Coronavirus

Arancione rafforzato, scuole chiuse ma non per tutti: ammessi i figli di sanitari e lavoratori indispensabili

La note di Regione Lombardia con l'entrata in vigore nella nuova ordinanza. Le indicazioni ai dirigenti scolastici

L'ordinanza emanata da Regione Lombardia che pone tutto il territorio lombardo in zona arancione rafforzato nel tentativo, ulteriore, di arginare la pandemia in corsa da covid-19, sta creando alcune difficoltà. Tra i più perplessi delle nuove regole della Giunta Fontana le famiglia con bambini e ragazzi in età scolare. L'ordinanza regionale prevede, infatti, la chiusura di tutte le scuole in presenza da venerdì 5 marzo, ad eccezione degli asili nido, micro nidi e sezioni "primavera". 

Il punto fermo è che praticamente tutte le classi torneranno a fare lezione con la didattica a distanza. Elementari, medie, superiori e università, infatti, chiuderanno nuovamente e soltanto nidi, micronidi e sezioni primavera potranno restare aperti. 

Però, c'è un però. Lo stesso Pirellone giovedì ha fatto sapere in una nota che "il ministero dell'Istruzione ha già dato indicazioni ai dirigenti scolastici affinché sia garantita la frequenza in presenza per gli studenti figli di personale sanitario o di altre categorie di lavoratori, le cui prestazioni siano ritenute indispensabili per la garanzia dei bisogni essenziali della popolazione".

La decisione è arrivata, evidentemente, per cercare di dare una mano a medici, infermieri e a tutti gli altri lavoratori che non possono astenersi dal lavoro in presenza e che si sarebbero trovati a fare i conti con il ritorno della Dad imposto dalla nuova ordinanza regionale. Non si conosce ancora nel dettaglio l'elenco dei lavoratori ritenuti "indispensabili".

Scuole chiuse in Lombardia da oggi 

Per il resto, da oggi venerdì 5 marzo, in Lombardia le scuole saranno chiuse. "Visti l’andamento della situazione epidemiologica sul territorio e le peculiarità del contesto sociale ed economico e considerato che la situazione epidemiologica presenta le condizioni di un rapido peggioramento con un’incidenza in crescita in tutti i territori della Lombardia, anche in relazione alle classi di età più giovani, è sospesa la didattica in presenza nelle istituzioni scolastiche primarie e secondarie di primo grado e secondo grado, nelle istituzioni formative professionali secondarie di secondo grado, negli Istituti tecnici superiori e nei percorsi di Istruzione e Formazione Tecnica Superiore nonché nelle scuole dell’infanzia", si legge nell'ultimo provvedimento del Pirellone. 

“La Commissione indicatori covid-19 Regione Lombardia - ha spiegato il presidente Fontana - a seguito dell’analisi dei dati effettuata, ha condiviso la necessità di superare la differenziazione tra aree assumendo interventi di mitigazione rinforzati per tutto il territorio regionale con l’obiettivo, oltre che di contenere l’incremento di contagi, di preservare le aree non ancora interessate da una elevata incidenza”. 

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