Melavì presenta il suo nuovo polo per succhi, confetture e mele essiccate a Ponte in Valtellina

Inaugurato ufficialmente il nuovo impianto costato alla cooperativa 750mila euro. Il plauso dell'assessore regionale all'Agricoltura, Fabio Rolfi

Succhi, nettari, confetture ed essiccati sono la nuova frontiera, una prima scelta per consumatori sempre più attenti alle caratteristiche e alla provenienza dei prodotti che portano sulla tavola: un segmento commerciale che si sta ampliando, nel quale Melavì si è inserita negli ultimi due anni ottenendo risultati più che incoraggianti.

Da qui è nata l'esigenza di realizzare un centro di produzione per i trasformati che ha trovato sede presso lo stabilimento di Ponte in Valtellina, nell'ottica di una razionalizzazione delle attività che aveva già convogliato su Tovo S. Agata la sala unica di lavorazione del prodotto mela da tavola. Due poli distinti per altrettante attività, parallele e complementari, a sancire il nuovo corso di Melavì.

La cooperativa, con i suoi 300 soci conferenti, una superficie coltivata che sfiora i 500 ettari, 120 dipendenti e una produzione che nel 2019 ha toccato i 150 mila quintali, è la più importante realtà frutticola della provincia di Sondrio.

L'incontro che ha preceduto cerimonia d'inaugurazione, svoltasi stamane, è stato aperto dal sindaco di Ponte in Valtellina Rino Vairetti, che ha lodato le scelte strategiche di Melavì: ≪Il mercato è molto difficile - ha detto - e per affrontarlo bisogna cercare alternative, la strada è quella giusta. Mi auguro un futuro positivo che gratifichi il grande lavoro svolto≫.

Dopo di lui è intervenuto il presidente della Comunità Montana di Sondrio Tiziano Maffezzini: ≪Con lo sviluppo dei trasformati - ha sottolineato - è stato individuato uno sbocco nuovo che regala tranquillità e una migliore remunerazione ai produttori. Melavì conferma che con la determinazione si superano le difficoltà del momento≫.

Melavì2-2

Per Melavì, come ha evidenziato il presidente Bruno Delle Coste, si tratta di arrivare sul mercato per migliorare le liquidazioni ai soci, proseguendo una razionalizzazione avviata all'inizio dell'anno con la realizzazione della sala unica di lavorazione a Tovo S. Agata. ≪Melavì svolge un ruolo importante sia per la Valtellina agricola che turistica - ha proseguito il presidente -: siamo la realtà trainante per il settore frutticolo. Vedere qui riuniti soci, operatori e rappresentanti delle istituzioni è uno stimolo ulteriore ad andare avanti, ci infondete coraggio. Sono convinto che potremo ottenere risultati importanti≫.

Da ultimo ha parlato l'assessore regionale all'Agricoltura,  Alimentazione e Sistemi verdi Fabio Rolfi, che ha condiviso l'entusiasmo dei presenti per il nuovo corso di Melavì. ≪Emergono due fattori: la distintività e la diversificazione. Servono per vincere sui mercati internazionali. Un altro elemento importante è la presenza di una cooperativa che ha consentito di contrastare le difficoltà storiche e contestuali≫.

I nuovo succhi

I succhi, i nettari, gli essiccati e le Rockit: nel Centro di produzione trasformati di Ponte Valtellina ogni attività ha il suo spazio, i suoi impianti e la sua organizzazione. Un investimento complessivo di 750 mila euro, di cui oltre la metà finanziato da Regione Lombardia, dal Gal Valtellina e dalla Comunità Montana di Sondrio con contributi a fondo perso. L'intervento è stato illustrato nel dettaglio dal direttore generale di Melavì Luigi Pignataro che, nella successiva visita al Centro di produzione, ha presentato le diverse lavorazioni. La sala succhi ha una produttività oraria di oltre duemila litri all'ora con una resa pari al 75% del prodotto iniziale. 

Il succo Melavì, proposto in tre varietà, torbido, più carico di sostanze nutritive, limpido, che viene sottoposto a uno speciale filtraggio prima dell'imbottigliamento, e biologico, ha il sapore unico e stabile della speciale ricetta che dosa sapientemente le mele della varietà Golden, più dolci, le Red, più acidule, con una piccola percentuale di altre varietà, che conferiscono tipicità al sapore.

I nuovi nettari

La stessa ricetta è alla base dei nettari che seguono il medesimo processo produttivo, in cui la polpa del frutto rappresenta oltre il 65% del prodotto. Le fasi di lavorazione prevedono la spremitura, la pastorizzazione a temperatura controllata, quindi la sterilizzazione. Il nuovo impianto, che sarà attivato lunedì 25 novembre, consente di lavorare sia con le bottiglie e i vasi in vetro di vari formati che con il pet. L'obiettivo è una distribuzione capillare in Valtellina, nei piccoli negozi come nei supermercati, e nel resto d'Italia, attraverso la grande distribuzione, per far conoscere il prodotto, consolidare la presenza di Melavì e possibilmente espanderla.

Mele disidratate

Altre sale, tutte oggetto di riqualificazione edilizia, ospitano gli impianti per la produzione delle mele disidratate. Il forno essiccatoio lavora 400 chilogrammi di prodotto fresco per ogni ciclo di lavorazione che ha una durata di 6-8 ore. Le mele vengono sbucciate, detorsolate e affettate, o tagliate a spicchi, prima di essere sottoposte al processo di essiccazione per consentire la perdita del 90% del loro peso rappresentato dall'acqua. La confezionatrice suddivide le mele divenute croccanti in sacchetti trasparenti di diversi formati: 20 grammi di prodotto essiccato corrispondono a una mela. Il prodotto è reso disponibile sia nella versione convenzionale che biologica. A Ponte in Valtellina è stato installato anche il nuovo impianto di confezionamento della Rockit che ha consentito di automatizzare un processo produttivo finora molto dispendioso, poiché effettuato a mano.

Nuove tecnologie

Per operare sui nuovi macchinari, tecnologicamente avanzati i dipendenti di Melavì sono stati adeguatamente formati. L'avvio della produzione permetterà di recuperare la capacità produttiva con un fabbisogno di personale per Ponte in Valtellina analogo alla situazione lavorativa antecedente: cinque persone sull'essiccato, cinque sul succo di mela, sette sulla Rockit, oltre alla struttura organizzativa, per un totale di 20 persone per turno di lavoro, uomini e donne, con maggioranza di queste ultime.

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Con l'inaugurazione del Centro di produzione trasformati di Ponte in Valtellina si chiude un anno importante per Melavì che, nei primi mesi del 2019, aveva perfezionato il trasferimento della lavorazione delle mele presso lo stabilimento di Tovo S. Agata. Una razionalizzazione delle attività che ha concretizzato la fusione delle tre cooperative, ottimizzando l'organizzazione e riducendo i costi di gestione. Un'annata agricola positiva sul fronte della qualità delle mele, in parte funestata dai danni causati dalla cimice asiatica, ha consentito di pagare la liquidazione ai soci nello scorso mese di ottobre, premiando i produttori che hanno conferito mele di alta qualità, grosse e buone, che vengono richieste dal mercato.

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