risulta pari a € 4.506 milioni ed è riferita unicamente a operazioni TLTRO III, in riduzione, a seguito del rimborso di € 4.368 milioni avvenuto lo scorso 28 giugno 2023, rispetto al 31 dicembre 2022 quando risultava pari a € 8.874 milioni. Al 30 giugno 2023 gli indicatori di liquidità, sia di breve periodo (LCR-Liquidity Coverage Ratio) sia di medio-lungo termine (NSFR-Net Stable Funding Ratio), si attestano su valori largamente superiori al requisito minimo previsto per il corrente esercizio (100%). Il Liquidity Coverage Ratio si attesta al 169% dal 137% del primo semestre 2022, pure a fronte del rimborso della tranche del funding TLTRO in scadenza a giugno (4,4 € miliardi). Il Net Stable Funding Ratio si posiziona al 129%. Il Gruppo può sempre fare affidamento su un consistente portafoglio di attività rifinanziabili che, al netto degli haircut applicati, ammonta a € 17.437 milioni rispetto agli € 17.347 milioni del 31 marzo 2023. Tale aggregato include anche i titoli BCE eligible pari a circa 1 miliardo di euro rivenienti dall’operazione di auto-cartolarizzazione di prestiti a piccole e medie imprese finalizzata nel mese di giugno. Le attività disponibili sono pari a € 9.301 milioni in significativo incremento rispetto agli € 5.599 milioni del 31/03/2023. 

Il patrimonio netto consolidato, compreso l’utile di periodo, al 30 giugno 2023 ammonta a € 3.510 milioni, in aumento di € 123 milioni sul valore di fine 2022 (+3,6%). I fondi propri di vigilanza consolidati (phased‐in) al 30 giugno 2023 si attestano a € 3.874 milioni rispetto al dato del 31 dicembre 2022, pari a € 3.779 milioni (+2,5%). I coefficienti patrimoniali ai fini regolamentari al 30 giugno 2023, calcolati sulla base dei fondi propri di vigilanza, sono risultati pari a:

• CET1 ratio: 15,8% (phased‐in), 15,7% (fully phased);

• Tier1 ratio: 15,8% (phased‐in), 15,7% (fully phased);

• Total Capital ratio: 18,4% (phased‐in), 18,3% (fully phased).

Il Leverage Ratio al 30 giugno 2023 è pari, applicando i criteri transitori in vigore (phased in), al 5,63% e, in funzione dei criteri previsti a regime (fully phased), al 5,59%. L’MREL Ratio mantiene un significativo eccesso rispetto al requisito regolamentare, attestandosi al 29,2% dal 28,6% di fine 2022.

L’organico del Gruppo bancario si compone, al 30 giugno 2023, di 3.504 collaboratori, con un incremento di 48 risorse rispetto alla situazione di fine 2022. Quanto alla prevedibile evoluzione della gestione, le ultime evidenze provenienti dal contesto macroeconomico proiettano per l’Italia un rallentamento dell’attività economica che per il secondo semestre è attesa registrare tassi di crescita modesti. Le spinte inflative, se pure inferiori rispetto ai picchi precedenti, e l’incertezza legata all’evoluzione del quadro geopolitico, con riferimento per l’Europa in particolare alla guerra Russo Ucraina, continueranno a condizionare le scelte di imprese e famiglie. In tale contesto il Gruppo, grazie alla solida posizione patrimoniale, al diversificato modello di business e alle oculate scelte gestionali, prevede di conseguire comunque risultati positivi, in linea con quanto realizzato nella prima parte dell’anno.

Il Consiglio di Amministrazione di Banca Popolare di Sondrio S.p.A. ha deliberato di aderire al Codice di Corporate Governance delle Società Quotate, approvato dal Comitato per la Corporate Governance promosso da Borsa Italiana S.p.A. Banca Popolare di Sondrio S.p.A. darà informativa al mercato sulle modalità di applicazione del nuovo Codice di Corporate Governance delle Società Quotate all’interno della Relazione sul governo societario e sugli assetti proprietari. La relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 2023 verrà pubblicata sul sito internet aziendale "https://istituzionale.popso.it/it" e depositata sul meccanismo di stoccaggio autorizzato eMarket Storage "www.emarketstorage.com" e presso la sede centrale della banca.

“Chiudiamo il semestre con un utile netto record pari a 207 milioni di euro, a conferma della nostra capacità di conseguire risultati particolarmente soddisfacenti, sostenendo famiglie e imprese del nostro territorio e facendo la nostra parte nelle varie fasi del ciclo economico. La banca ha dimezzato il ricorso ai finanziamenti BCE e prosegue nella direzione di traghettare il business verso il nuovo equilibrio post-pandemia - ha dichiarato Mario Alberto Pedranzini, consigliere delegato e direttore generale di Banca Popolare di Sondrio -. Migliorati gli indicatori di liquidità, la qualità degli attivi rimane alta, potendo contare su una conoscenza sempre più approfondita dei nostri clienti, pure attraverso strumenti sofisticati di analisi delle loro esigenze. Ci riferiamo in particolare alle filiere produttive e al relativo potenziale, ancora inespresso, pure in termini di sviluppo sui mercati internazionali, il tutto secondo le direttrici evolutive del nostro Piano industriale. Costante l’attenzione nei confronti dei mutuatari in difficoltà per l’aggravio delle rate conseguente al repentino aumento dei tassi. Abbiamo aderito al Codice di Corporate Governance, promosso da Borsa Italiana, avendo ormai allineato la nostra struttura alle migliori prassi di settore. Proseguiamo sulla strada della sostenibilità, con azioni concrete nel nostro lavoro quotidiano; sono più di 2.300 i prestiti resi possibili dal primo green bond, collocato ormai due anni fa, esperienza che contiamo di replicare nei prossimi mesi con una nuova emissione. Quanto al provvedimento del Consiglio dei Ministri di ieri riguardante la tassazione dei cosiddetti extra profitti delle banche, siamo stati colti di sorpresa e restiamo in attesa della pubblicazione del Decreto, al fine di valutarne gli effetti sul bilancio della banca”.

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