Conte incontra Fontana a Milano: "Nella fase 2 dovremo convivere col virus"

Il premier per la prima volta in Lombardia dall'inizio dell'emergenza: «Sarebbe irresponsabile affrontare la fase 2 in modo assolutamente sconsiderato, non ce lo possiamo permettere: lo dobbiamo per rispetto alle persone morte, per il dolore delle famiglie»

"Non buttiamo a mare tutti i sacrifici fatti". Lo ha detto il premier Giuseppe Conte a Milano in riferimentio agli sforzi fatti dagli italiani per fronteggiare l'emergenza coronavirus. Il primo ministro, infatti, nel pomeriggio di lunedì 27 aprile, è arrivato in corso Monforte per un vertice a tre con il presidente della regione, Attilio Fontana, e il primo cittadino Giuseppe Sala. Ad accoglierli in prefettura c'era il prefetto Renato Saccone. È la prima visita del premier da quando è iniziata la pandemia.

"Non sono venuto a Milano prima perché nella fase più acuta la mia presenza avrebbe potuto essere addirittura di intralcio, ma nella prima occasione utile era già nei proponimenti di venire — ha precisato il Premier —. Sarò a Milano, sarò a Brescia, sarò a Bergamo e se riesco già stasera a Codogno e Lodi. Poi non posso dimenticare Piacenza. Ritornerò presto perché adesso do meno fastidio agli operatori che stanno operando nell'emergenza".

"Si dovrà convivere con il virus, non è un libera tutti"

Il primo ministro ha difeso il Dcpm firmato nelle scorse ore: "La fase 2 è la fase di convivenza con il virus, non del libera tutti. Con questo provvedimento sulle riaperture dal 4 maggio mettiamo al lavoro, anche sui mezzi di trasporto, 4,5 milioni di lavoratrici e di lavoratori che vanno ad aggiungersi a quelli che stanno già lavorando". Si tratta di "un flusso significativo che sicuramente potrebbe creare occasioni di contagio".

"Sarebbe irresponsabile affrontare la fase due in modo assolutamente sconsiderato, non ce lo possiamo permettere: lo dobbiamo per rispetto alle persone morte, per il dolore delle famiglie", rimarca il presidente del Consiglio difendendo le scelte compiute.

Conte: "Sì alle visite ai fidanzati"

Conte ha poi parlato delle visite tra persone non legalmente congiunte, come i fidanzati. Il termine congiunti "è una formula ampia, generica, ma non significa che si potrà andare a trovare gli amici e fare festa". Ma si possono vedere persone con cui si hanno "rapporti parentali, relazioni affettive, ma non liberamente a casa scambiandosi pacche sulle spalle, sia ben chiaro".

Nessun passo indietro sulle messe

Il premier ha poi affrontato il tema delle messe. "Dispiace molto" per le parole espresse dalla Cei, che ha espresso un "rammarico comprensibile. Ci sentiamo spesso con Bassetti" e con altri esponenti, "non c'è un atteggiamento materialista o insensibilità da parte del governo" ma "c'è una grossa rigidità da parte del comitato tecnico scientifico, sul presupposto che la pratica religiosa è uno dei focolai epidemiologici".

"In ogni caso, come anticipato ieri in conferenza stampa adesso lavoreremo a un protocollo, avevamo bisogno di più tempo per consentire ai fedeli di partecipare alle cerimonie religiose in piena sicurezza. Intanto avremo un'apertura per le cerimonie funebri, poi speriamo di avviare un percorso con questo protocollo, che contiamo di definire in uno spirito di piena collaborazione con la Cei, anche nel loro interesse: mi metto nei panni dei parroci" che devono garantire la sicurezza dei fedeli.

"Se necessario ci saranno interventi di lockdown mirati"

Il governo, secondo quanto riferito dal presidente del consiglio, è pronto a spegnere nuovi focolai di coronavirus. "Siamo predisposti per misure territorialmente circoscritte. La ratio del nostro piano è quello che sia nazionale, altrimenti diventa impossibile se ognuno va per la sua strada. Poi se dovessimo verificare -dopo il primo, il secondo blocco di partenza- che c'è una curva di contagio che sfugge al controllo, allora interverremo a chiudere il singolo rubinetto. Il nostro piano ci consentirà quindi di tener conto anche delle realtà territoriali".

"Stiamo studiando delle misure, oltre a quelle già introdotte dei congedi straordinari e dei bonus baby sitter, per sostenere le famiglie. Ci rendiamo conto che vivono un momento particolare, un fatto emergenziale al quale non erano preparate. Studiamo un piano per l'infanzia e cerchiamo di affrontare anche l'estate con delle misure".

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La posizione di Attilio Fontana

"Ho espresso una serie di domande e preoccupazioni al Premier Conte. Non solo: dato che questa mattina si è riunito il Patto per lo Sviluppo, il Tavolo istituzionale di confronto e dialogo con tutti i principali stakeholder del sistema lombardo, ho colto l’occasione per consegnare il report dei lavori nelle mani del premier" ha commentato il presidente lombardo Attilio Fontana.

Tre le cose più importanti che il governatore della Lombardia  ha sottolineato nell'incontro con Conte:

1. Sostegno alle famiglie: asili nido, servizi per l’infanzia, scuola e necessità di coniugare il rientro al lavoro dei genitori con la gestione dei figli e ipotesi di congedi parentali: il 50% della retribuzione non è sufficiente.

2. Sostegno alle imprese: necessità di rispondere in tempi rapidi alle richieste delle aziende e semplificazione per far ripartire i cantieri e le attività produttive. 

3. Trasporto Pubblico Locale: è imperativo definire chi può occuparsi, e con quale titolo (i funzionari / controllori delle aziende di trasporto non sono pubblici ufficiali), dei controlli all’ingresso delle stazioni e sui mezzi pubblici e del mantenimento delle distanze al loro interno.

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