Coronavirus, Conte presenta alla nazione la "fase 2": poche le concessioni

Il premier: «Valuteremo in base all'andamento della curva epidemiologica, saremo sempre vigili e pronti a chiudere anche singole zone territoriali se necessario». Per i negozi si dovrà aspettare il 18 maggio; bar e ristoranti riaperti da giugno

 

Il premier Giuseppe Conte, in un discorso alla nazione in diretta, ha illustrato nelle scorse ore i punti cardine del nuovo Dcpm (Decreto del presidente del Consiglio) che entrerà in vigore da lunedì 4 maggio 2020. Poche le concessioni; ci saranno ancora molte limitazioni per evitare che l'emergenza sanitaria legata al coronavirus torni a galoppare.

Le novità: visite ai parenti e parchi aperti

Tra le novità più salienti, la possibilità - ora negata - di andare a trovare i congiunti e i familiari che abitano nella stessa città o regione, anche se con la mascherina. Saranno comunque vietati gli assembramenti e i ritrovi numerosi. Non solo: riapriranno anche i parchi e i giardini, ma saranno in vigore sempre le norme di distanziamento sociale. Si potrà andare "a correre anche lontano da casa", ma mai in gruppo. Le cerimonie funebri dovranno tenersi "preferibilmente all'aperto" e avere la partecipazione di "massimo 15 famigliari". Ripartono anche gli allenamenti per gli atleti professionisti, sebbene, su questo punto, permangano parecchie perplessità delle società. Chi fa sport di squadra dovrà aspettare. Ci sarà una nuova autocertificazione: si dovranno motivare gli spostamenti intraregionali mentre quelli interregionali dovranno avere "serie motivazioni" di salute o di lavoro. 

Commercio e aziende

Sul commercio al dettaglio, si apprende ancora, il governo ragionerà nei prossimi giorni. Una possibile data di riapertura per i negozi, che tuttavia resta un'ipotesi, è quella del 18 maggio. Prorogato anche il lockdown per parrucchieri e centri estetici. Saranno inoltre calmierati i prezzi delle mascherine: non verrà applicata l'Iva. Dal 4 maggio via libera "alla ristorazione con asporto". Il premier spiega che "si entrerà uno alla volta nei locali e il cibo si consuma a casa". I bar e ristoranti, in forma classica, riapriranno solo "dal 1 giugno". "La riapertura delle aziende interessate è consentita sul presupposto del rispetto dei protocolli di sicurezza. Ci sarà un protocollo di sicurezza anche per le aziende di trasporto", afferma il primo ministro. Sono "allo studio interventi sulle imprese". "L'Italia non riparte se non ripartono l'imprese. Per chi ha avuto già il bonus da 600 euro stiamo sperimentando la possibilità di un rinnovo automatico. Nel prossimo decreto ci saranno più aiuti alle imprese, l'obiettivo non è avere più sussidiati ma più occupati", ha detto ancora.

I dati sull'epidemia

Le Regioni avranno il compito di comunicare al governo tempestivamente i dati sull'andamento dell'epidemia: al superamento di certe soglie - numeri di contagi e ospedalizzazioni - si potrà intervenire 'a fisarmonica' reinserendo zone rosse o divieti. "Se non rispettiamo le precauzioni la curva risalirà, aumenteranno i morti e avremmo danni irreversibili per la nostra economia. Se ami l'Italia mantieni le distanze", insiste Conte. Il trasporto pubblico locale dovrà garantire mezzi mai affollati; così le ditte dovranno aprire uffici e officine con i nuovi protocolli di sicurezza anti contagio. 

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