Travolto da una valanga in Val Malgina, morto il "ragno" Matteo Bernasconi: il ricordo degli amici

Bernasconi, guida alpina esperta, lascia moglie e figlia

Un sorridente Matteo Bernasconi foto fb)

Una tragica notizia ha scosso il mondo dell'alpinismo e non solo. A soli 38 anni è morto Matteo Bernasconi, ragazzo solare e padre, uno dei membri di spicco dei Ragni di Lecco.

Le ricerche si sono indirizzate subito verso il punto giusto. Purtroppo, nonostante il rapido e frenetico lavoro dei soccorritori, per lui non c'è stato nulla da fare. Matteo Bernasconi, 38enne guida alpina di Como, è stato trovato morto mercoledì mattina nel canale della Malgina, Pizzo del Diavolo, nel territorio comunale di Castello dell'Acqua. 

Stando a quanto riferito dal soccorso alpino e speleologico Lombardia, Berna, come lo conoscevano tutti, è stato travolto martedì sera da una valanga. Il ritrovamento dell’auto all’imbocco della valle ha permesso di concentrare le ricerche nella zona giusta, ma soltanto nella mattinata successiva è stato possibile ultimare le operazioni e recuperare il corpo. 

Bernasconi nel 2003 era entrato a far parte del gruppo alpinistico "I ragni di Lecco", tanto che era stato soprannominato il ragno, e - raccontava lui stesso - "grazie al loro supporto ho iniziato a girare il mondo a scalare". Nel 2009 era diventato aspirante guida alpina e nel 2011 guida alpina, "facendo cosi diventare la mia passione una professione".

Lo scorso anno, insieme all'amico e collega Paolo Marazzi, aveva creato "Milano Adventure", una piattaforma meneghina nata per avvicinare quante più persone possibile alla montagna, organizzando escursioni, viaggi e attività all'aperto. Berna, che lascia una moglie e una figlia piccola, la montagna la amava, era tutto per lui: "Semplicemente - scriveva - mi piace andare in montagna e adoro il mio lavoro". 

Il profilo di Matteo Bernasconi

Classe 1982, originario di Como, Bernasconi faceva parte dei Ragni Lecco dal 2003; nel 2011 era diventato Guida alpina.

Appassionato di montagna in ogni sua espressione, dall'arrampicata al ghiaccio all'alpinismo e allo sci, aveva partecipato a tutte le spedizioni dei "Maglioni Rossi" in Patagonia, in tutto sette dal 2006 al 2013, con l'apertura di diverse nuove vie e momenti comunque indimenticabili come l'avventura, complicatissima, del 2012 sulla parete Ovest della Torre Egger con Matteo Della Bordella, quando i due furono costretti a desistere a pochi metri dal traguardo.

Numerose sono le attestazioni di cordoglio che in questi minuti si stanno susseguendo per Matteo, conosciuto e stimato  per le sue imprese in montagna e non solo.

Tantissimi i messaggi di cordoglio 

I Ragni di Lecco, nello sgomento di una notizia terribile, lo hanno abbracciato idealmente con "Ciao Berna" sui propri canali social e con poche, commosse parole sul sito ufficiale. 

" In questo momento non abbiamo parole per esprimere il nostro cordoglio. Possiamo solo stringerci in un grande abbraccio alla sua famiglia e a tutti gli amici che hanno avuto l’onore di conoscerlo e di legarsi con lui in montagna"

Toccante il ricordo degli amici di CAMP - CASSIN, azienda premanese di articoli da montagna. 

"Arrivavi in falesia, notavi una visiera da cui sbucava un cespuglio di riccioli biondi ribelli, e subito capivi che c'era anche il Berna. Magari a Menaggio, dove portava i clienti, o a Valbrona, dove su “Lakota” - 8b, per intenderci - lottava come un toro.
Delle altre sue pareti e montagne – sogni realizzati come il Cerro Torre o rimasti in attesa come il Siula Grande – potevi soltanto immaginare qualcosa: erano e sono faccende per pochi, che Matteo Bernasconi teneva per sé perché non amava mettersi in mostra.
Un sorriso grande così, un entusiasmo travolgente e un'ultima frase - «Voglio solo pensare alle cose belle» - affidata a Facebook qualche giorno fa. Ieri c'era il sole, questa mattina il cielo era grigio. E quando abbiamo saputo, abbiamo capito il perché.
Ciao Berna, arrivederci in cielo".

Toccante il Simone Raina, amico di Matteo Bernasconi.

"Ciao Berna,
Poche persone ho conosciuto nella vita pure e attente agli altri come te.
Senza bisogno di dimostrare nulla, vivevi tutto con la leggerezza del sorriso di chi sà che la vita si vive guardando verso l'alto.
Le persone come te sono quelle che danno spernaza a tutti sulla vita e sul fatto che affrontadola con il giusto spirito, tutto si può realizzare.
Mi mancherai quando ti prendevi cura di me la sera che arrivavo stanco in palestra e mi offrivi una piccola.
Ci mancherai, ma sarai sempre con noi.
Un abbraccio fratello, che il cielo ti sia lieve".

Anche il gruppo delle Guide Alpine Val di Mello, attraverso la pagina Facebook del campo estivo per bambini "Mellokids", ha voluto tributare il giusto ricordo al comasco.

Ciao BERNA... in questo momento, le foto del tuo sorriso sono il più bel ricordo... sei passato anche da qui!!

 E i tanti che hanno avuto quell'onore hanno voluto lasciargli un ultimo saluto su Facebook, dove le lacrime e i pensieri dolci si alternano alle immagini di Berna in montagna. Tutte col sorriso stampato sul volto, perché quello non era un lavoro, ma il suo grande amore.

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