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Martedì, 27 Febbraio 2024
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Sanità a due velocità: stesso intervento, diversi riconoscimenti

Due operazioni chirurgiche all'avanguardia in pochi giorni in Lombardia ma Bertolaso si complimenta solo in una caso: piccoli particolari che raccontano di un sistema

Si dice che siano i particolari a fare la differenza. E questa è certamente una questione di dettagli e cura, in tutti i sensi. Succede che negli ultimi giorni del 2023 due interventi chirurgici pressoché identici, entrambi ad alta complessità, sia stati effettuati con successo in altrettante strutture sanitarie della Lombardia, distanti tra di loro solo 180 chilometri, salvando di fatto la vita a due pazienti aventi un polmone solo. Operazioni rare di chirurgia toracica meritevoli di encomio, compiute soltanto in pochi centri d'eccellenza sul suolo italiano, rese possibili dall'utilizzo di un macchinario denominato ECMO veno-venoso (Extra Corporeal Membrane Oxygenator). Uno strumento all'avanguardia per la circolazione extracorporea grazie al quale il sangue di pazienti viene ossigenato artificialmente, mentre il cuore continua a pompare sangue normalmente. Un'operazione certamente non banale.

Come è prassi (e giusto) in questi casi gli ospedali non hanno mancato di rendere pubblico quanto fatto. Se in un caso la notizia non "esce" dal giardino di casa, pubblicata sui pochi giornali locali della provincia, dall'altra il palcoscenico "conquistato" è ben diverso: arrivano le testate nazionali a cui fa seguito il plauso dell'assessore regionale al Welfare, Guido Bertolaso. "Rivolgo i miei complimenti all'equipe che ha eseguito questo intervento molto complesso. È l'ennesima conferma che la sanità lombarda può contare su eccellenze di caratura mondiale in tantissime specialità". Immagini ora il lettore, come un quiz d'inizio anno, dove sono state effettuate le due operazioni.

La soluzione è presto data: ospedale "Eugenio Morelli" di Sondalo e "Fondazione IRCCS San Gerardo dei Tintori" di Monza. La vicenda può apparire di poca importanza, ma racconta, da un'altra visuale, la fatica che la sanità in provincia di Sondrio deve fare per ottenere i giusti riconoscimenti. Non c'è dietrologia, non c'è malizia. C'è la constatazione di un fatto evidente. La ribalta che un'azienda ospedaliera come quella monzese può avere non ha eguali nella periferia lombarda. Peccato, perchè interventi di questo calibro testimoniano come il sistema sanitario valtellinese sappia in alcuni casi competere con i grandi centri.

Eppure neanche Bertolaso, titolare della Sanità in Lombardia, ne è stato informato. Un mancata (o ignorata) comunicazione che non rende onore a chi se lo meriterebbe, chiamato ad operare in un contesto difficile. Sarebbe stata l'occasione per dare di un po' di fiducia e slancio ad un ecosistema sanitario spesso caratterizzato da polemiche e precarietà. Invece così non è stato. Senza voler neanche prendere in considerazione l'ipotesi che l'assessore regionale abbia di proposito taciuto.

Aggiornamento di giovedì 4 gennaio

Alla fine l'assessore regionale al Welfare Guido Bertolaso ha reso pubblico merito anche a quanto compiuto al "Morelli" di Sondalo.

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